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Brera, l'arte è a fianco della medicina nella lotta al cancro

Brera, l’arte è a fianco della medicina nella lotta al cancro

Vivere

L’Istituto nazionale tumori di Milano e l’Accademia delle Belle Arti di Brera lanciano un progetto per giovani medici e artisti

Matteo Gullì

Accademia di Brera (Gettyimages)

“Stimolare creatività ed energie vitali, attraverso un’osmosi del sapere e del sentire”.  Una contaminazione tra arte e scienza che scuota gli animi di chi si trova coinvolto nella battaglia contro il cancro. E che coinvolga sia artisti sia medici sia pazienti. Questo l’intento, secondo le parole del presidente dell’Istituto nazionale Tumori (Int)  di Milano Enzo Lucchini, di un progetto unico nel suo genere: un programma di formazione che vedrà i giovani medici specializzandi accanto agli studenti di pittura e di fotografia dell’Accademia delle Belle Arti di Brera.

La compenetrazione tra arte e scienza è sotto ai nostri occhi. E le occasioni per osservarla sono diverse, dal disegno anatomico alle opere d’arte installate negli spazi comuni degli ospedali. È allora possibile sfruttare questo gioco di squadra per incoraggiare un cambio di atteggiamento nei confronti dei tumori? L’accordo tra Int, Accademia di Brera e Associazione Prometeo Onlus (Progetto Malattie Epatiche Trapianti e Oncologia), firmato lo scorso 2 ottobre, cercherà di rispondere a questa domanda. L’iniziativa vuole avvicinare due mondi apparentemente distanti, accomunati in realtà dallo stesso ideale di ricerca – visiva da un lato, scientifica dall’altro – attraverso la condivisione delle esperienze di giovani specializzandi dei due diversi campi.

“L’approccio alla malattia cambia in base a come questa viene vista dal paziente – spiega ancora Lucchini ‒ Con questo progetto vogliamo dimostrare come l’espressione artistica possa aiutare a liberarsi da quell’aura negativa e oppressiva che solitamente caratterizza la condizione del malato. In definitiva, cambiare la percezione semantica del cancro”. Allo stesso tempo, anche l’arte può trarre ispirazione: “La malattia, quella oncologica soprattutto, è un evento in grado di cambiarci la vita, ma anche di accendere energie nascoste e risvegliare stimoli sopiti”, dice Vincenzo Mazzaferro, direttore del Dipartimento di Chirurgia dell’Int e Responsabile Scientifico del progetto.

Dunque, un gruppo di giovani pittori e fotografi provenienti dall’Accademia si confronterà con un team di studenti di medicina dell’Int per avviare un percorso comune inserito all’interno dell’attività clinica dell’Istituto. Sempre con l’idea di favorire uno scambio di competenze e prospettive tra persone in via di formazione professionale. Oltre a questi incontri, che costituiranno il nucleo del lavoro, l’accordo prevede ritrovi tra medici e docenti di arte, professionisti e studenti, personale assistente e pazienti.

Da questi incontri nasceranno opere artistiche che verranno esposte negli spazi dell’Int per diffondere quanto prodotto nel corso dell’iniziativa, che inoltre sarà oggetto di pubblicazione scientifica annuale. Sotto la supervisione di Mazzaferro e di Stefano Pizzi, Titolare di Cattedra di Pittura e Responsabile Artistico, al momento sono stati programmati quattro incontri, tra novembre 2017 e febbraio 2018.

A rendere possibile la realizzazione del progetto è stata Prometeo Onlus, che dal 1999 ha sede e opera all’interno dell’Int di Milano. Nata con l’obiettivo di supportare i ricoverati dell’Unità Operativa Chirurgia Apparato Digerente e Trapianto Fegato, l’associazione ha a cuore in particolare la ricerca clinica applicata, finalizzata a individuare nuove strategie di cura e soluzioni a sostegno del malato.

Il dialogo tra arte e medicina va avanti da secoli e specialmente oggi in Italia sono diverse le strutture che si impegnano a promuovere questo connubio. L’accordo firmato a ottobre tra i due emblemi storici della città di Milano vuole fare un ulteriore passo avanti, con la consapevolezza di quanto sia necessario attualizzare il legame tra ricerca scientifica e artistica: renderlo compatibile, cioè, con le esigenze del mondo di oggi. Con queste premesse ‒ e promesse ‒ aspettiamo febbraio per i primi riscontri sugli sviluppi dell’iniziativa.

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