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In tanti alla Trans Freedom March di Torino. Falanga: «La questione ...

In tanti alla Trans Freedom March di Torino. Falanga: «La questione …

È partita alla 17:00, dalla suggestiva piazza Vittorio Veneto di Torino, la Trans Freedom March che, attraversando il centro città tra bandiere arcobaleno, musiche e striscioni, chiede maggiore attenzione verso le persone transessuali, la cui dignità è troppo spesso negata nel nostro Paese. 

In prima fila anche la sindaca Chiara Appendino, già protagonista nella giornata di venerdì 16 di un importante intervento durante l’evento d’apertura del Congresso Nazionale di Arcigay. 

Daniela Lourdes Falanga, delegata di Arcigay Napoli per le politiche Trans non ha dubbi circa la rilevanza di questa manifestazione di piazza: “La Trans Freedom March è determinante per focalizzare l’attenzione sul piano nazionale circa la questione irrisolta delle persone transgender, che ancora si vedono irriconosciute nelle loro necessità e nelle peculiarità dei loro corpi e si trovano nel vuoto normativo da cui consegue una terribile castrazione sociale. Un handicap questo che bisogna abbattere assolutamente e di cui l Italia deve urgentemente prendersi carico”

“In questo momento storico e politico la Trans Freedom March è importantissima – dichiara Sandeh Veet creatrice della manifestazione –  perché rimarca l’urgenza di essere al fianco di tutte le persone transessuali e, in generale, di tutte le donne che subiscono violenza da mariti e fidanzati. Bisogna essere accanto a tutto il mondo femminile e marcire insieme per un mondo migliore”

Presente alla kermesse anche l’assessore Comunale alle Pari Opportunità e alle Famiglie Marco Giusta. 

“La Trans Freedom March è importante perché ci ricorda il lavoro che dobbiamo continuare a svolgere sia relativamente alla diffusione di cultura, conoscenza e formazione, nelle scuole con docenti e studenti, sia relativamente alle politiche funzionali all’inclusione nel mondo del lavoro di tutte quelle individualità che vivono situazioni di marginalità sociale e di stigma”.

Nella folla colorata della marcia, abbiamo incontrato lo scrittore Ariase Barretta, il cui ultimo lavoro, Living Fleshlight, pubblicato da Meridiano Zero, è un romanzo distopico sulla reificazione del corpo femminile. 

“In queste occasioni bisogna esserci sempre – afferma sicuro Barretta – per manifestare contro ogni razzismo, contro i fascismi di questo nuovo medioevo del pensiero per la riaffermazione delle identità libere ed erranti e della più totale autodeterminazione del corpo”.

Durante la marcia, un gruppo di attiviste trans, scambiandosi una candela, ha evocato i nomi delle vittime di odio transfobico e Daniela Lourdes Falanga, dopo aver ringraziato Sandeh Veet e Monica Marchi, fautrici del corteo, ha sottolineato l’importanza di un evento che rende le persone transessuali protagoniste dell’azione politica del Paese, liberandole dallo stigma riservato a chi, fino ad ieri, era considerato alla stregua di un fenomeno.

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