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ACCADDE OGGI - 12/02/2019

ACCADDE OGGI – 12/02/2019

12/02/1804 – Muore a Konigsberg (oggi Kaliningrad, in Russia) il filosofo tedesco Immanuel Kant.

Kant nasce il 22 aprile del 1724 nella città di Königsberg (l’attuale Kaliningrad), al tempo capitale del regno di Prussia Orientale, in un famiglia di modeste condizioni economiche ed assai numerosa. La prima formazione è fortemente condizionata dalla madre, Anna Regina, fervente seguace del movimento pietista: nel 1732, all’età di otto anni, Immanuel viene iscritto al collegio Federicianum, dove – grazie anche all’attivo sostegno economico della direzione della scuola – Kant approfondisce soprattutto gli studi di latino ed ebraico, trascurando inizialmente le scienze applicate. Se questo periodo verrà successivamente ricordato dal filosofo come cupo ed assai infelice, la svolta arriva nel 1740 (nel frattempo, tre anni prima è morta la madre), con l’iscrizione all’università Albertina di Königsberg, dove, sotto la guida di Martin Knutzen, professore di logica e metafisica, Kant scopre le scienze e, in particolar modo, il pensiero newtoniano (il grande scienziato inglese era morto nel 1727), che resterà per il filosofo un punto di riferimento anche per gli anni della maturità.

Terminati gli studi nel 1747, per fronteggiare le difficoltà economiche dovute alla morte del padre l’anno precedente, Immanuel si dedica alla professione di precettore privato, approfondendo nel frattempo i propri interessi e le proprie letture e pubblicando il primo lavoro (Pensieri sulla vera valutazione delle forze vive). Nel 1755, ottenuto il dottorato e la qualifica di magister, fondamentale per l’abilitazione all’insegnamento, Kant arricchisce il suo bagaglio filosofico sia studiando i metafisici tedeschi e Rousseau, sia occupandosi di argomenti tecnico-scientifici: nel 1755 pubblica la Storia universale della natura e teoria del cielo e la Nuova spiegazione dei primi principi della conoscenza metafisica, l’anno successivi edita un saggio sui terremoti e una Monadologia fisica, seguiti da lavori sulla morale, la metafisica, l’estetica (Osservazioni sul sentimento del bello e del sublime, Ricerca sull’evidenza dei principi della teologia naturale e della morale,  entrambi del 1764; I sogni di un visionario chiariti con i sogni della metafisica, 1766). Nel 1770, questo lungo percorso di formazione viene coronato dall’ottenimento della cattedra universitaria di logica e metafisica a Königsberg, grazie alla Dissertazione intitolata La forma e i principi del mondo sensibile e intelligibile (in latino: De mundi sensibilis atque intelligibilis forma et principiis). È il punto d’avvio della fase centrale della riflessione kantiana, che porrà il filosofo al centro non solo del dibattito illuminista, ma ne farà anche un caposaldo dell’intera tradizione occidentale.

Un lungo lavoro di studio e preparazione sfocia così nel 1781 nella prima edizione della Critica della ragion pura (Kritik der reinen Vernunft) dove Kant, affrontando la questione di un fondamento (e di un’analisi critica) del sapere umano, getta le basi, distinguendo tra “dottrina trascendentale degli elementi” e “dottrina trascendentale del metodo”, delle future riflessioni sulla validità delle nostre conoscenze oggettive e sul rapporto tra metafisica e scienze. La vita di Kant, da questo punto in poi, diviene quella dello studioso che si dedica esclusivamente, con rigore metodico, all’elaborazione del proprio sistema di pensiero. Del 1783 sono i Prolegomeni a ogni futura metafisica che vorrà presentarsi come scienza, e dell’anno successivo l’Idea di una storia universale dal punto di vista cosmopolitico; sempre del 1784 è la Risposta alla domanda: ‘Che cos’è l’Illuminismo?’, e del 1785 la Fondazione della metafisica dei costumi. Nel 1788 Kant pubblica la seconda opera maggiore (dopo aver curato la nuova edizione della Critica della ragion pura): la Critica della ragion pratica (Kritik der pratischen Vernunft) sviluppa, in accordo con il quadro teorico delle opere precedenti, la concezione kantiana della morale, secondo un’indagine critica dei fondamenti dell’agire umano. Nel 1790, la Critica del giudizio (Kritik der Urteilskraft) chiude il cerchio dei grandi lavori: questa volta il focus del ragionamento è il giudizio estetico, con asserzioni che anticipano le posizioni romantiche degli anni a venire. Nel 1793 il saggio kantiano sulla religione (La religione nei limiti della semplice ragione) suscita le reazioni ostili di Federico Guglielmo II, sovrano conservatore del Regno di Prussia, cui Kant si piega per spirito d’obbedienza ma senza rinnegare ciò che ha sostenuto nella sua opera.

