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Amore 2.0: siamo gli zombie del nuovo millennio!

Amore 2.0: siamo gli zombie del nuovo millennio!

Chattare su WhatsApp ci logora la vita o ce la rende più semplice? E le chat su Facebook? Un tempo erano ben altri i dilemmi della vita, ma oggi dobbiamo confermare, nostro malgrado,che siamo tutti implicati nella comunicazione digitale. Volenti o nolenti, passiamo diverse ore al giorno con gli occhi fissi davanti allo smartphone, senza accorgerci di quello che ci accade intorno. Siamo gli zombie del nuovo millennio, che a suon di emoticon, private message, fotografie, video, note audio, like, tweet e condivisioni, stiamo dimenticando cosa sia una relazione reale, un incontro dal vivo.

Una delle mode che impazza sul web è il “sesso 2.0“. Fotografarsi in pose hot e inviare lo scatto via smartphone al partner (il “sexselfie”), oppure scrivere messaggi capaci di far arrossire chi li riceve (il “sexting”), soprattutto se il destinatario è impegnato in una riunione di lavoro. Ma questo gioco, inevitabilmente porta a sottolineare l’esistenza di un pericolo per “sexnauti” ossia quello di poter incappare nella “pornovendetta”. C’è infatti il rischio di ritrovare la propria foto “hot” su un sito pubblico per la ritorsione non troppo elegante di un ex.

Nell’era dello scandalo Weinstein, il produttore cinematografico accusato di molestie sessuali, anche il sesso cambia inesorabilmente la sua forma. Sono molti, infatti, i dibattiti orientati alla definizione di una sessualità più consapevole, dove il concetto di consenso sia alla base di qualsiasi interazione umana. Proprio per questa ragione, una società proveniente dai Paesi Bassi ha deciso di sviluppare “LegalFling“, l’applicazione pensata per esplicitare un consenso legale prima di un incontro erotico.

Ma se da una parte si creano app, chat e siti web per incontri sexy c’è da dire che parte della colpa è causata dal maschio 2.0 che non prende più iniziativa e preferisce le cosiddette storie virtuali; sembra che Il maschio di adesso è sempre più il sesso debole; secondo un campione di donne intervistate da un’agenzia che si occupa di sondaggi, salta fuori che il 69% di esse affermano che ormai non è più l’uomo a prendere l’iniziativa. L’identikit che viene fuori è quella di “un cyber-maschio” in genere fra i 20 e i 40 anni, che dimentica le relazioni reali in favore di quelle virtuali.

L’unico a resistere è però il mito del “macho”, modello ideale per il 16% delle donne intervistate.

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