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In Manovra tagli alle pensioni d'oro, paletti per le assunzioni nella P.a. "saldo e stralcio" delle cartelle

In Manovra tagli alle pensioni d’oro, paletti per le assunzioni nella P.a. "saldo e stralcio" delle cartelle

Assunzioni P.a., si cambia ancora: ci sono paletti – Sono stati stralciati i commi del maxiemendamento che prorogano le graduatorie per le assunzioni nelle pubbliche amministrazioni. Il governo lo ha annunciato in commissione al Senato, spiegando che queste misure “non sono compatibili” con altre previste sempre dal testo e che salvaguardano, prorogandole, le vecchie graduatorie ma fissando alcuni paletti. Per le più vecchie, quelle dal 2010 al 2013, bisognerà partecipare a corsi di formazione e fare colloqui. Diversificate le scadenze temporali per gli anni successivi.

Appalti senza gara, passa la doppia soglia – Passa la doppia soglia per gli affidamenti degli appalti senza gara. Si prevede che per l’anno 2019, “nelle more di una complessiva revisione del codice degli appalti”, la Pubblica amministrazione potrà affidare lavori senza gara d’appalto nelle opere di importo compreso tra 40mila e 150mila euro. Tra i 150mila e i 350mila euro, sarà invece possibile procedere “previa consultazione di tre o più operatori economici”.

Maxi-tagli agli investimenti: 5 mld in meno in tre anni (ma il governo smentisce) – Il valore del fondo per gli investimenti scende dai precedenti 9 miliardi in tre anni a 3,6 miliardi nel triennio. Nel 2019 il fondo istituito presso il ministero dell’Economia ammonta dunque a 740 milioni di euro (contro i 2.750 della versione originaria), nel 2020 passa a 1.260 milioni (da 3.000 milioni) e nel 2021 a 1.600 (da 3.300). In totale il taglio è di 5,4 miliardi. Secondo fonti di Palazzo Chigi, però, non c’è “nessun taglio agli investimenti. Nel passaggio al Senato, le risorse destinate nel prossimo triennio agli investimenti restano invariate, per un valore complessivo di circa 15 miliardi“.

“Saldo e stralcio” costa 5 miliardi in 5 anni – Il “saldo e stralcio” delle cartelle per chi è in difficoltà economica porterà alle casse dello Stato 38 milioni nel 2019 e nel 2020. Dal 2021, però, il costo per l’Erario sarà maggiore rispetto all’incasso previsto: 8 milioni nel 2021, 276 milioni nel 2022 e 276 milioni nel 2023. In totale: 487 milioni di costi in cinque anni. E’ quanto emerge da un’analisi dell’agenzia Ansa sulle tabelle della relazione tecnica allegata alla Manovra che stima l’effetto della nuova misura anche sulla rottamazione ter, operazione prevista dal decreto fiscale a cui sarà ora sottratto gettito. L’impatto è calcolato sul “saldo e stralcio” di ruoli erariali, di contributi previdenziali Inps e delle casse di previdenza.

Pensioni più alte, confermato il taglio – Viene confermato il taglio alle pensioni più alte che da “oro” vengono ribattezzate “di platino”. Il prelievo di solidarietà, per cinque anni, riguarderà gli assegni superiori a 100mila euro e sarà pari al 15% per la parte eccedente fino a 130mila euro, al 25% per la parte eccedente dai 130mila ai 200mila, al 30% per dai 200mila fino ai 350mila, al 35% fra i 350mila fino a 500mila e al 40% oltre i 500mila.

“Saldo e stralcio” delle cartelle per chi è in difficoltà – Arriva il “saldo e stralcio” delle cartelle tra 2000 e 2017 per chi è in “difficoltà economica” con Isee entro i 20mila euro. Il maxiemendamento prevede l’estinzione dei debiti per omessi versamenti di tasse e contributi pagando il 16% con Isee non superiore a 8.500 euro, il 20% con Isee fino a 12.500 euro e il 35% con Isee fino a 20mila euro. Il debito può essere pagato senza sanzioni e interessi, in un’unica soluzione, entro il 30 novembre del 2019 oppure in 5 rate con importi diversi rispetto alla prima versione.

Sgravio Imu sui capannoni resta al 40% – Niente da fare per l’ulteriore aumento della deducibilità dell’Imu sui capannoni. Nonostante gli annunci del ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, e l’emendamento M5s alla Manovra presentato in commissione Bilancio del Senato, lo sconto resta al 40% (dal precedente 20%) e non sale al 50%.

Stralciata la norma per gli Ncc, “manca la copertura” – Viene stralciata dalla Manovra, in quanto priva di coperture, la norma che riguarda gli Ncc (noleggio auto con conducente). Lo annuncia il sottosegretario Massimo Garavaglia in commissione al Senato: “Da un’analisi sul comma 160bis, il governo ha fatto una valutazione: potrebbe comportare costi aggiuntivi e quindi una scopertura. Per questi motivi il governo ne chiede uno stralcio. Rivedremo il tema successivamente”.

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