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Ai bimbi bastano 10 minuti di sport per diventare adulti sani e forti

Ai bimbi bastano 10 minuti di sport per diventare adulti sani e forti

Non solo studio, svago e gioco in genere. Nella quotidianità dei piccoli ci vuole anche un po’ di moto. Che va in tanta salute. Anche solo alcuni minuti di pura e sana attività fisica possono infatti contribuire ad allontanare il rischio di malattie del metabolismo, obesità compresa, che si associa a serie implicazioni, quali lo sviluppo di diabete e precocità nell’insorgenza di malattie cardiovascolari. Lo asserisce un ampio studio internazionale del Wake Forest Baptist Medical Center, negli Stati Uniti, pubblicato sulla rivista Medicine Science in Sports Exercise.

 

 

Lo studio. Oltre 11.500 giovanissimi e adolescenti, di età compresa fra i 4 e i 18 anni, residenti in Brasile, Stati Uniti e in alcuni Paesi europei, hanno preso parte a ben 11 studi internazionali, intenzionati a valutare i benefici dell’attività fisica sulla salute giovane in una prospettiva di prevenzione futura. Con questo obiettivo i ricercatori hanno focalizzato l’attenzione su alcuni parametri basici, quali l’età del bambino, il sesso, il livello di attività fisica e la frequenza con cui veniva svolta, e almeno un biomarcatore, cioè un indicatore misurabile di uno stato o una condizione clinica associata a un potenziale rischio cardiometabolico. Tra questi, i primi considerati sono stati la circonferenza della vita, la pressione sanguigna e i livelli di colesterolo HDL, quello “buono”, o LDL, quello “cattivo”, trigliceridi, glucosio e insulina presenti nel sangue.

L’attività fisica fa bene. Il moto fa bene, specie se vigoroso e praticato con regolarità, fin dalla più giovane età. Seppur senza eccedere in sforzi fisici o in tempi dilatatati. Perché i vantaggi, secondo gli esperti, si attiverebbero già con dieci minuti di attività, in grado di stabilire 32 associazioni benefiche con biomarcatori su un massimo possibile di 360 link specifici. Tutte le 32 relazioni nei bambini in movimento, rispetto ai pigri, si sono tradotte in una circonferenza della vita più sottile, ridotta di diversi centimetri, e livelli di insulina più bassi. In buona sostanza gli autori dello studio spiegano che è sufficiente sostituire allenamenti di lunga durata e di modesta intensità con esercizi più brevi ma più intensi, per ottenere benefici cardiometabolici significativi e soprattutto superiori.

 

 

Che cosa significa tutto ciò? Molto, soprattutto in termine di salute, cioè in un minor pericolo di incappare in patologie cardiache e ictus in età adulta. La buona notizia è che questi benefici sarebbero ad appannaggio di tutti, anche dei bambini con alti livelli di insulina nel sangue, spesso associati a un’alimentazione sbagliata, troppo ricca di cibi dolci, e perfino a quelli in sovrappeso o obesi, dipendenti di norma da quantità di cibo extralarge e ad alto contenuto di grassi e nutrienti spazzatura. Basterebbe davvero poco per controllare una pesante situazione, sia sull’ago della bilancia che sulla salute, tanto diffusa tra i giovanissimi delle nuove generazioni. Anche in Italia dove secondo le ultime stime, all’incirca il 24 per cento di bimbi delle scuole primarie, dunque fra i 6 e i 10 anni, è in sovrappeso e il 12 per cento è obeso e solo 1 bambino su 10 svolge un livello di attività fisica raccomandato per la sua età.

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