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Biotestamento, primo voto: no a pregiudiziali di costituzionalità. Oggi ...

Biotestamento, primo voto: no a pregiudiziali di costituzionalità. Oggi …

Il primo voto sulla legge sul biotestamento ha respinto la pregiudiziale di costituzionalità. A questo punto è iniziata la discussione generale sul provvedimento. Alle 14 scade il termine per la presentazione degli emendamenti come ha stabilito ieri la conferenza dei capigruppo. Le proposte di modifica saranno poi esaminate e votate nel pomeriggio, ma è verosimile che non sia possibile terminarli. Solo la Lega Nord ne ha infatti annunciati circa 1800 con chiari obiettivi di ostruzionismo, mentre Forza Italia altri 150 perché come ha ribadito oggi in Aula il senatore Francesco Nitto Palma “non siamo contrari alla legge, ma siamo contrari ad alcune parti di questa legge”. Dall’altra parte l’atteggiamento dei Cinquestelle e dei gruppi di sinistra che non hanno presentato emendamenti per velocizzare il percorso di approvazione.

“Questa è una legge buona e ben scritta” assicura invece Mina Welby, co-presidente dell’associazione Luca Coscioni e moglie di Piergiorgio, morto di distrofia muscolare nel 2006 che, secondo la moglie, sarebbe felice di un provvedimento del genere. “Noi – spiega la Welby intervistata dal Corriere della Sera – vogliamo la buona morte, compreso il diritto alle cure palliative, rinforzato nel testo che viene discusso in Senato. Queste cure evitano il tormento. Quando si arriva alla fine i dolori spariscono, resta l’angoscia, terribile, di continuare a vivere maneggiati da altri. L’eutanasia serve solo in casi speciali e spero che sarà il prossimo traguardo“.

A parlare, sempre al Corriere della Sera, è anche Francesco D’Agostino, giurista cattolico, membro della Pontifica Accademia della Vita e soprattutto presidente emerito del Comitato nazionale di bioetica (avendolo guidato per due quinquenni). “Sono convinto – dice D’Agostino – che il ricorso alle disposizioni anticipate di trattamento sarà molto limitato. Un po’ come è accaduto con la legge sulle nozze gay (che non sono nozze, ndr) che coinvolge pochissime persone a dispetto delle attese”. Secondo D’Agostino, tuttavia, non è stata la società a richiedere la legge: “E’ stata legittimamente voluta da un movimento di persone, ma alla massa non interessa. L’uso delle Dat è un fenomeno di nicchia e la fase applicativa lo dimostrerà”. Nel merito D’Agostino osserva che la norma si poteva fare meglio: “E’ un testo esitante che avrei cambiato – dice – Non mi piace, ma attribuisce alle persone la possibilità di gestire il rapporto col medico dando il primato all’autodeterminazione. Principio già esistente nella Costituzione che ora diventa reale e non desunto. Chiariamo, non c’entra nulla con l’eutanasia“. La legge ha comunque per D’Agostino anche aspetti positivi: “Il testo corrisponde abbastanza bene alle modifiche della medicina post ippocratica basata sulle macchine e cerca di stabilire una vera alleanza terapeutica tra dottore e paziente. Ai medici vecchia maniera si spezzerà il cuore: i malati non pendono più dalle loro labbra”.

LA DIRETTA LIVE DELL’ASSOCIAZIONE LUCA COSCIONI

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