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Ethan e Joel Coen: “Ci piace mettere Clooney in situazioni …

Intervista ai fratelli Coen. Istruzioni per l’uso. Sfatare i miti, almeno qualcuno. Sono laconici, è vero. Ma tra le righe si nascondono perle. Non sono sempre d’accordo, no. I loro distinguo sono sottili, ma la fusione a freddo del duo che ha suscitato fantasiose riflessioni accademiche («Perché Caino ha ucciso Abele e Joel e Ethan continuano a lavorare insieme?») non è ancora avvenuta. Sono imbarazzati dall’attenzione che suscitano? Quattro Oscar e altrettante Palme d’oro li devono aver aiutati a farsene una ragione. Ma restano negazionisti sullo stato di culto che li ammanta. E hanno affinato un talento unico nell’eludere domande solo apparentemente banali. Litigate mai? Chi fa cosa? È capitato che Ethan premettesse a un’intervista radiofonica: «Se attribuite a Joel un’affermazione mia o viceversa non è un problema, noi non ci badiamo». Per confondere meglio le acque da qualche tempo hanno confuso i ruoli: non più Ethan alla produzione e Joel alla regia, ma entrambi alla direzione del film. Ma non in ordine alfabetico: che vorrà dire?

Il loro ultimo film, Ave, Cesare!, che ha aperto la Berlinale ci trasporta nel 1951 a Los Angeles. Non sulla spiaggia di Santa Monica, non sul Sunset Boulevard, ma dentro un confessionale. Lì, Eddie Mannix, di professione “fixer” (“risolutore di problemi”) per un grande Studio, compie il rito quotidiano. Si sgrava la coscienza di minuscoli peccati (ha fumato di nascosto, ma negli anni ’50 non era ancora peccato mortale), abituato com’è a ripulire magagne ben più gravi. Un vero Eddie Mannix esiste negli annali di Hollywood, era il tuttofare di Louis B. Mayer, il patròn della MGM. Un tipo poco raccomandabile: tenere a bada le regine del gossip, mettere a tacere gli scandali sessuali, insabbiare le gravidanze delle dive non aveva lasciato immacolata la sua fedina penale.

George Clooney in una scena di Ave, Cesare!

George Clooney in una scena di “Ave, Cesare!”

Non come il Mannix di Ave, Cesare!, una specie di santo laico.

Ethan Era importante che fosse cattolico. È preda di una lotta interiore.

Joel Soprattutto per noi, che ci occupiamo sempre di ebrei e gente del Minnesota…

E. Ci hanno anche ripreso per questo: troppi ebrei e troppo Minnesota.

Avevate in mente i Kennedy?

J. JFK era piuttosto libero da sensi di colpa.

E. Il nostro personaggio è un padre di famiglia e un marito fedele, più di quanto lo sia mai stato un Kennedy.

Volevate che fosse una persona morale in un luogo immorale come Hollywood?

J. È l’adulto in un gruppo di bambini, l’unica persona sana in un manicomio, un uomo morale in un luogo che non so se definirei immorale…

E. Io sì, lo definirei così…

Avete un rapporto di odio/amore con la mano che vi nutre. Eppure la Libreria del Congresso ha inserito Il grande Lebowski nella propria collezione destinata alla posterità.

J. Quanti deputati l’avranno visto?

E. Credo che sarebbe potuto piacere a Clinton. Bill.

In Ave, Cesare! ancora una volta c’è George Clooney, attore di peplum rapito da sceneggiatori comunisti capeggiati da un ballerino di tip tap che assomiglia molto a Gene Kelly…

J. Ci piace scrivere storie che mettono Clooney in situazioni imbarazzanti.

E. È talmente evidente che è un uomo affascinante e in gamba…

J. …che è quasi impossibile resistere alla tentazione di dimostrare che non lo è. George ha molto senso dell’umorismo e un vero talento comico. Forse siamo stati i primi ad accorgercene guardando Out of Sight. E lui ci è grato per questo. Devi essere un grande attore per fare l’idiota. Peter Sellers è un esempio. Devi venire a patti con la tua vanità di star: non è da tutti.

Scarlett Johansson in versione Esther Williams in Ave, Cesare!

Scarlett Johansson in versione Esther Williams in “Ave, Cesare!”

A proposito di vanità. Il film ha un cast da brividi: Scarlett Johansson, Josh Brolin, Channing Tatum, Tilda Swinton, Ralph Fiennes. E nessuno è protagonista. Come fate?

J. Di solito gli telefoniamo.

E. Lavoriamo spesso con gli stessi attori. È un cane che si morde la coda. Sai già che sono bravi, pensi a loro quando scrivi e li richiami.

Ogni tanto cedete anche le vostre sceneggiature: George Clooney dirigerà Suburbicon.

E. Non è come separarsi da un figlio. E poi quella è una sceneggiatura scritta 25 anni fa…

J. Di più…

E. Comunque è qualcosa da cui abbiamo preso le distanze. Nessuno ci aveva cavato nulla. Vediamo a George come va.

La serie televisiva tratta dal vostro Fargo è arrivata alla seconda stagione ed è un grande successo. La guardate ogni tanto?

J. Non siamo dei fan della tv.

E. Anche qui: prendiamo le distanze.

J. Non ci crea problemi quello che fanno nella serie, ma non ci interessa molto.

E. Siamo indifferenti.

Voi non ne girereste una?

J. Non credo che abbiamo mai fatto un film più lungo di due ore.

E. Non è un paese per vecchi era due ore e due minuti.

J. I titoli di coda erano lunghi.

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