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Il Venezuela di Guaidò: una terra di persone che muoiono di fame

Il Venezuela di Guaidò: una terra di persone che muoiono di fame

13/02/2019, 15:46

Pochi giorni fa, in un altro editoriale, ho parlato della storia del Venezuela, per spiegare quanto siano false le informazioni che vengono diffuse dai mass media su quel Paese. Ma c’è un’altra menzogna a cui non ho ancora accennato: Juan Guaidò. 

Chi è Guaidò? Da dove viene? Qual è la sua storia? C’è una cosa che mi ha colpito: ogni volta che un politico emerge da qualche parte nel mondo, i gornali si dannano per stenderne una biografia; a volte condita con dei pettegolezzi, a volte senza. Questa è la prima volta che noto la completa assenza di qualsiasi informazione biografica. Chi è Guaidò? Dove è nato? Da che tipo di famiglia viene? Che ha fatto prima di diventare Presidente dell’Assemblea Nazionale, cioè il Parlamento venezuelano? Se vado a guardare su Wikipedia, trovo che è nato nel 1983 e che nel 2009 è stato tra i fondatori del partito Volontà Popolare. Ma aveva 26 anni allora. E prima? Politicamente cosa faceva? Certo, si è diplomato nel 2000 e laureato nel 2007. Ma nessuno crea un politico dall’oggi al domani. Tutte domande a cui non trovo alcuna risposta. Sembra che i giornali se ne disinteressino totalmente. 

Cercando su Internet ho trovato alcune notizie. Molte non sono in grado di confermarle, come il fatto che sia stato in Serbia per un anno con una formazione di estrema destra. Ma sono riuscito a confermare due circostanze. La prima è che è stato negli Usa per almeno due anni, durante gli studi universitari. Cosa che di per sè non significa nulla, perchè molti figli di famiglie ricche del Sud America svolgono negli Usa una parte dei loro studi. La seconda è che dopo il diploma faceva parte di una organizzazione venezuelana nota per aver ucciso centinaia di persone, quando era presidente Chavez. Il sistema era sempre lo stesso: creavano una barricata in mezzo alla strada di una zona periferica della città e obbligavano tutte le auto a fermarsi per controllare chi c’era dentro. Se qualcosa andava storto, uccidevano le persone. Centinaia di persone vennero uccise e tra loro decine di sostenitori di Chavez. Naturalmente non ho nessuna certezza che Guaidò facesse parte di uno dei commandos, Però resta una scelta di campo interessante. 

E lo stesso partito “Volontà Popolare” di cui Guaidò fa parte, anche se su Wikipedia viene definito “progressista, socialdemocratico e liberale”, in realtà è considerato uno dei partiti più estremisti e violenti del Venezuela. Queste informazioni che ho finora elencato, prese singolarmente, possono anche non dire niente. Ma vanno messe insieme e bisogna ragionarci su. E aggiungerci qualcosa di contorno. Come per esempio il fatto che la pagina di Guaidò in lingua spagnola (la lingua parlata in Venezuela) è stata modificata 37 volte lo scorso 23 gennaio, giorno in cui si è autoproclamato Presidente. Praticamente, la pagina è stata completamente rifatta quel giorno. Si vede che c’era l’interesse a renderlo più accettabile da parte dei lettori. 

Poi è interessante aggiungere ciò che ha fatto o promesso di fare. innanzitutto: quanti sanno che lui non doveva essere Presidente dell’Assemblea Nazionale? Doveva essere nominato il capo del suo partito, Leopoldo Lopez, che però attualmente è in galera. Anche il vice di Lopez è indagato per altri reati. Per cui si è deciso di puntare a sporpresa su Guaidò. Infatti, c’è anche un’altra questione da chiarire. Come mai Guaidò è diventato presidente solo il 5 gennaio mentre l’Assemblea nazionale è stata votata già da anni ed è stata soppiantata dall’Assemblea Nazionale Costituente dopo il tentativo di colpo di Stato del 2017? Succede perchè i quattro partiti di opposizione, quando ancora andavano d’accordo, hanno deciso per una presidenza a rotazione, di 6 mesi. E questa volta è toccata a Guaidò. Quindi una prima domanda si impone: ha deciso da solo di forzare la mano oppure è una mossa concordata?

Poi c’è da notare il fatto che due giorni prima dell’autoproclamazione di Juan Guaidò a Presidente del Venezuela, su Youtube venne diffuso un video del vice presidente Usa Mike Pence, in cui incitava il popolo venezuelano a rivoltarsi, assicurando l’appoggio degli Usa. Solo un caso? Oppure un segnale? Perchè in effetti l’appoggio degli Usa è arrivato. Insieme a quello di tutti i Paesi legati agli Usa: Canada, quasi tutti i Paesi del Sudamerica, sette dei 27 Paesi della Ue (contrariamente a quello che dicono i giornali, la posizione dell’Italia sul Venezuela non è una eccezione). Inoltre si leggono interessanti notizie sui giornali esteri (in Italia raramente ne parlano): il fatto che Guaidò abbia nominato persone destinate a sostituire il Cda delle due società petrolifere nazionali; il fatto che abbia promesso ad una società statunitense il 51% delle azioni delle suddette società petrolifere, nell’ambito del suo programma di privatizzazione; che abbia inviato una lettera alla Bank of England, dicendo loro di tenere a sua disposizione le riserve aurtee (pari a 1,3 miliardi di dollari) della Banca centrale venezuelana. E solo per fare qualche esempio. 

