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A tu per tu con la modella Katrin Thormann: «Vi svelo i miei segreti …

La perfezione non esiste, certo. Eppure, davanti a una bellezza così, non puoi che pensare il contrario. Parliamo della modella Katrin Thomann, 28 anni, protagonista del servizio beauty di pagina 200 del numero di Glamour di maggio, ora in edicola.
È esplosa di colpo con la copertina di DazedConfused del 2008 che la ritraeva con orecchie da gattina e rossetto noir «Da allora tutto è cambiato: dopo quella foto, il successo è arrivato inaspettato», dice.
L’abbiamo incontrata il giorno prima dello shooting con Giovanni Gastel (sopra trovate il video di backstage), per conoscere i segreti moda e beauty di una vera top. Ecco com’è andata.

«Schön, Sie zu treffen». Piacere di conoscerti, mi dice in tedesco. Indossa un paio di jeans, una maglietta e una sciarpa in cashmere. Senza trucco, sembra una 17enne. Questa bellezza nata a Kiel, in un paesino della Germania a un’ora di auto da Amburgo, non ha nulla della ragazzetta di paese: parla inglese, francese, tedesco, estone (ha vissuto lì per qualche mese), legge libri impegnati.

Com’è iniziata la tua carriera di modella?
«Avevo circa 15 anni, ero andata trovare mia zia che vive a Berlino e una persona mi ha fermato per strada mentre facevo shopping. Era molto timida, non è andata subito al dunque: prima mi ha chiesto che numero di scarpe avessi, così, per trovare un argomento, e poi mi ha parlato del mio potenziale come modella».

Come ti sei sentita la prima volta che hai sfilato?
«All’inizio è stata dura, non avevo la più pallida idea di come si camminasse in passerella. Tutti mi caricavano di ansia: dal mio agente agli amici ai parenti. Mi dicevano di fare pratica, mi prestavano le scarpe con i tacchi, mi facevano fare avanti e indietro continuamente. Poi è arrivata la mia prima sfilata, durante la fashion week di Berlino, ed è stato tutto così naturale che quasi non ci credevo. Mi sono anche divertita, tutte le tensioni sono svanite. Non mi sono vista in video, probabilmente ero impacciata, ma per me è stato liberatorio».

Primo servizio fotografico invece?
«Era un test e non avevo la più pallida idea di cosa stessi facendo. La stylist mi vestiva, il fotografo mi diceva come mettermi, ero una bambola. Non mi è piaciuto per niente. La seconda volta invece è andata un po’ meglio».

Oggi ti diverti di più a sfilare o posare?
«Posare! Quando sono davanti all’obiettivo posso interpretare ruoli diversi e sperimentare con me stessa».

Hai lavorato con grandissimi fotografi. Il tuo preferito?
«Amo Peter Lindbergh: la sua visione, certo, ma anche la sua personalità. Lui ti permette di essere te stessa, non ti obbliga a interpretare qualcun altro. Per questo è unico e speciale».

È molto competitivo il mondo della moda?
«L’atmosfera è quella che si respira al liceo, dove si formano i gruppetti. Anche nella fashion industry ti aggreghi alle modelle con cui ti senti più a tuo agio, con cui condividi interessi».

Come hai speso i primi soldi guadagnati?
«Ho comprato una bicicletta. Niente borse o scarpe, volevo solo quella! Con la seconda busta paga, invece, ho acquistato le lezioni di guida».

Sembri una persona solare, che ama divertirsi. Allora perché voi modelle non sorridete mai in passerella?
«(Ride, ndr). Ma no, dai, non è sempre vero. Sono gli stilisti che, spesso, ci chiedono di sfilare con un’espressione seriosa, e noi lo facciamo. Capita, però, che abbiamo il permesso di essere più naturali, e allora sorridiamo. A me sarà successo due o tre volte, incluso l’ultima sfilata di HM a Parigi, sembrava un party».

