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Cinque film di Franco Zeffirelli da riscoprire

Cinque film di Franco Zeffirelli da riscoprire

(@BassoFabrizio)

Ora, a mente serena, dopo avere rivisto alcuni dei suoi film più celebri, avere seguito, visto e letto i racconti di chi lo ha conosciuto e vissuto è un po’ più lieve lasciarsi sedurre da Franco Zeffirelli e da quella parte della sua opera che è coperta da un po’ di polvere. Non perché sia minore ma perché il tempo non ha consumato come avrebbe dovuto. La ha lasciata un po’ nell’angolo, a germogliare. E nonostante l’ombra non ha mai perso vita. Provo a raccontare cinque film del maestro toscano da rivedere.

 

Camping

Le macerie della guerra sono lontane. Siamo agli albori del boom economico e in prossimità degli anni Sessanta, di quella stagione magica che Edoardo Vianello definì “una estate durata dieci anni”. Il soggetto è di Nino Manfredi e Paolo Ferrari. Protagonisti sono la sensuale e materna Marisa Allasio, Paolo Ferrari e Nino Manfredi. Nel cast, con un ruolo minore, anche un allora sconosciuto Paolo Poli. Camping racconta di due fidanzati Tao e Valeria che vogliono costruirsi un’oasi di intimità lontana dalla quotidianità. Tutto è pronto per la vacanza ma i genitori di Valeria, che sanno quanto sia facile per i corpi accendersi, impongono Nino, il fratello di Valeria. Il viaggio è avventuroso e la meta è un camping frequentato da turisti tedeschi che ipnotizzati dalla bellezza di Valeria: le attenzioni morbose costringono non solo il fratello ma anche il fidanzato a fare i guardiani del corpo della ragassa, per citare Gianni Brera.

 

Per Firenze

Non è un film. Non è un documentario. C’è il fango che copre Firenze sovrastato dalla voce di Richard Burton. L’attore gallese con la sua voce doma l’Arno furente e ritmato da Franco Zeffirelli racconta quel terribile 4 novembre 1966. La prima parte esce un mese esatto dopo la tragedia e mostra le immagini dell’alluvione e le conseguenze che ha portato nel capoluogo toscano. E’ impreziosito dalle testimonianze della gente. Poi arrivano quei volontari che ancora oggi, oltre mezzo secolo dopo, sono conosciuti come gli angeli del fango: centinaia di persone provenienti da tutto il mondo volate all’ombra di Santa Croce per aiutare la città e gli abitanti a riconquistare la normalità e recuperare e proteggere le opere d’arte.

 

Amore senza fine

Siamo nel 1981 e Franco Zeffirelli affronta il romanzo omonimo di Scott Spencer e lo traduce in film. A interpretarlo chiama Brooke Shields, che nel 1980 era diventata una icona grazie al suo ruolo da protagonista in Laguna Blu e Martin Hewitt. Jade ha 15 anni, David 17 e a quell’età l’amore si accende in un attimo. A spezzare la magia ci si mettono le famiglie che si affrontano tipo Capuleti e Montecchi. Lei deve terminare gli studi, non può distrarsi e David, roso dal furore, incendia la casa di Jade e viene condannato a cinque anni in manicomio. Dopo due anni esce per buona condotta e vola a New York alla ricerca di Jade trasgredendo l’obbligo di soggiorno. Hugh, il padre di Jade, lo riconosce e nell’inseguirlo muore in un incidente. Jade e David si ritrovano e l’amore si riaccende ma non hanno pace: a ostacolarli ora sono i fratelli di lei che lo accusano di avere causato la morte del padre. Per David c’è il carcere e per Jade un’altra attesa.

 

Storia di una capinera

Il coraggio, la sfrontatezza di un regista si leggono nell’asticella della sfida. La alza assai Franco Zeffirelli questa volta che va a confrontarsi con Giovanni Verga in questa novella ambientata a Catania a metà Ottocento. Protagonista è la texana Angela Bettis. Nel cast anche Valentina Cortese e Vanessa Redgrave. Catania è decimata dal colera. La novizia Maria abbandona temporaneamente il convento per assistere il padre e la sua matrigna Matilde. L’aria di libertà affascinano questa ragazza che per la prima volta vede oltre la clausura. Fatale è l’incontro con Nino, studente di buona famiglia: è amore a prima vista. Anche per lui, almeno in apparenza poiché la corteggia in più occasioni. Il dubbio si impossessa di Maria ma il senso del dovere verso Dio prevale e torna in convento. Ma la preghiera non spengono il tormento e comprende di non aver preso la giusta decisione.

 

Jane Eyre

La letteratura è il mantello che ha sempre scaldato l’orgoglio intellettuale di Franco Zeffirelli. Una delle punte più alte di questa arroganza che gli invidio è datata 1996, l’anno in cui quando affronta l’opera di Charlotte Bronte e non pago vuole come protagonista la conturbante Charlotte Gainsbourg; nel cast anche Anna Paquin, William Hurt e Maria Schneider. Va dato merito al maestro di essere stato molto fedele al testo, solo poche concessioni e per nulla disturbanti. L’orfana Jane Eyre viene cacciata di casa da sua zia e mandata in collegio a Lowood. Lì stringe amicizia con Helen Burns che però muore poco dopo. Una volta adulta Jane diventa l’istitutrice della piccola Adele Varens, adorata da Edward Rochester, ricco proprietario della tenuta di Thornfield Hall. Jane si sente affine a mister Rochester e si invaghisce di lui senza capire che è corrisposta. Tante avversità si frappongono fra loro ma alla fine Rochester prende il cuore in mano e le chiede di sposarlo. Ma lui custodisce un segreto che verrà svelato il giorno della cerimonia. Questo spiega i strani accadimenti avvenuti nel recente passato. Per Jane non c’è soluzione se non andarsene. Giunta dal pastore St. John Rivers è così sconvolta dall’esperienza vissuta che ha un crollo nervoso. St. John Rivers le offre una nuova opportunità chiedendole di sposarlo ma lei ha lasciato il cuore a Thornfield hall e decide di tornare. Lo spettacolo che l’attende è terribile: la casa è semi-distrutta in seguito a un incendio appiccato dalla moglie pazza di Rochester che è morta. E lui è rimasto mutilato di una mano e quasi cieco. Ma stavolta l’amore trionfa: si sposeranno, avranno un bambino e vivranno felici.

 

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