E a proposito del programma annunciato da Guaidò, è interessante soffermarsi un attimo su di esso. Infatti, oltre alla privatizzazione di tutte le aziende pubbliche, il programma prevede anche di rilanciare l’economia attraverso aiuti pubblici alle grandi aziende e la richiesta di un prestito al Fondo Monetario Internazionaleper stabilizzare la moneta nazionakle, il bolivar. Ma cosa succede quando uno chiede un prestito al Fmi? Che per ricevere i soldi bisogna applicare alcune imposizioni: ridurre gli stipendi dei lavoratori e tagliare il welfare. Confrontiamo questo con il programma attuato da Hugo Chavez e che Maduro ha cercato di proseguire: Chavez ha nazionalizzato le aziende petrolifere; ha aumentato il welfare costruendo scuole, ospedali, acquedotti (nessuno dice che parte della popolazione venezuelana fino al 1999 non aveva a disposizione neanche l’acqua corrente), ecc.; introduzione del minimo salariale e delle pensioni; sottrazione di parte delle terre ai latifondisti per darle ai contadini. Facciamo un confrointo: il progetto di Guaidò è quello di portare il Venezuela esattamente a quello che era nel 1999. Cioè quando era un Paese dove il 5% della popolazione (forse) disponeva di ricchezze immense e il restante 95% moriva di fame, al punto che arrivavano aiuti umanitari dall’Onu; e in caso di emergenza, arrivavano medici da Cuba per aiutare la popolazione, dato che i medici delle cliniche private non si scomodavano per così poco. 

Ma a chi conviene il programma di Guaidò? Ovviamente ai ricchi del Venezuela: grandi proprietari terrieri, industriali, ecc. Ma anche alla media borghesia straniera (italiani compresi) che così potranno tornare a sfruttare i lavoratori venezuelani senza più quegli obblighi di legge sugli orari massimi di lavoro e sugli stipendi minimi da rispettare. E conviene anche agli Usa che potranno tornare ad estrarre il petrolio del Venezuela senza alcun obbligo verso il Paese fornitore. Mentre a pagare il prezzo saranno i cittadini venezuelani. Già adesso stanno pagando un caro prezzo, per quello che i sostenitori di Guaidò stanno facendo. Infatti negli ultimi anni tutta la produzione alimentare del Paese (che è sufficiente per far vivere bene l’intero Venezuela) viene esportata negli Usa. Che non ne hanno bisogno (il Venezuela non ha produzioni tipiche di prima necessità) ma li acquistano a prezzo di costo o anche meno solo per affamare i venezuelani e costringere il presidente Maduro ad utilizzare le scarse risorse di valuta forte per acquistare grandi quantità di grano, latte ed altri prodotti necessari per dare alla maggior parte dei venezuelani un minimo di cibo per sopravvivere. Perchè questa è la ragione del fatto che i venezuelani hanno i supermercati vuoti. Garantito che se questo colpo di Stato andrà in porto, per tre mesi i supermerctai saranno pieni di nuovo. Poi il 95% della popolazione venezuelana non avrà i soldi per comprare nulla e quindi non gliene importerà più niente di cosa c’è o non c’è nei supermercati, perchè non avranno i soldi per entrarci a comprare qualcosa di più costoso di un pezzo di pane. 

Se siete arrivati fin qui, vi faccio un’ultima domanda in chiusura: quante di queste cose le avete lette sui giornali o le ha dette la Tv? Eppure sia le Tv che i grandi giornali hanno i mezzi per mandare addirittura inviati sul posto, persone che possono riferire questi dati anche con più precisione di quanto faccia io. Perchè non lo fanno? Perchè continuano a parlare di un Maduro dittatore e di un Guaidò da santificare perchè sta facendo un colpo di Stato? Perchè raccontano la balla che Guaidò ha il diritto di autonominarsi Presidente ad interim? Perchè anche questa è una balla. E’ vero che l’articolo 233 della Costituzione venezuelana prevede che il Presidente dell’Assemblea Nazionale subentra al posto del Presidente della Repubblica in caso di impossibilità di quest’ultimo. Ma vale per i casi di morte, di grave malattia, di rapimento. Cioè quei casi in cui il Presidente non può esercitare il suo potere. Ma Maduro è nel pieno delle sue funzioni: è stato rieletto nel maggio 2017, con una elezione che gli osservatori internazionali (a parte quelli statunitensi) hanno definito regolare. Il fatto che Guaidò dica che le elezioni non sono state regolari e che quindi lui assume il potere non è che sono il massimo della motivazione. Sarebbe come se domani la Casellati dicesse: “Da oggi sono io il Presidente della Repubblica perchè ho deciso che l’elezione di Mattarella non è stata regolare”. Non credo che giuridicamente siano in molti a sostenere tale pretesa. 

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