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Il soccorso disperato di due medici per strappare Samuele alla morte

EMPOLI. Due medici, un defibrillatore, decine di occhi increduli di fronte a quel ragazzo disteso per terra, nello spogliatoio. Passano pochi minuti e la speranza viene travolta dalla disperazione. Il cuore di Samuele Cianci, smette di battere per sempre. Centro sportivo di Monteboro. Sono passate da poco le 22 di lunedì 9 maggio e il ventenne empolese è rientrato nello spogliatoio dopo la solita partita di calcetto con gli amici. Si accascia al suolo, improvvisamente, privo di sensi. I ragazzi, che capiscono subito la gravità della situazione, escono a chiedere aiuto. Nell’altro campo è in corso una partita di calcio amatoriale Uisp, valida per la coppa di Lega: «C’è bisogno di un medico, correte», gridano dal cancello. Il guardalinee è Sergio Cacialli, responsabile di ortopedia alla clinica Leonardo di Sovigliana. E in campo, con la maglia del Corniola Emmetex (contro il Boccaccio, la partita è stata sospesa e poi rinviata), c’è Andrea Grassi, laureato in medicina, specializzando a Siena. 


Empoli, Samuele Cianci era appena rientrato negli spogliatoi: s’è accasciato al suolo colto da un malore. Vani i soccorsi

La disperazione della mamma di Samuele davanti agli spogliatoi di Monteboro (Foto Agenzia Carlo Sestini)

E anche l’ambulanza è arrivata rapidamente, ma non c’è stato niente da fare: «Non ho chiuso occhio per tutta la notte – confessa Sergio – e anche se faccio questa professione da 39 anni e ho lavorato anche in pronto soccorso, questa tragedia mi ha colpito profondamente, anche perché sono padre di due figli e mi sono messo nei panni dei genitori». Daniele e Paola sono stati raggiunti dalla telefonata maledetta mentre erano al ristorante per festeggiare il loro 30° anniversario di matrimonio: «Proprio ieri (domenica 8 maggio), dopo tanto tempo, avevamo pranzato tutti insieme per la festa della mamma», ripeteva il padre sotto-choc, lunedì sera davanti allo spogliatoio dell’impianto di Monteboro, teatro di tante serate trascorse in allegria da Samuele. Che aveva anche un’altra “casa” del cuore, legata al pallone, a Santa Maria. Martedì mattina era un silenzio assordante quello che avvolgeva il campo sportivo.

La casa della famiglia Cianci in via Carraia a Empoli (Foto Agenzia Carlo Sestini)

Batte forte il sole su quell’erba sintetica dove “Ciancino” – come lo chiamavano gli amici – coltivava la sua grande passione per il pallone, proprio a poche decine di metri dal distributore di benzina dei genitori. Quello era il suo piccolo mondo, un mondo che si è sbriciolato in mille pezzi, all’improvviso, in una serata d’inizio maggio, dopo una banale partita di calcetto. Negli uffici, a rimettere a posto alcune carte c’è il presidente del sodalizio gialloblù, Giuseppe Pignatello, che con le lacrime agli occhi e le mani a coprirsi la faccia cerca di trovare una spiegazione a quello che è successo. Samuele, che amava il calcio ed era tifosissimo dell’Empoli, aveva iniziato a giocare in quel campetto da quando aveva 6 anni e in quegli spogliatoi ha lasciato un ricordo indelebile. «Ancora non riesco a crederci – racconta Pignatello con un filo di voce – . Conosco lui e la sua famiglia da tanti anni. Era un ragazzo d’oro, sempre corretto, mai una parola fuori posto. Ci mancherà davvero tanto». 

Anche per questa stagione aveva effettuato regolarmente la visita medico-sportiva che sarebbe scaduta ad ottobre 2016 e risultava perfettamente in regola. «Non aveva mai avuto problemi sotto questo punto di vista – dice ancora Giuseppe – era un ragazzo sano, ma soprattutto allegro ed educato». Era un centrocampista, di quelli che quando sono in giornata non riesci mai a prenderli. Lo sa bene Valis Bagnoli, fondatore ed ex presidente del Santa Maria, che riguarda le foto e i vecchi cartellini di Samuele. «Lo abbiamo visto crescere – racconta mentre guarda uno dei primi tesserini firmati da Samuele, con appiccicata la foto di quando ancora era un bambino – . Non ci sono parole per descrivere quello che stiamo provando in questo momento, siamo distrutti». E poi i ricordi di vittorie (tante), delle sconfitte, di quel torneo in Francia in cui Samu e i suoi compagni si divertirono come pazzi. Del torneo dell’oratorio di Sant’Andrea in cui era stato premiato come calciatore più sportivo. Adesso restano solo i racconti, ma in quel campo, quel centrocampista intraprendente continuerà a correre per sempre. Anche per questo martedì 10 maggio sera, prima dell’inizio delle partite dei tornei è stato effettuato un minuto di raccoglimento e i calciatori del Santa Maria hanno indossato il lutto al braccio. 

Il distributore della famiglia Cianci a Santa Maria (Foto Agenzia Carlo Sestini)

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