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Boron rassicura i medici Anaao «Non ci sarà prevaricazione»

Boron rassicura i medici Anaao «Non ci sarà prevaricazione»

«Chiunque lavori per il sistema sanitario ha le proprie tutele e prerogative: il protocollo andava aggiornato per legge e definisce semplicemente i ruoli di ognuno. I medici ospedalieri non hanno nulla da temere». È la rassicurazione del presidente della commissione Sanità della Regione Veneto, Fabrizio Boron, che risponde così ai medici dell’Anaao, l’associazione sindacale che ha preso duramente posizione nei confronti del protocollo d’intesa tra Palazzo Balbi e il Bo, che hanno recentemente aggiornato l’accordo che definisce – oltre alla gestione della governance scientifica, l’integrazione didattica-assistenziale e la formazione degli specializzandi – l’accesso ai ruoli dirigenziali dentro l’azienda ospedaliera. E se i clinici invocano i concorsi pubblici, contro le chiamate ad personam da cui si sentono ora minacciati, la risposta della Regione è ferma: «Il protocollo», dice Boron, «è un documento che regolamenta le pratiche di tutti i giorni: l’azienda ospedaliera è una macchina molto complessa, non facile da gestire. Ma posso rassicurare i medici sul fatto che i ruoli di ogni attore sono definiti per legge e in particolare la programmazione sanitaria spetta al Consiglio regionale. Poi già oggi l’università entra nell’organizzazione interna, ha rapporti con il direttore dell’azienda ospedaliera a cui può proporre idee e innovazioni. Ma questi suggerimenti passano per la Regione che deve vagliare e decidere cosa si può fare e cosa no. Aggiungo che l’università è parte integrante e molto importante di questo grande sistema, ed era giusto riconoscerlo: altrove, come a Verona, l’azienda è nata integrata, con ruoli ben definiti tra università e Regione. A Padova, per motivi storici, la situazione è un po’ diversa. Era necessario individuare compiti precisi per l’ateneo e abbiamo ridefinito gli “spazi” con il nuovo protocollo». A preoccupare gli ospedalieri dell’Anaao è soprattutto l’assegnazione dei ruoli dirigenziali, ma a detta di Boron non si

corre alcun rischio di prevaricazione: «Saranno garantiti diritti e doveri di tutti. Anzi, vorrei sottolineare che tra le tante cose, il protocollo sancisce l’obbligo anche per i medici universitari di timbrare il cartellino, esattamente come tutti gli altri lavoratori».(s.q.)

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