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Genitori e fidanzati manipolatori, ecco come riconoscerli

Genitori e fidanzati manipolatori, ecco come riconoscerli

Punto di partenza, il lavoro di Isabelle Nazare-Aga, famosa terapeuta comportamentale e cognitiva, che ha scritto un libro nel 2014 “Les parents manipulateurs”.

Oggi la nostra rubrica torna a parlare di salute mentale e, in particolare, di psicologia offrendovi qualche nozione in più per riconoscere l’ “amore malato”, quello che può avere conseguenze psicosomatiche devastanti. Ci concentriamo sull’interessantissimo lavoro di Isabelle Nazare-Aga, famosa terapeuta comportamentale e cognitiva, che ha scritto un libro nel 2014 intitolato “Les parents manipulateurs” (“Genitori Manipolatori”).

Nel suo libro la psicoterapeuta Nazare-Aga, famosa nel mondo per i suoi seminari sull’affermazione del sé, sulla gestione dello stress e sulla comunicazione, spiega che alcuni genitori con disturbi di personalità narcisistici non provano amore. “In questo libro sostengo che una madre o un padre dotati di personalità narcisistica e quindi di un disturbo serio della personalità non amano i loro figli”. È rasserenate l’immagine di tutti i genitori del mondo che amano i figli, ma non è così, secondo la nota psicoterapeuta. Un genitore manipolatore, esattamente come un compagno manipolatore tendono a controllare attraverso i sensi di colpa e le frustrazioni le loro vittime. Queste personalità esprimono propositi aberranti, interpretazioni provocatorie (“Non ti interessa nulla di me”), inversione dei ruoli (se il figlio sta male, gli rimproverano di non interessarsi alla loro salute), autoelogio (si autoincensano descrivendosi come dei “salvatori della patria”), esprimono propositi legati all’amore (“provo un grande amore per te, forse troppo grande), sono vittimiste, vendicative e sottopongono il loro presunto amore a delle condizioni. La condizione è sempre la stessa: il manipolatore vuole che i figli o il partner di sottomettano al suo controllo in cambio del suo “affetto tossico”.

IL MANIPOLATORE CON UN FIGLIO

 “Per stimolare un bambino e permettergli di alimentare la sua autostima e fiducia nelle sue capacità, è necessario creare con lui fin da subito un legame colmo d’amore” – ci dice la psicoterapeuta. Ci vogliono complimenti sinceri e incoraggiamenti: bisogna accompagnarlo nelle sue esperienze con pazienza facendogli superare le paure di cadere e di fallire. Bisogna combattere le proprie ansie e dimostrare il proprio amore. Un genitore manipolatore non sa fare tutte queste cose: “svolgerà questi compiti genitoriali solo in parte, quella parte che gli conviene”. Il manipolatore educa i figli all’insegna di una troppo precoce autonomia, per liberarsi il prima possibile dagli obblighi genitoriali. Ci sono anche manipolatori molto aggressivi nei confronti dei figli: ad esempio, un padre “perfezionista immaginario”, che pretende dal figlio altissime performance scolastiche che lui non ha mai avuto a quell’età. Si tratta di padri o di madri che si mettono in competizione con i figli e li influenzano pesantemente inducendoli anche a scegliere percorsi di studio sbagliati, che “non corrispondono al profilo del figlio”. I manipolatori hanno diversi comportamenti pericolosi, a seconda della situazione: ad esempio, la madre di un figlio unico gli farà credere che lei sarà sempre indispensabile per lui. Questo tipo di madre subdolamente soffocherà l’autonomia del figlio. Quindi il manipolatore può essere negligente, cercando di liberarsi del figlio imponendo una prematura autonomia, oppure può strutturare un figlio mammone, che avrà sempre a disposizione per i suoi scopi. Isabelle Nazare-Aga ci mette in guardia da tutta una serie di genitori manipolatori: quelli tirchi, quelli violenti e quelli che fanno leva sui principi e dubbi dei loro pargoli per far crescere in loro i sensi di colpa. “I genitori vogliono il bene dei propri figli? Convinzione errata – riflette la psicoterapeuta- Spesso sono solo la causa di tutti i mali dei loro bambini”. Tra l’altro il manipolatore, come il violento, all’esterno dell’ambiente familiare può godere di notevole apprezzamento sociale. Le loro vittime sono intrappolate in un immenso senso di colpa e spesso non sono riuscite a sviluppare un senso critico così forte da rifiutare quella manipolazione.

 

SOLO LA DISTANZA AFFETTIVA PUÒ METTERCI AL RIPARO DA UN MANIPOLATORE

Il manipolatore si può combattere solo andando via. Qualsiasi micro-evento azionerà il pulsante dell’ “emozione inadeguata” o una provocazione. Un genitore di questo tipo rovinerà le feste con le sue sfuriate e con le sue battute, creerà conflitto, tensione, sofferenza, discordia e malessere. Non ci può essere serenità se a casa c’è un manipolatore, perché si tratta di personalità abituate a costruire rapporti unilaterali, basati solo sulla propria visione e sulle proprie esigenze di vita. I genitori manipolatori, esattamente come i partner manipolatori, cercano di alllontanarci da chi ci ama: vogliono avere l’esclusiva e il controllo della situazione. Queste personalità diffondono emozioni negative nella famiglia e sono capaci di rovinare qualsiasi festa perché non sanno gioire della felicità altrui. La madre manipolatrice è capace di fingere amicizia con la fidanzata del figlio e di lavorare subdolamente per eliminarla. Il manipolatore dev’essere evitato. È dura da digerire come verità, ma Isabelle Nazare-Aga ci suggerisce di elaborare il lutto per evitare di frequentare genitori o fidanzati manipolatori.

