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Bugs e Beer: mangiare insetti a Torino. Il cibo del futuro

Bugs e Beer: mangiare insetti a Torino. Il cibo del futuro

Torino – Annoiati dal solito cibo e dai soliti piatti?
Che ne dite di abbinare la degustazione di una birra
artigianale di qualità a… un pasto a base di insetti?
L’idea prenderà vita per la prima volta domenica 17
settembre a Moncalieri grazie all’unione delle forze – e
delle idee – tra due giovani associazioni culturali. Beer Tasting
Torino ed Entonote sono i
creatori di BugsBeer, speciale degustazione
dedicata ai coraggiosi che vogliano sperimentare quello che da
molti è considerato il cibo del futuro: gli
insetti.

Entonote nasce da un’idea di Giulia Maffei e Giulia
Tacchini, biologia e divulgatrice scientifica la prima,
food act designer la seconda, entrambe unite dalla
curiosità e dalla passione per l’entomofagia, la pratica del
mangiare insetti, la cui cultura cercano di diffondere attraverso
le attività dell’associazione. «Abbiamo pensato di inventarci
qualcosa, fino a pochi anni fa non esisteva nulla sul tema
dell’entomofagia – racconta Giulia Maffei, che insieme
alla collega è anche autrice di
Un insetto nel piatto. Piccola guida al cibo del
futuro  – quindi all’inizio abbiamo messo su un
sito e
studiato un format di edutainment che prevedeva eventi,
show cooking, banchetti espositivi. Siccome siamo anche
appassionate di cucina, ci siamo poi dedicate agli assaggi, che
incuriosivano molto, creando un home restaurant, e ora
siamo alla ricerca di uno spazio dove fare corsi di cucina
con gli insetti».

La curiosità è sicuramente il motore principale di appuntamenti
culinari particolari come BugsBeer, che vedono partecipare
persone di tutte le età: «ci sono tanti scettici – ammette
Giulia – ma il blocco iniziale viene presto superato: gli insetti
sono buoni e piccoli, alla fine non ci si rende nemmeno
conto di mangiarli, si resta stupiti da quanto siano banali.

Novel food, ovvero cibo che viene consumato in
esigua percentuale, gli insetti in Italia non hanno ancora
un protocollo definito che ne regolamenti allevamento e
trasformazione a uso alimentare. La legge arriverà nel 2018
rendendo più facile il lavoro a quanti, come Entonote, hanno a che
fare con questo insolito mondo: «le aziende che al momento hanno la
certificazione per la vendita di insetti li vendono essiccati o
liofilizzati – spiegano infatti – ma non siamo soddisfatte perché
il gusto non è eccezionale. Il prodotto fresco invece è un’altra
cosa, ha tutto un altro sapore».

In quanto a sapori, pare sia difficile associare quello
degli insetti a qualcosa di già conosciuto. Un po’ pesce,
un po’ frutta secca, o forse pollo, ma anche pancetta, pop corn,
nocciola o pinolo: gli stimoli olfattivi per la selezione delle
birre da parte di Beer Tasting Torino sono stati i più vari, e
hanno portato alla scelta di due assaggi. Il menù
della serata sarà dunque composto da polpettine con
sorpresa, gazpacho con granola di grillo saltato, mini quiche con
locusta e bugs scones, mentre ad accompagnare le pietanze
ci saranno una Latte Più, stile blanche del birrificio Retorto,
speziata e dal gusto agrumato adatta ai gusti delicati, e la Doppio
del birrificio Aleghe, una vigorosa tedesca con note di cereale e
miele, particolarmente indicata per il dolce.

«In questa occasione speciale abbiamo voluto provare ad
abbinare due mondi  – spiega Valentina Cinato, di Beer
Tasting Torino – da una parte c’è la nostra valorizzazione e
diffusione della cultura delle birre italiane di qualità,
dall’altra quello meno conosciuto dell’entomofagia. Lo
scopo era cercare di dare vita a qualcosa di nuovo ed
esclusivo, permettendo a due giovani associazioni di
creare un evento coinvolgente». Per gli amanti della birra meno
intrepidi, Beer Tasting Torino offre tante altre
occasioni di degustazione prive di insetti ma non meno particolari,
con assaggi dedicati a realtà e stili ogni volta differenti, ma
anche con degustazioni al buio e gite ai birrifici.

Tra i numerosi partecipanti che hanno già aderito alla serata
entomofaga, serpeggiano curiosità e voglia di scoprire un mondo
tutto nuovo, in cui tanti intravedono una soluzione utile ai
problemi ecologici ed economici del mondo. «Il cibo del
futuro è più che altro uno slogan – confermano le studiose
di Entonote – gli insetti non diventeranno il nostro unico cibo, ma
sono in ogni caso un alimento che fa parte del nostro
passato e della nostra storia e viene consumato da una
larga fetta della popolazione mondiale. È stato individuato il loro
potenziale dal punto di vista ecologico, economico ma anche
nutrizionale, aspetto che dovremmo prendere in considerazione.
La terra ci offre una quantità vasta di cibi commestibili
che noi nemmeno consideriamo, e in vista di un aumento
della popolazione e della difficoltà nello sfamare tutti, piuttosto
che scartare, come facciamo oggi con la mucca, è lecito
pensare di integrare, magari con gli insetti. Non li
mangiamo perché da anni ormai sono culturalmente repellenti, eppure
si tratta di più del cinquanta per cento degli esseri viventi del
pianeta, e non esistono solo scarafaggi o zanzare, ma cose
addirittura meno sporche dei maiali che invece mangiamo.
Gli insetti sono da sempre un’ottima risorsa, ma in alcuni
campi sono stati trascurati. Non nella nutraceutica, per
esempio, che li studia da sempre, e nemmeno nella mangimistica o
nella medicina. Oggi si stanno facendo enormi passi avanti,
se ne parla tanto e nascono aziende, anche se non è ancora
possibile farsi un’idea sulla commercializzazione. Rispetto a tre
anni fa, soprattutto, se ne può parlare: prima era
impensabile».

La degustazione di domenica 17 settembre si svolgerà in forma di
apericena dalle 18.30: vista la particolarità della serata e la sua
natura sperimentale, la partecipazione presuppone l’obbligo
di prenotazione.

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