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Fidanzati uccisi, ergastolo per l'ex militare

Fidanzati uccisi, ergastolo per l’ex militare

REGIONALE. Giosuè Ruotolo è stato condannato all’ergastolo dalla Corte d’Assise di Udine per il duplice omicidio di Teresa Costanza e Trifone Ragone, avvenuto la sera del 17 marzo 2015, nel parcheggio del palazzetto dello sport di Pordenone. Dopo circa 49 ore di Camera di Consiglio, ieri pomeriggio la Camera d’assise di Udine ha dichiarato Giuseppe Ruotolo colpevole dell’omicidio di Teresa Costanza e Trifone Ragone, freddati a colpi di pistola il 17 marzo 2015.

Il ventontenne, ex militare di Somma Vesuviana, è stato condannato all’ergastolo con due anni di isolamento diurno. La Camera d’assise è stata presieduta da Angelica Di Silvestre e dal giudice a latere Paolo Alessio Vernì, affiancati i da sei giudici popolari. La pena rispecchia quella richiesta dal pm Pier Umberto Vallerin il 20 ottobre scorso. Ruotolo, assistito dagli avvocati Roberto Rigoni Stern e Giuseppe Esposito, si era sempre dichiarato innocente. Presenti alla lettura della sentenza il padre e il fratello di Ruotolo ed i famigliari delle vittime, i genitori e i fratelli di Trifone Ragone ed i genitori ed un fratello di Teresa Costanza.

“Non possiamo essere felici per una sentenza che vede condannato all’ergastolo un ragazzo di neanche 30 anni per delitti che riguardano due persone offese, praticamente coetanee”. Lo ha detto il pm Pier Umberto Vallerin subito dopo la lettura da parte della Corte d’Assise di Udine della sentenza con la quale ha accolto la sua richiesta di condanna all’ergastolo con due anni di isolamento diurno nei confronti di Giosuè Ruotolo, l’unico imputato per il duplice omicidio della coppia di fidanzati Teresa Costanza e Trifone Ragone, uccisi a colpi di pistola nel parcheggio del palazzetto dello sport di Pordenone la sera del 17 marzo 2015.

“Si accoglie questa sentenza – ha aggiunto – con un senso di soddisfazione professionale soprattutto per il lavoro che ha svolto la Procura di Pordenone, in particolare i Carabinieri di Pordenone, anche con le sezioni specializzate che hanno fatto veramente un lavoro immane. Non c’è un senso di soddisfazione umana. Ci tengo a ricordare che è solo una sentenza di primo grado. Ruotolo non va assolutamente “mostrificato”. Ci saranno sicuramente altri gradi di giudizio”. Vallerin ha ringraziato il collega “Matteo Campagnaro che – ha detto – mi ha accompagnato in alcune fasi di questo processo”, il Procuratore capo dell’epoca Marco Martani “che – ha sottolineato – ci ha consigliato e supportato per lungo tempo” e l’attuale Procuratore, Raffaele Tito, “che mi ha dato la serenità per affrontare queste ultime difficili fasi del processo”.

Giosuè Ruotolo. Nel riquadro le vittime

“Abbiamo avuto giustizia ma nostra figlia non tornerà mai. Non avremo mai pace. Un ergastolo non potrà mai lenire il nostro dolore. Ma almeno sappiamo quello che è successo. E un assassino è in carcere”. I genitori di Teresa Costanza, papà Rosario e mamma Carmelina Parello, lo dicono con un filo di voce “ringraziando le istituzioni”, all’esito della sentenza con cui la Corte d’assise di Udine ha riconosciuto Giosuè Ruotolo unico colpevole del duplice omicidio della propria figlia e del suo fidanzato. “Ho sempre l’immagine di Teresa davanti a me. La sento sempre vicina Teresa e Trifone erano qui con me. Li avevo qua – ha detto ancora la mamma, stringendo tra le mani una foto – Già stamattina sentivo che mi davano positività. Ho aspettato con serenità”.

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