È l’ultimo passaggio significativo della vita di Immanuel Kant: abbandonato l’insegnamento nel 1796, per il progressivo indebolimento del fisico e della mente, il filosofo si spegne nell’amata Königsberg il 12 febbraio 1804.

 

12/02/1809 – Nasce a Shrewsbury, in Inghilterra, il naturalista, biologo e geologo britannico Charles Darwin.

Nato in un’agiata famiglia borghese, Darwin viene avviato agli studi di medicina in modo che possa seguire la stessa carriera del padre e del nonno Erasmus, il quale alternando l’esercizio della professione medica alla passione per gli studi naturalistici, scrisse alcune opere (come ad esempio la “Zoonomia”) in cui alcune argomentazioni presentavano punti di contatto con le teorie che più tardi verranno elaborate da Lamarck e che Charles ricorderà di avere letto con grande ammirazione. Abbandonati gli studi di medicina verso i quali provava scarso interesse Darwin intraprende sotto la pressione di un’antipatica forzatura familiare la carriera ecclesiastica, ai suoi occhi ancora peggio di quella medica. L’intelligente giovane covava un acceso amore per le scienze naturali e così, quando si presentò l’occasione di prendere parte in qualità di naturalista di bordo ad un viaggio sul brigantino “Beagle”, si imbarcò di corsa pur contro il volere paterno.

Mai ribellione ai divieti familiari si rivelò più proficua. L’esperienza del “Beagle” si rivelò fondamentale per la maturazione scientifica di Darwin.Il 27 dicembre 1831 il “Beagle” salpa per una lunga crociera nell’emisfero australe che durerà ben cinque anni durante i quali vengono esplorate soprattutto le coste sudamericane. Darwin raccoglie moltissimo materiale e analizza i fossili presenti negli strati geologici arrivando, in forza della sola osservazione coniugata ad una logica ferrea, alle famose conclusioni che conosciamo. Rientrato in Inghilterra il 2 ottobre 1836, decide di sistemare la sua vita familiare. Si sposa e si stabilisce in campagna, a Down, da dove non si muoverà più sino alla sua morte avvenuta il 19 aprile 1882. Questi circa cinquant’anni di vita sedentaria gli furono imposti dal suo precario stato di salute, probabilmente causato da una malattia tropicale che lo aveva colpito durante il viaggio. Corrispondeva però con molti biologi, allevatori e coltivatori ai quali chiedeva informazioni e dati necessari per l’elaborazione delle sue teorie.

Riordinati i dati e i risultati delle sue osservazioni Darwin pubblicò “Viaggio di un naturalista intorno al mondo” nel 1839. Nel 1859 pubblicò il suo capolavoro “L’origine delle specie” che, se da una parte suscitò scandalo e feroci opposizioni soprattutto negli ambienti religiosi, tra gli scienziati trovò in breve una vasta accoglienza. Il libro era accompagnato da una notevole mole di prove e osservazioni che ne confortavano le tesi e che erano difficilmente smentibili a lume di ragione. Le omologie strutturali studiate dall’anatomia comparata diventavano la prova di progenitori comuni a tutte le specie, il che fece sì che il classico “finalismo” della religione venisse rovesciato e reinterpretato attraverso spiegazioni naturali che non dovevano ricorrere all’intervento divino. Successivamente i risultati della paleontologia, dell’embriologia, della biochimica hanno corroborato le teorie del genio inglese, cambiando per sempre il volto della vita che osserviamo sul pianeta Terra. Charles Darwin è sepolto a Londra nell’abbazia di Westminster.

