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Fantasy, Alessandro Orlandini: «Tutta l'Elba è fonte di ispirazione

Fantasy, Alessandro Orlandini: «Tutta l’Elba è fonte di ispirazione

È un anno ormai che Alessandro Orlandini, celebre scrittore di Fantasy, ha una rubrica fissa sul “Corriere Elbano” in cui racconta gli aspetti più interessanti di un genere sempre più amato. Stavolta abbiamo voluto che fosse lui a raccontarsi.

Svelandoci magari i suoi lati meno conosciuti. Insieme a qualche “segreto” per chi volesse diventare uno scrittore affermato.

Tu hai origini romane. Come sei finito sull’Isola?

«Il primo della famiglia a mettere piede sull’isola fu mio nonno Umberto: nel 1951, per conto dell’Aeronautica Militare, fu incaricato di creare un ponte radio.

Lui individuò nella piana della Pila il luogo più adatto. Successivamente, diede il via alla realizzazione della torre di controllo, nonché del primo aeroporto dell’Elba.

Anche mio padre e mia madre, da fidanzati e poi da sposati, venivano a trascorrere le vacanze qui. Hanno anche comprato una casa.

Dopo che sono nato io, 48 anni fa, ci abbiamo passato l’estate. Finché nel 1994, mi sono trasferito definitivamente qui per migliorare la qualità della mia vita.

Papà e mamma mi hanno seguito entusiasti, una volta andati in pensione. Da allora non mi sono più mosso dallo Scoglio.

Non saprei immaginare la mia vita via dall’Elba».

Ci sono dei luoghi che ti sono d’ispirazione per i tuoi libri?

«Monte Capanne, Monte Perone, il Sentiero delle Farfalle.

Le pareti scoscese di Vallebuia, dove vivo e lavoro. Per non parlare della Madonna del Monserrato.

Quest’ultimo luogo, in particolare, ha nella sua gola una conformazione spettacolare e unica. Tutti i vari sentieri diventano cammini ardui e avventurosi.

I torrentelli, fiumi impetuosi. Le zone collinari, intere catene montuose.

Ogni piccola grotta diventa una caverna gigantesca… e via dicendo. Tutta l’Elba è una meravigliosa fonte di ispirazione».

Tu ormai sei uno scrittore affermato. Quali consigli daresti a un giovane che volesse seguire le tue orme?

«Di credere sempre in sé stesso, anche quando le cose sembrano andare tutte per il verso sbagliato.

Di non abbattersi per una porta chiusa in faccia: significa che se ne apriranno, a sorpresa, molte altre. Di avere pazienza, poiché i frutti di questo difficilissimo mestiere si inizieranno a raccogliere molto in là nel tempo e quando meno ce lo aspettiamo.

Di mantenere sempre i piedi per terra, di non montarsi mai la testa, perché salire è lungo e faticoso, ma scendere è un attimo. Ma soprattutto di guardarsi intorno con gli eterni occhi di un bambino».

Ormai chiunque scrive libri. Come si fa ad emergere in questa “giungla”?

«Con l’impegno, la serietà.

Con il sudore della fronte. Cercando di captare quando il treno delle “nostre” opportunità sta per passare: il problema non è salire a bordo, ma capire quando sta per arrivare il nostro momento.

Il vero segreto è sapere che, anche quando si è in cima alla vetta, non si è ancora arrivati. In realtà un vero scrittore non finisce mai di imparare, di migliorarsi.

Un vero scrittore è colui che, con grande umiltà, si mette in gioco ogni maledetta volta. Anche quando avrà novant’anni.

Guardate il grandissimo Camilleri. Mai abbattersi, ma credere sempre nei propri sogni e lottare duramente per essi, se questo è veramente quello che si desidera».

Tu lavori anche nel settore del turismo. In che modo l’Isola potrebbe essere più “attrattiva” per i turisti?

«Collaboro con mia moglie nell’attività di famiglia, un albergo ristorante.

Per incrementare il turismo in bassa stagione bisognerebbe puntare soprattutto sull’ambiente. Incentivare le camminate, i percorsi per le passeggiate in bicicletta, spingere i diving, aumentare le manifestazioni sportive.

Per farlo, ovviamente, dovremmo avere dei sentieri praticabili tutto l’anno e non a fasi alterne, come spesso accade. Gente disposta ad investire nella propria attività anche nei mesi di marzo e aprile, o ottobre e novembre.

Dal punto di vista culturale si potrebbero organizzare manifestazioni musicali di un certo rilievo, incrementare il discorso su Napoleone, organizzare tutta una serie di incontri letterari, con autori di spicco ovviamente, per tutto il periodo lavorativo, da marzo a metà ottobre. In questo modo tutti i turisti che venissero all’Elba fuori stagione – e non solo – potrebbero usufruire di questi servizi e, una volta tornati a casa, parlarne positivamente, così da spingere altra gente e venire anche fuori stagione.

Come in tutte le cose, se ci si crede veramente… a volte si possono fare dei veri e propri miracoli».

GRANDI SODDISFAZIONI

La soddisfazione più grande? Diventare il sesto autore italiano più letto e venduto con il suo “Ammenion il druido è tornato”.

«Quel libro mi ha fatto conoscere al pubblico nazionale con grande impatto. Sarò sempre grato alla Curcio per aver creduto in me».

Da quel momento in poi, le emozioni non sono mancate. «Al Lucca Comics 2017, mi sono ritrovato a parlare del mio libro, il secondo capitolo della trilogia di “Daglass il Viaggiatore”, insieme a Licia Troisi, la più grande scrittrice italiana di Fantasy.

Ho anche regalato una copia dei miei libri ad una delle attrici della serie di Star Trek The Next Generation, Marina Sirtis».

Insieme all’attrice Marina Sirtis di “Star Trek The Next Generation”

Ma le soddisfazioni più grandi, ovviamente, sono quelle che gli regalano i lettori che ad ogni evento arrivano da tutta Italia per conoscere il loro scrittore Fantasy preferito.

E a ogni fiera del libro almeno uno o due dei suoi titoli vanno esauriti. Chissà se non avesse scelto il Fantasy (o se il Fantasy non avesse scelto lui!) avrebbe avuto lo stesso successo con un altro filone letterario.

Probabilmente non lo scopriremo mai, perché Orlandini non si immagina a scrivere altro.

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jpg” />Orlandini e la scrittrice Licia Troisi

Ma ora la domanda più importante: è in arrivo qualcosa di nuovo? «Sto ultimando il mio ottavo libro, un “urban fantasy” ambientato ai giorni nostri, ma con delle sfumature impensabili e avvincenti. Data probabile di pubblicazione il 2020.

Non vi anticipo niente, mi piace farvi stare sulle spine. E poi, così, sarà più appagante quando i lettori si ritroveranno in mano il nuovo libro».

Non ci resta che attendere.

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jpg” />Con Tim Seeley, disegnatore di Batman.

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