Che cos’è la moda per te?
«È molto più di un semplice vestito. Siamo noi a dare agli abiti la personalità».

Stilisti preferiti?
«Isabel Marant e Givenchy».

Hai un’icona femminile di riferimento?
«Credo che la supermodella russa Natasha Poly sia la donna più versatile che abbia mai conosciuto. La ammiro molto e, quando guardo le sue foto, penso che potrebbe interpretare qualsiasi stile, perché ha una personalità così forte che non passa inosservata».

Qualcosa che la vita da modella ti ha insegnato?
«Non bisogna mai cercare di essere quello che non sei. In questo lavoro vieni scelta per le tue caratteristiche intrinseche: tienitele strette!».

Dove ti vedi tra 20 anni?
«In una bella casa di campagna, circondata da tanti bambini».

Programmi a breve termine, invece? Per l’estate, per esempio?
«Anche qui sogno la campagna. Mi piacerebbe affittare un casale e invitare amici e parenti. Passare del tempo con le persone che amo mi rende felice».

Qual è il film che non ti annoia mai?
«Léon di Luc Besson, con una giovanissima Natalie Portman, la mia attrice preferita, insieme a Penelope Cruz».

Mai pensato alla recitazione?
«Non escludo nulla».

Serie tv preferita?
«House of Cards. Più la guardi più diventa una droga».

Musica preferita?
«Ascolto di tutto: Beyoncé, Coldplay, Bon Hiver. Poi quando ho un po’ di tempo suono la chitarra, mio grande hobby: solo grandi classici».

Parliamo di bellezza: che cos’è per te?
«Ti direi una sciocchezza se ti dicessi che non è così importante, anche perché per la mia carriera è stata fondamentale, ma conta tantissimo la personalità, la tua energia, il modo in cui ti poni verso il mondo e verso te stesso. Se ti senti bello lo sei».

Belli si diventa?
«Con tanta costanza e fatica sì. Magari anche con l’aiuto della chirurgia, ma senza esagerare. Non giudico chi lo fa».

E’ vero che “anche i belli piangono”?
«Certo, da piccola ero troppo alta rispetto a tutti i miei compagni di scuola, mi prendevano in giro e a quell’età non capivo la fortuna che avevo. Mi chiamavano “Spargeltarzan”, per via della mia somiglianza con un asparago lungo e sottile. Non è stato facile, ma mi sono presa la mia rivincita».

Il fatto di essere tedesca ha in qualche modo influenzato il tuo approccio verso le bellezza?
«Le donne tedesche non si curano del brand, della marca, ma puntano molto alla sostanza. A differenza delle newyorkesi che guardano i dettagli, il packaging dei prodotti, cosa va di moda e cosa no. In Germania ci si preoccupa di più del benessere in generale, di un “healthy lifestyle” a tutto tondo più che di ciò che è cool o non è cool. Si va alla sostanza delle cose».

E adesso sfatiamo questo mito delle bionde senza cervello. Ti sei iscritta all’università, facoltà di storia, vero?
«Verissimo. Sono molto orgogliosa di questa scelta. Ho iniziato a lavorare a 16 anni, era impossibile continuare a studiare. Ho sempre vissuto con questo rimpianto, perché la Laurea è un traguardo che non volevo perdere. Così un giorno mi sono iscritta alla facoltà online, prima con indirizzo cinema, poi letteratura e infine storia, mi sono appassionata. Appena ho un po’ di tempo fuori dal set mi metto sui libri. Conto di finire al massimo tra un paio d’anni».

Ti è mai successo un “disastro beauty” in questi anni?
«C’è stato un periodo in cui gli stilisti si erano fissati con le sopracciglia chiarissime e me le hanno decolorate più volte. A parte il fatto che senza trucco ero un fantasma, perché le ciglia erano della stessa nuance del viso, il problema era poi farle tornare del mio colore: mi sono ritrovata con due cespugli nero corvino, erano orribili! Uso tutti i giorni un gel di Mac per appiattirle perché sono ribelli e chiarissime, immaginale in versione brown».

