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Cosa c'è dietro la polemica su Buscemi assessore a Pisa

Cosa c’è dietro la polemica su Buscemi assessore a Pisa

LA VICENDA PROCESSUALE

Ma andiamo con ordine. Nel processo scaturito dalle denunce di Pagliarone e che la Casa della Donna di Pisa ha sostenuto con forza facendone una causa simbolo, Buscemi è stato assolto «per i fatti anteriori al 25-2-2009 (quando viene introdotto il reato di stalking, ndr) perché il fatto non è previsto dalla legge come reato». La Corte, inoltre, «dichiara non doversi procedere contro il Buscemi per estinzione del reato per prescrizione per i fatti successivi e lo condanna al risarcimento dei danni a favore della parte civile da liquidarsi in separata sede». In Appello è stata riconosciuta la sua condotta lesiva, anche se tutto è prescritto o precedente l’introduzione del reato di stalking. Il processo va ora verso la Cassazione.

Il neo assessore quindi non è stato condannato. Eppure il comportamento violento nei confronti della ex compagna è stato accertato, come confermano le carte. E pesano quei «Puttana», «troia infinita», «troietta», «vomito di cane», «merda inutile» con cui Buscemi si rivolgeva alla Pagliarone.

QUEL CONVEGNO A TRIESTE

Buscemi aveva idee molto particolari su come convincere una donna a riallacciare un rapporto. Al processo, per esempio, è stato ricostruito il suo tentativo di “recupero” durante un convegno a Trieste. «Sono venuto per darti la reale possibilità di salvare la ricchezza del nostro rapporto», si legge in uno degli oltre 3 mila sms periziati inviati da Buscemi alla donna. Come finì? Buscemi il 30 novembre 2008 aggredì la compagna in piazza, tirandola per i capelli. «Una sua costante», commentò Pagliarone. Alla scena tra l’altro assistettero Robert Mundel (premio Nobel per l’Economia) ed Edward De Bono (con cui la donna aveva un rapporto di collaborazione). «È stato umiliante», disse ancora Pagliarone, «mi son fatta violentare di fronte a tutti, pensavo, mi sentivo in colpa per non riuscire a reagire».

Buscemi si presentò anche al convegno, dove intervenne la Polizia. Del resto, si era “annunciato”: «Domani mattina parteciperò anch’io a nobels colloquia (…) è il mio ultimo disperato atto d’amore», scriveva in un altro sms. Più che atto d’amore il suo, stando ai racconti dell’ex compagna, aveva tutta l’aria di essere un pedinamento. «Aveva preso una stanza sopra la mia», raccontò la donna, «e un’altra stanza nell’albergo dove risiedevano i professori».

«VI ROVINO LETTERALMENTE LA PIAZZA»

Dire di no a Buscemi era impossibile per Pagliarone. Nel mirino dell’attore non c’era solo la fidanzata ma pure la sua famiglia. «Vi rovino letteralmente la piazza, fate prima a cambiare città», scriveva Buscemi sempre via sms. Si legge in altri messaggi periziati: «Non irritarmi (…) O metto in atto la catastrofe»; «Ma io ti amo ancora (…) Voglio continuare il colloquio e devi volerlo anche te altrimenti reagirò inguaiandoti definitivamente». E ancora: «Accetta il mio dialogo cordiale e affettuoso (…) se divento stronzo è peggio per tutti».

Un atteggiamento che ha lasciato il segno. Secondo Antonella Armani, psichiatra per il pm, «(…) A seguito di una modalità vessatoria, persecutoria, intimidatoria, del signor Buscemi, la signora Pagliarone ha sviluppato un danno psichico che ormai può essere definito permanente». Sempre Armani ha raccontato al processo: «Mi raccontava (Pagliarone, ndr) che nel 2008 era stata scaraventata sul pavimento di un albergo perché aveva ricevuto un messaggio del figlio (…)». Ma Buscemi si scagliava anche contro la sorella della compagna: «Tua sorella … lo scempio di una mente malata (…) un flagello sociale (…) sei la serva di un’infame».

Non solo sms e telefonate. Il 29 maggio 2009 un’Audi inseguì Pagliarone per oltre un’ora: «Tre uomini mai visti prima (…) mi stavano con il paraurti attaccati all’auto, avevo le palpitazioni altissime». E, ancora: «Ero certa che sarei morta». Le risuonavano in testa le parole dell’ex: «Mi diceva sempre: ‘Non lo faccio io, lo faccio fare a qualcuno’, alludendo … Non specificava mai cosa. Quando ‘qualcuno’ è arrivato mi son detta: ‘Questa è la mia ora”». Buscemi disse poi che si trattava di un «gioco erotico», che «doveva concludersi con un bacio». Invece la serata terminò con Pagliarone in questura, terrorizzata.

Comportamenti che hanno portato il pm di Pisa Aldo Mantovani a definire Buscemi uno «stalker da manuale». Non solo, il Gip ha disposto, a tutela di una sua altra ex, un divieto di avvicinamento.

IL SOSTEGNO INTERMITTENTE DELLA GIUNTA

Il primo sostegno pubblico a Andrea Buscemi è arrivato da Giovanna Bonanno, neo-assessore alla Sicurezza che ha liquidato il caso come una «Polemica sterile e inutile» Sul Tirreno i dirigenti locali della Lega confermano «massima fiducia in Buscemi». Più in imbarazzo il sindaco Conti, che prende tempo. Qualche giorno fa, alla domanda su eventuali dimissioni da parte dell’assessore alla Cultura aveva replicato sempre al quotidiano toscano: «Per ora no», lasciando così la questione in sospeso. «Valuteremo», ha poi aggiunto. «Per il momento sul mio tavolo non è ancora arrivato niente. Vediamo quello che succede».

«Il sindaco è assente per qualche giorno», ha ribadito a Lettera43 l’ufficio stampa del Comune. E Buscemi? «Ha la segreteria», rispondono. A quanto pare l’assessore da qualche giorno è irreperibile. Forse in attesa che la polemica si sgonfi.

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