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Fingono il sequestro di una 20enne, sei indagati per calunnia e …

Cronaca

giovedì, 21 giugno 2018, 08:50

I fatti sono relativi al mese di marzo. Il padre della ragazza, un 44enne residente a Lucca, aveva dapprima denunciato ai carabinieri la scomparsa della figlia della quale aveva perso le tracce, e successivamente la segregazione e la violenza sessuale subita dalla giovane da parte di più persone durante la sua asserita prigionia. 

Le cure mediche a cui la ragazza, una giovane straniera di 20 anni, originaria dello Sri Lanka ma residente a Lucca, è stata da subito affidata hanno confermato i rapporti sessuali, nonché una gravidanza interrotta dopo circa sei settimane. I carabinieri, però, hanno cercato soprattutto di ricostruire il contesto familiare e relazionale della ragazza. E’ stato così delineato un rapporto molto travagliato tra la giovane e il padre, la cui presenza nella vita della ragazza era molto ingombrante; un rapporto che si era ulteriormente incrinato dopo che la giovane era rimasta incinta. Il divieto impostole di continuare a frequentare il padre del bambino aveva indotto la ragazza ad allontanarsi da casa, salvo poi fare rientro alcune settimane dopo.

A quel punto il padre, per vendicarsi di quanto accaduto e salvare la reputazione della figlia, aveva convinto la ragazza, con l’ausilio anche di una connazionale 51enne che viveva con loro, a presentare una denuncia per violenza sessuale e sequestro di persona all’indirizzo del suo fidanzato e di altri due giovani che l’avevano aiutata a nascondersi, tutti originari dello Sri Lanka, residenti a Lucca, rispettivamente di 21, 32 e 27 anni.

Dopo pochi giorni però, la ragazza, presa dal rimorso, è fuggita nuovamente di casa, ma questa volta ha deciso di rivolgersi ai carabinieri. Ai militari ha confessato di non essere stata sequestrata, né violentata, ma ha accusato il fidanzato e i suoi amici di averle somministrato a sua insaputa un farmaco per indurla all’aborto. Circostanza che i carabinieri hanno effettivamente riscontrato, mentre parallelamente hanno tentato di individuare anche la specifica sostanza fatta assumere dalla ragazza, poi accertata essere una particolare medicina fatta da loro pervenire dal paese di origine. Le perquisizioni domiciliari eseguite nei confronti degli indagati hanno consentito infine di recuperare materiale a sostegno di tale ipotesi.

La giovane si trova al momento affidata ad una struttura protetta fuori provincia. Alla stessa, unitamente al padre e alla zia, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lucca ha notificato nei giorni scorsi l’avviso di conclusione delle indagini preliminari per il reato di calunnia. Al suo ex fidanzato, insieme ai suoi due amici, è stato invece notificato un analogo provvedimento per il reato di interruzione di gravidanza non consensuale, mentre è stata avanzata, dalla medesima autorità giudiziaria, richiesta di archiviazione nei loro confronti per il reato di violenza sessuale.

 

 

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