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Genova, proteste, Bella Ciao e l'inno in aula: il sindaco boccia la ...

Genova, proteste, Bella Ciao e l’inno in aula: il sindaco boccia la …

Neppure un fatto insolito e provocatorio come la lettura nell’aula del consiglio comunale, da parte del Pd, dei dettami fascisti – dalla negazione della libertà di opinione alla richiesta che le donne stessero in casa ad accudire la prole – ha convinto la maggioranza di centrodestra a votare la mozione presentata del centrosinistra che chiedeva di “non concedere spazi pubblici alle forze politiche neofasciste”, prendendone le distanze. Il dibattito si accende, i cittadini in aula intonano l’inno d’Italia e poi Bella ciao, il sindaco Marco Bucci e i consiglieri di maggioranza si allontanano e fanno mancare il numero legale. E così la votazione salta, per di più a pochi giorni dall’aggressione a Genova di un gruppo di antifascisti da parte di attivisti di Casapound, coltello alla mano: una bagarre politica che rivela le difficoltà del centro destra, a livello nazionale e locale, di condannare la crescita dei movimenti neofascisti. “Ma così facendo le destre rischiano di risultare colluse”, attacca il presidente di Anpi Genova Massimo Bisca

 

(video di Giulia Destefanis)

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