lunedì , novembre 12 2018
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Il picco dell’influenza è arrivato in anticipo Migliaia di cesenati a letto …

di ELIDE GIORDANI

A GIUDICARE dal grido di dolore che ha sommerso i social network e dai certificati di malattia che hanno lasciato sguarniti tanti posti di lavoro quest’anno l’influenza ha colpito duro anche nella nostra realtà. Febbre, malessere generale, nausea, problemi alle vie respiratorie e la classica sensazione delle «ossa rotte» ha guastato le feste di molti cesenati. Quanti? Impossibile conteggiare il dato esatto. Quel che appare certo da indicatori sanitari è che il picco influenzalequest’anno si è presentato in anticipo. Sul fronte di sbarramento medici di base, farmacisti, pediatri e ospedali, pronti ad arginare nasi che colano e febbroni da cavallo. Ma, stando alle informazione dell’Ausl, nessuno è finito al pronto soccorso per le pericolose complicanze che l’influenza può portare con sé in caso di soggetti fragili come gli anziani, gli ammalati cronici e i bambini piccoli. «Tuttavia – dice la dottoressa Marina Amadori, medico di direzione ospedaliera del Bufalini – è difficile stabilire se le numerose persone che sono giunte ultimamente al pronto soccorso con problematiche croniche legate alle vie respiratorie non abbiano visto aggravare la propria situazione anche perché colpite dall’influenza. E’ molto probabile che l’incremento di accessi giornalieri nei dieci giorni antecedenti le feste contenga questa anticipazione di epidemia influenzale che negli anni passati era più spostata verso gennaio e febbraio. Vedremo come evolve la situazione nella prima quindicina di gennaio».

LA PERCEZIONE di un picco anticipato la testimonia anche il dottor Fabrizio Domeniconi, medico di base che presidia la zona di via Savio e di San Carlo: «Quello con l’influenza è un appuntamento solitamente atteso dopo Natale, da metà gennaio in avanti, ma direi che ci siamo in pieno già ora. Mi sembra un virus con manifestazioni cliniche leggermente più intense del solito ma i sintomi sono quelli usuali, ossia male alle ossa, mal di testa, affezioni delle vie respiratorie, tosse. Le prescrizioni sono le solite, aspirina, mucolitici, farmaci antipiretici e, nei casi di complicazioni a livello broncopolmonare, anche antibiotici». Molti ammalati tuttavia non si sono rivolti al medico di base, si sono autodiagnosticati l’influenza e sono andati direttamente in farmacia. «Il vero picco – dice il dottor Alessandro Malossi dell’omonima farmacia di Corso Sozzi – l’abbiamo registrato nella notte tra l’1 e il 2 gennaio e le cause appaiono evidenti: nella notte di Capodanno la temperatura è andata sotto lo zero e tanta gente ha preso freddo stando all’aperto. Poi il contagio ha fatto il resto. I sintomi più comuni denunciati hanno coinvolto il sistema gastrico e intestinale, poi tanta tosse. In sintesi, comunque, possiamo dire che quest’anno l’incidenza è stata maggiore rispetto all’anno scorso in cui l’influenza ci aveva graziato. Nulla di nuovo, notiamo che di solito l’aggressività del virus influenzale ha una ciclicità biennale. C’è da scommettere che il prossimo anno vedremo un’incidenza meno elevata». Cosa consiglia il farmacista? «Antipiretici, fluidificanti e zero antibiotici. E poi stare a casa al caldo».

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