E i capelli? Ti sei mai tinta anche quelli?
«Mi hanno decolorato e tagliato i capelli appena sotto le orecchie per lavoro. E ti dirò: non mi dispiaceva affatto, li ho tenuti così platino per qualche settimana. Poi guarda un po’ qua (mi dice mostrandomi una foto sull’iPhone in cui è un’irriconoscibile mora con frangia anni Settanta, ndr.). Sono stata anche nero corvino, ma portavo una parrucca, e devo dire che il mio fidanzato ha gradito molto questo look».

Stai benissimo mora: ti preferisci bionda?
«Con i capelli scuri assomiglio molto a mia madre, che ha gli occhi blu e una chioma castana e ti dirò, non mi dispiace. Anche il mio fidanzato mi ha trovata particolarmente sexy in questa versione. Sfatiamo anche questo mito: non è sempre vero che gli uomini preferiscono le bionde!».

Che cosa ti piace e che cosa proprio non ti piace del tuo corpo?
«La parte che preferisco è il punto vita e gli addominali. Non amo i miei piedi, sono sformati e distrutti dai tacchi, preferisco non guardarli nemmeno».

Che cosa fai per tenerti in forma?
«Se non sono su un set vado tutti i giorni in palestra. Faccio yoga e tanto pilates, di qualsiasi tipo: a New York è una moda, ma non lo faccio per quello. Poi a volte seguo dei corsi di ballo: c’è un corso di hip hop facile facile, non sono bravissima ma ci vado perché è super divertente. A volte l’insegnante ci filma su Instagram e quando mi riguardo sono molto buffa e vorrei scomparire».

Segui una dieta particolare?
«Viaggio così tanto che è impossibile. L’unica volta che ho provato a fare una 5 giorni di detox a base di succhi, ma ho dovuto interrompere proprio per questioni di lavoro. Quando sono a casa l’abitudine più sana che ho è prepararmi la green juice e un greek yogurt con granola. Non rinuncio a pasta e pizza, birra (sono tedesca!), ogni tanto mi limito con il cioccolato: è una vera (e pericolosissima) tentazione. Adesso farei follie per un “Kaiserschmarrn”, un dolce che ha gli stessi ingredienti del Pancake».

Raccontami la tua beauty routine quotidiana.
«Pulisco il viso mattina e sera con i prodotti di Bioderma, mentre come crema idratante scelgo Dr. Hauschka anche come contorno occhi . Ho la pelle molto secca, ma non uso creme molto grasse. D’estate invece punto su prodotti che contengono una protezione SPF, i miei preferiti sono di Aesop».

E in spiaggia?
«Inizio con la protezione 50, poi passo alla 30. Divento leggermente rossa, oppure rimango esattamente così, non mi abbronzo. Mi vengono fuori tantissime lentiggini».

Come curi i tuoi capelli?
«Shampoo e balsamo Aveda. Metto sempre un po’ di olio sulle doppie punte che tendono a sfaldarsi».

C’è un prodotto di cui non puoi fare a meno?
«Due: lip balm de l’Occitane e una crema per le mani».

Il tuoi indispensabili da make up.
«Solo il blush di Chanel e il mascara. Ho 5 diversi tipi di mascara, ma non li uso. Quando esco uso il rossetto rosso di Nars oppure la matita per labbra».

La scoperta in backstage.
«Un illuminante stick di Nars che regala luce agli occhi, definisce le labbra, ed è davvero super».

Qual è il tuo segreto di bellezza?
«Ho le labbra secchissime, faccio spesso degli scrub a base di olio e zucchero: provali, sono fantasici! Puoi farli tranquillamente a casa e ti regalano un effetto rimpolpante».

Che cos’è il glamour per te?
«Capelli lunghi waved, molto sexy e un bicchiere di champagne».

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