Nessuno meglio di Darwin potrebbe incarnare il prototipo dello studioso che con i suoi pochi mezzi, quelli della ragione e dell’osservazione, è capace di deviare il corso della storia delle idee, di influenzare l’intero andamento della scienza. Tutti sanno che la sua teoria sull’evoluzione è divenuta fondamentale per capire le origini e la varietà degli esseri viventi che conosciamo oggi e che tale teoria non è ancora pacificamente accettata; è anzi tuttora frutto di accese discussioni o di netti rifiuti, come in certe frange dell’Occidente più integralista e legato alla tradizione. Non c’è da stupirsi. Il concetto di Evoluzione non va d’accordo con quello di Creazione, così come con quello di un principio ordinatore ben definito, per lasciare spazio al caso e all’imprevisto, alla selezione naturale basata sull’ambiente. Più che normale dunque che la rivoluzione darwiniana si sia scontrata con certezze millenarie e con visioni del mondo e della storia acquisite.

 

12/02/1809 – Nasce ad Hodgenville, negli Stati Uniti, il politico ed avvocato statunitense Abraham Lincoln, meglio noto in italiano come Abramo Lincoln.

Abraham Lincoln fu il sedicesimo presidente degli Stati Uniti (dal 1861 al 1865) e fu il principale artefice della vittoria degli unionisti nella guerra di secessione americana e dell’abolizione della schiavitù. Nato da una famiglia di pionieri, intraprese gli studi giuridici, guadagnandosi ben presto una solida reputazione per la sua onestà. Non a caso, notoriamente viene raffigurato nella memoria storica come un uomo calmo e riflessivo. Ma forse non tutti sanno che alcuni anni prima di diventare Presidente degli Stati Uniti, il suo temperamento era ben diverso, costituito da frequenti scatti di ira, in cui dava prova di saper esprimere una furia intensa e incontrollata (probabilmente causata, secondo studi recenti, dagli scompensi indotti dalle pillole usate da Lincoln per vincere la depressione).

Nel 1833 fu eletto deputato al parlamento dell’Illinois. In materia di schiavitù era un antischiavista convinto, anche se non condivise mai appieno la posizione degli abolizionisti. Nel 1860 i repubblicani lo candidarono alla presidenza: ottenne la maggioranza dei voti ed entrò nella Casa Bianca. Subito dopo la vittoria, intraprese i primi passi per staccarsi dall’Unione. Lincoln si mostrò aperto al dialogo ma rifiutò di prendere in considerazione un’eventuale estensione della schiavitù. Nel febbraio del 1861 sette stati sudisti si separarono formalmente dall’Unione; altri stati del sud seguirono il loro esempio e scoppiò la guerra che si concluse nel 1865 con la vittoria dei nordisti. Tra i momenti fondamentali della guerra civile ci fu la Battaglia di Gettysburg, a cui seguì – a guerra finita – il celebre Discorso di Lincoln sull’importanza dell’unione degli Stati. Già nel 1862 il presidente emanò il proclama di emancipazione che liberava gli schiavi e autorizzava la creazione di unità militari di colore. Lincoln, però, era determinato a porre l’emancipazione su una base permanente e nel 1864 propose l’introduzione di un emendamento contro la schiavitù nella Costituzione. Tale emendamento venne accettato dopo la sua rielezione, nel 1865.

Poche settimane dopo l’inizio del suo secondo mandato, Lincoln annunciò pubblicamente il suo sostegno al suffragio limitato per i neri in Lousiana. Un fanatico sudista, John Wilkes Booth, preoccupato dell’eventualità che i neri potessero ottenere il diritto di voto, il 14 aprile del 1865 ferì mortalmente Lincoln, a Washington. Fu dichiarato morto la mattina del giorno seguente.

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