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Il PD propone la specializzazione in medicina generale. “Le risorse …

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Lo prevede il nuovo emendamento Pd alla manovra che assorbe il precedente emendamento già approvato dalla Commissione Cultura. Prevista una spesa annua di circa 50 mln e per il parlamentare Pd potrebbe essere finanziata dallo stesso Fsn. Equiparazione della borsa di studio con le altre Scuole di specialità e forte integrazione tra la Medicina del Territorio e l’Università. La docenza verrà affidata al 50% ai medici di medicina generale. Prevista una graduatoria unica nazionale. IL NUOVO EMENDAMENTO

11 NOV – “Oggi abbiamo presentato un nuovo emendamento alla legge di Bilancio che prevede la trasformazione del Corso di formazione specifica in Medicina generale in Scuola di specializzazione universitaria. In questo nuovo testo, che assorbe il precedente emendamento in materia già approvato dalla Commissione Cultura nei giorni scorsi, è prevista anche l’equiparazione della borsa di studio con le altre Scuole di specialità e una forte integrazione tra la Medicina del Territorio e l’Università in modo da poter avere a disposizione il meglio delle due realtà per i futuri specializzandi. In queste nuove scuole e nel corso di laurea in medicina i medici di medicina generale saranno chiamati alla responsabilità della docenza universitaria”.
 
Così Filippo Crimì (Pd) ed il responsabile sanità del Pd, Federico Gelli, hanno oggi annunciato la presentazione del nuovo tresto ora all’esame della Commissione Bilancio.
 
Onorevole Crimì, com’è nata l’idea di affrontare il tema della formazione in Medicina generale nella legge di Bilancio?

In realtà si tratta di un percorso già iniziato con la legge di Bilancio del 2016. Ricordiamo che la normativa sul tema è ferma al ’99. Dopo venti anni la necessità di un cambiamento e di un ammodernamento è condivisa da tutti. Dobbiamo poi considerare come la formazione del medico di medicina generale oggi sia molto differente da Regione a Regione. Abbiamo un’organizzazione molto diversa dal resto d’Europa dove la formazione è di tipo universitario. Con questo intervento vogliamo tornare ad allinearci al resto del Continente.
 
Quindi la scuola di formazione in medicina generale diventerà a tutti gli effetti una scuola di specializzazione?
Esattamente. Nel nuovo emendamento prevediamo che a partire dall’anno accademico 2017/2018  per le scuole di specializzazione di area medica venga disattivata la Scuola di Specializzazione in Medicina della Comunità e delle Cure primarie e gli specializzandi in corso confluiscano nella nuova scuola di specializzazione in medicina generale e delle cure primarie. Ovviamente verrà fatto salvo il diritto al completamento degli studi ed il conseguimento del titolo per gli iscritti in corso. La docenza verrà inoltre affidata nella misura di almeno il 50% del totale a medici di medicina generale. Saranno così gli stessi medici di medicina generale a potersi mettere in gioco e diventare i protagonisti di questo cambiamento. Inoltre il concorso delle Scuole di specializzazione di Medicina specialistica e di Medicina generale si terrà lo stesso giorno per tutta Italia e prevederà una graduatoria unica nazionale. Questa riforma rappresenta un importante passo avanti per la formazione medica e consente di migliorare ulteriormente la preparazione dei futuri medici di Medicina generale, garantendo quindi un migliore servizio ai cittadini italiani.
Nell’emendamento è prevista anche l’equiparazione della borsa di studio con le altre Scuole di specialità a partire dal 2018.
 
Quindi ci saranno maggiori oneri per la finanza pubblica. Pensa possano essere sollevati problemi in tal senso in commissione Bilancio?
Vedremo, ad ogni modo si parla del 2018. L’importante è comunque rimettere al centro della discussione il tema della formazione in medicina generale.
 
Per le borse di sudio di che cifre stiamo parlando? 
Non sono cifre enormi, parliamo di circa 50 mln di euro.
 
Da dove pensa che possano venire le coperture finanziarie?
Penso si potrebbe attingere al Fondo sanitario nazionale. Ma questa è solo una mia idea. In fondo la possibilità di dare una formazione di qualità ai nostri medici è un interesse comune.
 
Oggi la Fnomceo è intervenuta sul tema in modo piuttosto critico. Non tanto sul merito, quanto piuttosto sul metodo usato, auspicando piuttosto l’apertura di un Tavolo tecnico. Che risponde a queste critiche?
Penso si debba tener conto dei tempi della politica. Affrontare la questione con una proposta di legge vuol dire potenzialmente dover attendere ancora anni. Prima di arrivare alla stesura di questo emendamento ci siamo confrontati con i medici di medicina generale. In questo senso penso sia stato molto importante aver percepito da tutti l’esigenza di un cambiamento, chiunque ha riconosciuto la necessità di fare un passo avanti. Non sempre fare in fretta vuol dire far peggio o non ascoltare le proposte degli altri. Anzi, posso dire che abbiamo riscontrato un clima molto positivo e ci siano tutte le premesse per poter fare qualcosa di veramente buono.
 
Giovanni Rodriquez

11 novembre 2016
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Allegati:

Il testo dell’emendamento Pd sulla formazione in medicina generale

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