venerdì , settembre 21 2018
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Diabete, nuova terapia per ridurre mortalità cardiovascolare

Diabete, nuova terapia per ridurre mortalità cardiovascolare

Nel mondo una persona su due con diabete di tipo 2 muore per un evento cardiovascolare. Nei diabetici, infatti, il rischio è da 2 a 4 volte superiore rispetto a chi non è affetto da questa patologia. Oggi, tuttavia, la comunità medico-scientifica ha a disposizione un’opzione terapeutica, empagliflozin (inibitore del co-trasportatore sodio-glucosio di tipo 2 -SGLT2) in grado di coniugare l’azione antidiabetica con i benefici dimostrati sulla riduzione della mortalità cardiovascolare.

Se ne discute a Cagliari in occasione della nuova tappa del progetto “Andiamo al cuore del diabete“, supportato da Boehringer Ingelheim Italia e Eli Lilly Italia, nato con l’obiettivo di mettere in luce l’importanza della correlazione tra diabete e rischio cardiovascolare. Si tratta di un progetto di formazione rivolto alla classe medica che coinvolge fino al 15 giugno diverse Regioni. Recenti evidenze scientifiche hanno portato l’Autorità Regolatoria Europea ad approvare un aggiornamento dell’indicazione per empagliflozin e per la sua associazione con metformina. Per la prima volta nella scheda tecnica di un farmaco antidiabetico viene riportata la possibilità di riduzione del rischio di mortalità cardiovascolare in adulti con diabete di tipo 2 come obiettivo di trattamento.

Ridurre il rischio cardiovascolare è un aspetto fondamentale della gestione del diabete – sottolinea Giacomo Guaita, diabetologo presso l’Assl di Carbonia – ed oggi abbiamo a disposizione una opzione terapeutica in più per farlo. Senza tralasciare, poi, il fatto che la riduzione degli eventi cardiovascolari comporta un impatto positivo anche sulla sostenibilità del sistema sanitario nazionale”. “Il progetto ‘Andiamo al Cuore del Diabete‘ – afferma Stefano Garau, presidente regionale del Coordinamento associazioni diabetici – ci dà la possibilità di dare vita a un’attività di informazione e sensibilizzazione, anche nei confronti dei cittadini, riguardo ai rischi e alle complicanze della patologia e alle possibili soluzioni in grado di migliorare la qualità di vita delle persone con diabete“. 

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Ridurre il rischio cardiovascolare è un aspetto fondamentale della gestione del diabete – sottolinea Giacomo Guaita, diabetologo presso l’Assl di Carbonia – ed oggi abbiamo a disposizione una opzione terapeutica in più per farlo. Senza tralasciare, poi, il fatto che la riduzione degli eventi cardiovascolari comporta un impatto positivo anche sulla sostenibilità del sistema sanitario nazionale”. “Il progetto ‘Andiamo al Cuore del Diabete‘ – afferma Stefano Garau, presidente regionale del Coordinamento associazioni diabetici – ci dà la possibilità di dare vita a un’attività di informazione e sensibilizzazione, anche nei confronti dei cittadini, riguardo ai rischi e alle complicanze della patologia e alle possibili soluzioni in grado di migliorare la qualità di vita delle persone con diabete“. 

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