mercoledì , luglio 18 2018
Home / Medicina Oggi / Cosmesi, agricoltura e medicina: le nuove frontiere della bioplastica …
Cosmesi, agricoltura e medicina: le nuove frontiere della bioplastica ...

Cosmesi, agricoltura e medicina: le nuove frontiere della bioplastica …

È stato inaugurato a Castel San Pietro Terme, Bologna, il nuovo stabilimento di Bio-On, l’azienda della bioplastica fondata da Marco Astorri e Guy Cicognani. La struttura, che assorbirà i due impianti già esistenti, nasce grazie al recupero di uno stabilimento per la produzione di yogurt, abbandonato da anni. Frutto di un investimento di 20 milioni di euro, ospiterà 20 ricercatori. E ha una capacità produttiva di mille tonnellate l’anno.

In questi capannoni che sorgono nella campagna imolese, tra Emilia e Romagna, prosegue una storia imprenditoriale iniziata nel 2008 e arrivata nel giro di sei anni alla quotazione in Borsa. “Siamo estremamente orgogliosi perché questa fabbrica rappresenta un’eccellenza del made in Italy e l’inizio di una nuova era per la chimica verde mondiale”, dichiara Astorri, oggi presidente e amministratore delegato.

Utilizzando un brevetto depositato da Jian Yu, professore di ingegneria chimica all’Hawaii Natural Energy Institute, Bio-On produce plastica a partire da batteri e da prodotti di scarto dell’industria alimentare.

Come il melasso ricavato dalla barbabietola da zucchero. Nutrendosene, i batteri producono PHAs. Ovvero, per i nerd della chimica, un poliidrossialcaonato, un poliestere lineare. Il punto è che si tratta di un materiale completamente biodegradabile. Tanto più interessante in un mondo in cui ogni anno finiscono nell’oceano tra i 5 e i 13 milioni di tonnellate di plastica.

Oltre all’impianto produttivo vero e proprio, lo stabilimento di Castel San Pietro Terme ospita una sezione denominata Raf.

Sigla che sta per recovery and fermentation e che indica la struttura nella quale vengono ottimizzati i processi di fermentazione ed estrazione della bioplastica. Oltre al già citato laboratorio, denominato Cns. Ovvero Cosmetics, nanomedicin and smart materials. In aggiunta, una centrale di trigenerazione realizzata da Hera, azienda energetica, con un investimento di 2,4 milioni di euro. Impianto che produce corrente elettrica, vapore ed energia frigorifera. E che garantisce un risparmio di 800 tonnellate di petrolio equivalente l’anno. Più o meno quelle consumate da 810 auto a gasolio in un anno.

Tornando al laboratorio, il nome tradisce gli sviluppi futuri dell’attività di Bio-On. Il principale prodotto che uscirà da questo stabilimento sarà infatti Minerv Bio Cosmetics. Ovvero microperline in bioplastica studiate per sostituire quelle presenti oggi nei cosmetici e nei prodotti per l’igiene personale. Realizzate oggi con derivati del petrolio, finiscono a contribuire all’aumento dell’inquinamento delle acque.

“Oggi l’alternativa naturale è rappresentata, per esempio, dalla polvere di nocciola. Che però, visti i tempi di permanenza di questi prodotti sugli scaffali, deperisce”, sottolinea Astorri. La soluzione proposta di Bio-On è quella di utilizzare appunto un materiale biodegradabile. Che oltre a non inquinare, ha un vantaggio ulteriore: costituisce un nutriente per alcuni microrganismi e vegetali.

Le applicazioni della bioplastica sono però svariate. A cominciare dalle capsule che contengono fertilizzanti. Che, a seconda del loro spessore, possono garantire un rilascio più o meno graduale di questo prodotto nei campi. Evitando che, alla prima pioggia, si disperdano. Anche se il prossimo passo è rappresentato dal biomedicale: “Possiamo realizzare tutto quello che è intracorporeo. Penso ad esempio agli stent cardiaci o ai fili da sutura: il PHAs non dà rigetto”. Ma anche i più comuni cerotti possono essere prodotti in bioplastica. A testimonianza della duttilità del materiale. E delle sue possibili applicazioni sul mercato.

Segui



a Creative Commons Unported License.

Leggi Anche

Cucchi, Ilaria in aula: "Aveva sul volto la solitudine della morte"

Cucchi, Ilaria in aula: "Aveva sul volto la solitudine della morte"

ROMA – “L’ultima volta l’ho visto due giorni prima del suo arresto”. Inizia così la …