IL MANIPOLATORE MINA LA SICUREZZA DEL PROPRIO FIGLIO

Il manipolatore vuole un figlio insicuro, che si affidi sempre alle scelte del padre: tratta i figli sempre come immaturi, infantili e inferiori a prescindere dall’età. Il manipolatore tratta i figli con sufficienza anche davanti agli altri, li umilia, lo rimprovera e mi sminuisce. Ma quell’ironia non è simpatia: si tratta di un vero è proprio messaggio aggressivo. I figli di un genitore manipolatore possono diventare dei manipolatori anche loro, oppure possono ammalarsi mentalmente, giungendo alla depressione e anche al suicidio. Il figlio può accorgersi prima dei 7 anni che i genitori sono malati ed emanciparsi emotivamente, con tutte le conseguenze spiacevoli che ne derivano.

FRASI ASSASSINE

Ecco alcune frasi di genitori manipolatori:

– “Non sei altro che un ragazzino”; “Finirai come un barbone”; “Sei un mostro”; “Non sono qui per crescere i miei nipoti! Ho già cresciuto voi! A ognuno il suo supplizio”; “Sei una nullità”; “Sei un egoista”; “Non te ne frega niente di me. Ragazzina viziata”; “Presuntuosa, eri una bambina presuntuosa. Una vera peste! Maligna come una gramigna”; “Le mie figlie non hanno nessun talento per l’amore”; “Bisogna essere sciocchi per studiare così a lungo e fare un lavoro dove ti pagano così poco”; “Sembri una puttana” (se la figlia indossa qualcosa alla moda); “Medicina? Nessuno in famiglia ha fatto medicina”. Queste e altre frasi tendono a condizionare e a creare insicurezza nei figli. Il risultato è umiliarli e renderli più fragili e dipendenti dal manipolatore. Il manipolatore, tra l’altro, cerca sempre di screditare chi ne sa più di lui.

Un genitore manipolatore non ti aiuta nella vita e nello studio: tende a svilire gli altri per alimentare il suo ego. I manipolatori sono ottimi attori-bugiardi. Questo tipo di soggetti mettono in atto quello che si definisce “double-bind”, intrappolano i figli in situazioni e frasi contraddittorie tipiche del caos in cui versano.

RICONOSCERE UN MANIPOLATORE

Se il vostro partner o genitore rientra almeno in 14 delle 30 caratteristiche elencate da Isabelle Nazare-Aga, si tratta di manipolatori:

 

1. Colpevolizza gli altri;

2. Addossa le responsabilità ad altri ed elude le proprie;

3. Non comunica chiaramente le sue richieste, sentimenti e opinioni;

4. Risponde spesso in modo vago;

5. Cambia opinioni, comportamenti, sentimenti a seconda delle persone e situazioni;

6. Adduce ragioni logiche per mascherare le sue richieste;

7. Fa credere agli altri che bisogna essere perfetti e che occorre sapere tutto;

8. Mette in dubbio qualità e competenze altrui. Critica, svaluta e giudica gli altri;

9. Usa intermediari per dire le cose;

10. Semina zizzania, crea sospetti e divisioni;

11. Fa la parte della vittima;

12. Ignora le richieste facendo finta di occuparsene;

13. Usa i principi morali altrui per i propri scopi;

14. Fa minacce velate o ricatta apertamente;

15. Cambia argomento con disinvoltura nel corso di una conversazione quando non gli conviene;

16. Evita colloqui e riunioni;

17. Punta sull’ignoranza degli altri, convincendoli della propria superiorità;

18. Mente;

19. Sostiene il falso per conoscere il vero, deforma, interpreta;

20. È egocentrico

21. Può essere geloso;

22. Non sopporta le critiche e nega l’evidenza;

23. Non tiene conto di diritti, bisogni, desideri altrui;

24. Si riduce all’ultimo momento per chiedere qualcosa o comandare;

25. A parole fa del bene, ma nei fatti trascura i propri figli;

26. Lusinga, dà attenzioni e fa regali improvvisi, quando vuole conquistarci;

27. Produce stato di malessere e un sentimento di mancata libertà;

28. Persegue i propri scopi a discapito degli altri;

29. Ci induce a fare cose che non faremmo mai volontariamente;

30. È costantemente oggetto di discussione tra le persone che lo conoscono, anche in sua assenza

 

Se avete riscontrato 14 su 30 caratteristiche, probabilmente avete a che fare con un manipolatore: cominciate a fare le valigie.

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