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Bologna, la scelta di Mariangela Sarti. "La verginità mi ha aiutato a …

Bologna, 26 agosto 2018 – Sessantuno anni, di professione assistente sociale, Mariangela Sarti potrebbe essere tra le prime donne consacrate all’Ordo Virginum a Bologna. Ma il primato conta poco se non nulla: la sua scelta, infatti, arriva da molto più lontano e si annida del profondo della sua persona, fin da quanto, racconta, “ho capito ciò che realmente avrebbe riempito la mia vita e come la verginità mi stava aiutando a riconoscere al meglio Dio”.
Mariangela, quando ha intrapreso questa strada?
“Più di 20 anni fa. E’ stato un percorso lungo, in cui grazie alla vicinanza della diocesi sono arrivata a riconoscermi e a desiderare questa consacrazione nell’ordinarietà della mia vita”.
Che cosa l’ha spinta?
“Il fatto che questa scelta esprime e chiede di vivere una vita ordinaria ha subito fatto presa su di me. Le donne dell’Ordo Virginum lavorano e vivono come tutte le altre, in maniera laica, con la propria diocesi come comunità di riferimento”.
La verginità nel mondo di oggi è una scelta molto radicale.
“Io ritengo che tutte le scelte che portano al Signore siano radicali, accettarla mi ha permesso di capirlo e abbracciarlo”.
Non ha mai avuto dubbi? La tentazione di una vita di coppia non l’ha sfiorata?
“Dubbi e perplessità tante, come ogni persona. Ma sul piano affettivo e sentimentale non ho ancora trovato la persona che mi abbia messo in crisi”.
Quand’era più giovane non ha avuto relazioni?
“Nei rapporti che ho sperimentato avvertivo una sorta di insufficienza, un luogo troppo ristretto in cui non potevo esprimermi e sentivo il bisogno di distanziarmene”.
E ha trovato la sua strada.
“La leggo un po’ così anche io”.
Come ha condizionato la sua vita di tutti i giorni?
“Nessuno sa pubblicamente della mia scelta, ma negli anni ho sviluppato una coerenza, dal punto di vista personale e spirituale, che mi ha permesso di non trovarmi in situazioni in cui avrei potuto vacillare. Sento di aver ricevuto una buona formazione”.
Il mondo di oggi veicola modelli opposti.
“Ma io da giovane sono stata educata ad andare controcorrente. Non è un caso che oggi questa scelta interessi molto anche a chi ha vissuto relazioni sessualmente connotate, ma nella bellezza della verginità ritrova se stessa, non una propria proiezione a partire dagli altri”.
Com’è il rapporto con l’arcivescovo Zuppi?
“Molto positivo, mi sento sempre accolta. E’ una persona che fa fatica a non ascoltare, è più forte di lui”.
Emozionata di poter essere la prima consacrata bolognese?
“Non si tratta di una laurea, qui parliamo di qualcosa di molto più grande, fissato da riti specifici del Vaticano. La prospettiva è quella, ma i tempi sono ancora da definire e quando li definiscono ‘biblici’ è la garanzia di essere dentro alla storia della Chiesa”.

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