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Il sogno zurighese

Il sogno zurighese

Madre dei dadaisti, casa di filosofi e rifugio di scrittori del calibro di James Joyce, Zurigo è molto di più delle sue banche… «È una città vibrante, visionaria, internazionale e catalizzatrice di spiriti liberi. Un luogo, splendido anche a livello estetico, che ti permette di realizzare i tuoi sogni!». Sono le parole di Lucia Filippone, una bella e vivace trentenne ticinese che vi abita a da cinque anni.
«Ho sempre amato Zurigo, dove mia mamma è nata e cresciuta: forse è un amore “genetico?!”» dice riempiendo l’ambiente della sua calda risata. Questa passione innata sicuramente facilita il suo lavoro come area manager per Zurigo Turismo, una professione che la porta a girare il globo per promuovere la destinazione turistica.

Promuovere Zurigo nel mondo

La strada che porta Lucia a Zurigo è fitta di svolte luminose. Include un periodo di vita a Berlino e gli studi alla scuola di turismo di Bellinzona (Ssat). «Il secondo anno alla Ssat prevedeva uno stage che, da persona pazza per l’aviazione, ho deciso di intraprendere all’aeroporto di Zürich-Kloten – ricorda –; finita la scuola la voglia di trasferirmi qua era grande ma la ricerca di lavoro non ebbe molto successo».
Dinamica e intraprendente, Lucia ne approfitta per andare in Olanda a fare un Bachelor in Business Admistration alla Stenden University di Leeuwarden. Il rientro segna l’inizio della conquista zurighese. Dopo qualche anno di gavetta nel settore alberghiero e turistico, ha la chance di candidarsi a Zurigo Turismo come area manager. E stavolta: «Funziona! Mi prendono. Oggi sono area manager per Italia, Regno Unito e Russia».
Il suo lavoro consiste nel promuove- re la città nei suoi tre mercati; un compito non facile ma avvincente, ogni lunedì è diverso e la noia non esiste. «Di questo lavoro amo la componente del viaggio, la possibilità di conoscere persone molto interessanti e di far parte di progetti dove posso mettere in gioco la mia creatività».
Poco a poco, impara ad adattarsi a circostanze sempre diverse. Le differenze culturali si possono notare nel modo di fare business, nel modo di parlare, nei gesti, negli interessi, negli usi e costumi. «I russi sono molto simili agli italiani del Sud, e lo dico con la mia parte di cuore della Basilicata, calorosi e accoglienti. Sono freddi solo al primo sguardo, ma una volta che ti conoscono si sciolgono – spiega –. Gli italiani sono i tuoi migliori amici se parli in italiano, se parli in inglese molto meno. Gli inglesi sono dei signori, se ti sfiorano in metropolitana si scusano subito e se fai un bel sorriso trovi qualcuno che ti porta la valigia sulla rampa delle scale».
Ma anche tra Lugano e Zurigo qualche differenza c’è… «Nonostante l’amore per Zurigo, le abitudini ticinesi-italiane fanno fatica ad andarsene. Spesso vengo ripresa in ufficio per il mio volume di voce, per il mio temperamento mentre gioco a calcetto o per i miei cori da stadio quando la Svizzera segnava un gol ai mondiali. Sono però poi tutti felici quando organizzo un aperitivo».

A misura d’uomo

Zurigo oggi? È una città grande ma piccola allo stesso tempo, tanto tradizionale quanto innovativa, rassicurante e al contempo eccitante. «Grande perché offre tutto ciò di cui si ha bisogno ma abbastanza piccola da essere percorribile in bicicletta».
È una città che tiene alle tradizioni ma allo stesso tempo è ricca di start-up che permettono a giovani visionari di rendere i loro sogni realtà. «È anche molto attenta all’ecosostenibilità: la maggior parte delle persone si sposta con i mezzi pubblici o in bicicletta e la tendenza è la riduzione degli sprechi. Zurigo ambisce a diventare una società a 2000 Watt, senza rinunciare all’alta qualità di vita».

Testa alta e cuore forte

«Viaggiare, come donna, vuol dire libertà e forza. Vuol dire combattere gli stereotipi di una donna che dipende sempre da qualcuno. Lo considero una fortu- na!». L’ottimismo e l’allegria con cui affronta la vita sono contagiosi, il suo leitmotiv è “mantieni la testa alta, mantieni il cuore forte”… «Ogni giorno mi impegno a rendere questa vita speciale. Cerco il bello nelle cose più semplici. Provo ad agire col cuore ed essere empatica con chi mi sta attorno. Spesso agisco d’istinto e faccio scelte un po’ pazze, aggiudicandomi in casa il titolo di tornado».
Lo sport, le fughe con il surf e lo yoga, così come i momenti con gli amici e la famiglia sono ciò che la rilassa e ricarica. Lucia è una donna forte, apprezza la vita urbana ma ama più di tutto il mare e, segretamente, sogna: «una casa sulla spiaggia, una tavola da surf e un cane: chiedo troppo?». Tra dieci anni come si vede? «Felice!».

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