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'Giornata nazionale delle Cure palliative'

‘Giornata nazionale delle Cure palliative’

L’hospice dell’ospedale Misericordia organizza un incontro aperto ai cittadini

Grosseto: Domenica 11 novembre si celebra la Giornata nazionale delle Cure Palliative che, secondo la definizione dell’OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità, si occupano dell’assistenza ai malati terminali, quelli che non rispondono più ad alcuna terapia.

Domenica 11, alle 10.30, presso la sala Pegaso della sede dell’ex 118, dietro al Misericordia, è in programma un incontro aperto ai cittadini, dal titolo “Spiritualità alla fine della vita: una vecchia/nuova sfida per la medicina“, con lo scopo di sensibilizzare sul tema delle Cure Palliative e sul ruolo e funzionamento dell’hospice. All’evento interverranno Bruno Mazzocchi, responsabile Unità Funzionale Cure Palliative di Grosseto, Andrea Salvetti, medico di medicina generale e coordinatore AFT di Grosseto, Maurizio Mannocci Galeotti, medico palliativista, Task Force Società Italiana Cure Palliative sulla spiritualità di Firenze, Alessandro Bazzani, educatore dell’hospice di Grosseto.

L’obiettivo principale delle Cure Palliative è dare senso e dignità alla vita del malato fino alla fine, alleviandone il dolore e intervenendo anche con aiuti non specificamente medici, ma che sono altrettanto necessari, come il supporto psicologico o spirituale. Attraverso un lavoro di équipe, in cui intervengono più professionisti e personale altamente specializzato, le cure palliative mirano a produrre effetti fisici, emozionali, sociali per migliorare il benessere e la dignità della persona, assistendo il malato e la sua famiglia. 

Le Cure Palliative rappresentano, quindi, la risposta più efficace alle esigenze dei malati terminali, che trovano la necessaria assistenza sia al proprio domicilio che negli hospice, le strutture specialistiche di ricovero nelle quali vengono temporaneamente o stabilmente accolti i pazienti.

“La giornata nazionale dedicata alle cure palliative è una ricorrenza importante per ricordare quanto oggi sia necessaria una profonda umanizzazione delle cure, restituendo dignità alla persona malata. – afferma il dottor Bruno Mazzocchi, responsabile Unità Funzionale Cure Palliative e direttore hospice dell’ospedale di Grosseto – Recuperare la spiritualità nell’epoca della medicina tecnologica significa restituire (letteralmente) anima e corpo alle persone che stanno soffrendo. Così come non è possibile immaginare una malattia cronica ed evolutiva che non faccia porre quesiti esistenziali ai sofferenti, altrettanto non è più possibile offrire una medicina che deleghi ad altri le questioni dello spirito, pensando che essa sia in grado di curare solo il corpo.

Il recupero di una persona composta di corpo, spirito, cultura, psiche, ruolo sociale, è il viatico per fare oggi una buona medicina e le cure palliative debbono essere una medicina buona, anzi, la migliore possibile, quando vengono chiamate a scendere in campo”.

Presso l’hospice “Roberto Ciabatti” di Grosseto, situato all’interno del Misericordia, ogni anno vengono ricoverati in media circa 160 pazienti terminali e circa 782 sono quelli che nel 2017 hanno fatto almeno una visita di consulenza, di cui 702 oncologici. Nel 2017, ci sono stati 152 ricoveri, 1.690 accessi ambulatoriali e 2.526 prestazioni mediche domiciliari. Si affidano alle cure palliative dell’hospice del Misericordia prevalentemente i pazienti oncologici e quelli affetti da malattie neurodegenerative come la SLA. 

Nella Asl Toscana sud est, gli hospice sono ad Arezzo, Montevarchi, Foiano, Grosseto, Siena, Campostaggia e Nottola. Inoltre, sono previsti letti di cure palliative praticamente in tutti gli ospedali.

“Accompagnare una persona nel passaggio fra la vita e la morte è un atto di profondo rispetto e umanità che in Asl sud est garantiamo grazie a professionisti preparati e presenti, con la mente e con il cuore. – commenta Simona dei, direttore sanitario Asl Toscana sud est –  Le iniziative di questi giorni hanno il fine di far conoscere, diffondere, confrontare e migliorare tutto questo, in un continuo processo evolutivo, sempre volto alla cura delle persone”.

 

 

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