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Asimmetria

Asimmetria

Ti scrive un piccolo fan che segue Savage love da tanto tempo. Ho un dilemma, e la colpa è tua! Sono un bisessuale con più di trent’anni. Per usare un aggettivo caro al giornalista Charles M. Blow, la mia è una bisessualità “asimmetrica”. Vale a dire che mi innamoro esclusivamente delle donne, ma ogni tanto mi piace fare sesso con gli uomini. La mia ragazza non solo approva, ma ama partecipare. Abbiamo una vita sessuale ottima e fantasiosa, nella quale a volte invitiamo un bel maschietto bisessuale. Tu ripeti spesso che, per contrastare la rimozione collettiva della bisessualità, tutti i bisessuali hanno il dovere di fare coming out. Se io fossi un bisessuale “a norma”, ovvero a cui gli uomini interessano anche sentimentalmente, non sarebbe un problema: sono circondato da parenti, colleghi e amici di larghissime vedute. A chi come noi ha gusti sessuali non canonici o una relazione aperta, però, tu dici che non sempre è il caso di dichiararsi a genitori e colleghi, e che quando c’è di mezzo il sesso è consigliabile limitarsi alle persone strettamente interessate. Se da un lato sono perfettamente d’accordo – mia madre non ha alcun bisogno di sapere che la mia ragazza mi scopa con un dildo – dall’altro questa regola è un ulteriore ostacolo al dichiararmi. Considerato che gli uomini mi interessano solo sessualmente, fare coming out come bisessuale non significherebbe rivelare dettagli sulla mia vita sessuale? Vorrei anche evitare di fuorviare gli uomini gay facendogli credere che io sia disponibile a un rapporto sentimentale. Insomma, quale regola è più importante? Il dovere di fare coming out come bisessuali o la convenienza di limitare le informazioni sulla propria vita sessuale a chi è strettamente interessato?

– Bisexual Leaning Out Warily

La tua bisessualità non ha nulla che non sia “a norma”, BLOW, e lo stesso vale per quella di Charles M. Blow e altri bisessuali “asimmetrici”. È vero, in passato molti attivisti bisex promuovevano l’idea che i bisessuali fossero egualmente attratti dalle donne e dagli uomini sia sul piano sessuale, sia su quello emotivo (“Mi innamoro delle persone, non dei genitali!”), idea che però non rifletteva la realtà vissuta/scopata/succhiata dalla maggior parte dei bisessuali. Come te e Blow (due bisessuali eteroaffettivi), molti bisessuali hanno, in materia di partner sentimentali, una netta preferenza per le donne o per gli uomini. Il mio amico Eric, bisessuale e da poco sposato con un uomo, è invece un cosiddetto bisessuale biaffettivo.

Questo comune malinteso – che i bisessuali siano indifferenti al sesso di appartenenza (e più evoluti di quei maniaci dei genitali che sono i monosessuali) – ha fatto sì che molte persone che facevano sesso indifferentemente con uomini e con donne si sentissero private di un’identità. Né etero, né gay, e in più escluse dalla bisessualità. Ma grazie a bisessuali come Blow, che dichiarandosi hanno rivendicato non solo la loro bisessualità, ma anche la loro asimmetria, ha cominciato a diffondersi una concezione della bisessualità più sfumata e inclusiva. Questa maggior ricchezza di sfumature trova riscontro nella definizione che della bisessualità dà l’attivista bisessuale Robyn Ochs: “Mi definisco bisessuale”, dice Ochs, “perché riconosco in me la possibilità di essere attratta – sentimentalmente e/o sessualmente – da persone di più di un sesso e/o genere, non necessariamente allo stesso tempo, non necessariamente nello stesso modo, e non necessariamente con la stessa intensità”.

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