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Da Amanda Sandrelli alla signora Veronesi, storie di cancro sul palco di

Da Amanda Sandrelli alla signora Veronesi, storie di cancro sul …

Da Amanda Sandrelli alla signora Veronesi, storie di cancro sul palco di 'Ieo per le donne'

L’attrice Amanda Sandrelli protagonista di ‘Ieo per le donne’ con la presentatrice Serena Dandini

L’attrice e regista Amanda Sandrelli ne è convinta: “Il modo migliore per superare la paura è affrontarla, non fingere di non averla”. E così, dopo la scoperta di un tumore al seno e il duro percorso di cura, la sua scelta è stata quella di tornare “subito a lavorare, anche se le prime volte non sapevo se ce l’avrei fatta”. Comincia così oggi il suo racconto autobiografico sul palco di ‘Ieo per le donne’, l’incontro che l’Istituto europeo di oncologia di Milano dedica ogni anno all’ascolto delle sue pazienti che hanno vissuto l’esperienza del tumore al seno. Le donne di Umberto Veronesi, fondatore dell’Irccs lombardo e ideatore anche dell’evento nato 9 anni fa.

Le storie sono quelle di donne comuni e donne note al grande pubblico per via di un lavoro che le ha portate sotto i riflettori. Ma comunque tutte uguali davanti al cancro, che irrompe allo stesso modo nella vita quotidiana di ognuna e costringe a reinventarsi, dopo, una seconda vita. Non c’è solo Amanda Sandrelli sotto le luci del Teatro Manzoni che quest’anno ha ospitato la giornata. Attraverso il racconto del figlio Paolo c’è anche la moglie dello stesso Veronesi, Sultana Razon. Anche per lei la storia è quella di un tumore al seno vissuto con discrezione e poi “gettato alle spalle”, dice Paolo Veronesi.



Per una delle protagoniste di quest’anno, poi, il cancro è stato un filo che ha unito fiction e dura realtà. Elisabetta Morelli è la mamma di Lorenzo Guidi, il baby-attore che ha impersonato Rocco nella serie ‘Braccialetti Rossi’, che racconta le vicende di alcuni ragazzi ricoverati in ospedale. Per lei, fuori dal set in cui il figlio interpretava un ragazzo in coma e in cui anche il cancro era a suo modo protagonista di vite in corsia, c’è stata l’esperienza in prima persona di un carcinoma al seno.

Già due anni fa, sempre in occasione di ‘Ieo per le donne’, Morelli era salita sul palco per raccontare di getto la sua esperienza. Era tutto appena successo, il tempo ora le ha permesso di metabolizzare. “Siamo riusciti viverla con la certezza che sarebbe andata bene. E abbiamo fatto un grande lavoro sui ragazzi, Lorenzo e il fratello più piccolo Matteo, su di noi. Ma è stato un lungo processo e una grossa fatica – testimonia – Quando ho scoperto il tumore, nel gennaio del 2014, è stato scioccante. Lorenzo aveva finito da pochi mesi le riprese e io avevo affrontato le mie preoccupazioni di mamma per l’esperienza di un bambino su un set in cui si parlava comunque di morte, malattia, coma. Ma era finzione e come tale è stata vissuta. Poi, proprio dopo il ritorno alla normalità, è arrivata la diagnosi”.

Oggi Elisabetta è in fase di follow up, “fra l’estate e l’inverno del 2014 i miei ragazzi hanno saputo della malattia, delle terapie e delle cure da un punto di vista scientifico, nel modo concertato con la psicologa che ci seguiva. E devo dire che Lorenzo l’ha presa con la sua maturità, con il suo modo di essere bambino, però grande. Oggi posso dire che ho trovato un sostegno vero all’Ieo, hanno una marcia in più. Quando ho avuto bisogno di parlare i medici sono rimasti al mio fianco, anche fino a sera, e sono stata aiutata persino negli aspetti pratici, logistici. E’ importante perché, come mi ha detto un chirurgo, è facile togliere il tumore dal corpo, ma ben più difficile farlo uscire dalla testa. Ho cercato di non farlo vincere rimanendo positiva e questa è stata la prima vittoria”.

Sandrelli confessa invece “la fatica di parlare di sé. In teatro ci si sente nudi e le fragilità sono maggiori”, dice. Ma poi entra nel vivo della sua esperienza e ricorda di come anche la mamma Stefania si sia confrontata, seppur in maniera indiretta, con la malattia: “Aveva 22 anni quando ha perso la madre per la stessa malattia. Per questo a mio padre e a lei, che aveva vissuto il tumore come lo viveva la sua generazione e cioè come una condanna, non ho detto subito di me” e della diagnosi di cancro, arrivata grazie a un percorso di prevenzione. Al suo fianco inizialmente Amanda Sandrelli ha avuto il marito e il fratello minore, che è medico. E alla mamma la verità l’ha detta prima di essere operata, “quando sapevo cosa aspettarmi. Da allora lei mi è stata vicina come nessun altro”, confessa.

Sandrelli racconta dei dilemmi con il chirurgo plastico, dopo l’intervento. Rifare il seno o no? Dopo quel colloquio, “di notte ci ho pensato – confida – e mi sono resa conto che mi avrebbe fatto bene uscire più bella da questa esperienza. Io che non avevo fatto mai neanche una di quelle ‘punturine'” ringiovanenti. Quel sì al chirurgo plastico è stato d’aiuto: “Mi ha aiutato rivedere il seno più simile a quando ero ragazza, mi ha fatto pensare al futuro. Oggi la parola cancro continua a farmi e a fare paura. La speranza è che le prossime generazioni questa paura non ce l’abbiano più“.

E’ una storia che arriva dal passato anche quella raccontata da Paolo Veronesi che della malattia della madre non ha mai parlato. L’ha vissuta “come tutti i figli. Era l’inizio del 1984, avevo 22 anni ed ero al quarto anno di Medicina. Mi chiamò papà Umberto e mi disse: ‘Dobbiamo operare la mamma per un tumore al seno’. Per fortuna allora c’era già la quadrantectomia, un intervento più conservativo. Ricordo che mia madre, pediatra di mestiere, faceva la radioterapia al mattino e poi andava a lavorare in studio. Io andavo a trovarla e il periodo peggiore è stato ai tempi della chemio, allora più pesante di quelle odierne. Capitava che vomitasse per tre giorni di fila”.

Tutto finisce un giorno di gennaio. E l’estate successiva il ricordo è quello di una vacanza al mare. “Mia madre si è subito buttata alle spalle” questa parentesi di malattia. “E successivamente, in 32 anni, non ne ha mai più parlato”. Un grazie a Umberto Veronesi, da cui tutto è cominciato, arriva dalla cantante Emma Marrone, che in un video inviato in occasione della giornata racconta del cancro ovarico diagnosticatole a 24 anni: “Lo faccio per spingere le giovani donne a fare annualmente i controlli. Trovate il tempo, anche se vi sentite bene. Io purtroppo non l’ho fatto e ho subito un intervento e poi un altro. Tutto questo mi è costato un ovaio, ma sono viva e vegeta ed è questo che vale. Continuiamo a lottare e a vincere sempre di più e affidiamoci alle mani dei medici”.

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