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Aggredì una coppia: 26 mesi a un 20enne tunisino

Aggredì una coppia: 26 mesi a un 20enne tunisino

Mantova Era accusato dell’aggressione con coltello perpetrata lo scorso novembre ai danni di due fidanzati davanti al supermercato Carrefour di piazza Cavallotti. Nagati Wissem, 20enne tunisino è stato condannato a due anni e due mesi ieri mattina per  lesioni aggravate ed evasione dai domiciliari. Il Pm aveva chiesto una condanna a un anno di reclusione, ma il giudice ha calcato decisamente la mano, infliggendo all’imputato un anno e otto mesi di reclusione per l’evasione dai domiciliari e sei mesi per le lesioni. Il fatto era avvenuto verso le 4 del mattino dello scorso 12 novembre  quando una coppia di giovani, una ragazza 19enne ed il suo fidanzato 27enne, erano passati a piedi davanti in corso Libertà. Il nordafricano, che conosceva entrambi, li aveva affrontati sotto il portico di fronte al supermercato Carrefour, mettendosi subito a litigare con il ragazzo, all’indirizzo del quale aveva rivolto dapprima gli insulti e poi degli schiaffi. Ne era seguita una colluttazione nella quale la 19enne era stata colpita con un pugno al volto dallo straniero, contro il quale si era prontamente scagliato il fidanzato della giovane, che invece aveva rimediato una coltellata alla coscia sinistra. Ieri il 20enne tunisino è stato sentito dal giudice. Ha raccontato che tutto sarebbe nato da un malinteso tra lui e il 27enne, ma ha negato di averlo colpito con un coltello e di averne mai avuto uno in tasca. «L’unica arma che potrei avere usato in quel momento – ha spiegato al giudice – erano il  mazzo delle mie chiavi di casa». Quindi riguardo alla ferita alla coscia sinistra rimediata dal 27enne il tunisino ha detto che se la potrebbe essere procurata cadendo sula recinzione di un’aiuola di piazza Cavallotti. Wissem ha inoltre ammesso di essere evaso dai domiciliari quella notte, «ma solo perchè avevo fame e così sono andato al Carrefour a comprare qualcosa da mangiare». Rientrato dalla spesa (e dalla rissa) Wissem era subito partito per la Francia. «Sapevo che ero nei guai, mi ha preso il panico» ha detto sempre ieri in aula. Panico che perdurava anche il 3 aprile scorso, quando è stato rintracciato e arrestato a casa di un connazionale a Saint Etienne.

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