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La bella Italia delle ferrovie secondarie – La Stampa

Le ferrovie secondarie costituiscono un patrimonio da valorizzare per una forma di turismo in crescita. Anche l’Italia se ne è finalmente accorta come dimostrano la nascita della Fondazione FS Italiane, datata 6 marzo 2013 e il disegno di legge ancora in discussione in Parlamento.Il fenomeno della valorizzazione delle ferrovie secondarie, abbinato spesso al restauro di locomotive e convogli del passato, è nato in Inghilterra nel 1950. Oggi, oltre Manica,sono un centinaio le linee preservate per il turismo e circa 2000 le locomotive storiche funzionanti. Da noi i percorsi sono una ventina e sfiorano i 200 pezzi i mezzi storici restaurati. Fra gli ultimi il famoso Settebello, il Freccia Rossa degli anni Cinquanta. 

 

Come ogni attività in fase di sviluppo, anche quella della valorizzazione delle linee secondarie di grande fascino, ha bisogno di guide competenti e informate.A questa categoria appartiene un elegante volume illustrato appena uscito (Diego Vaschetto “Le più belle ferrovie secondarie d’Italia – Il Centro-Nord”, Edizioni del Capricorno, euro 29 ). L’autore, laureato in scienze geologiche,è un eccellente fotografo e ha scritto numerosi libri sui percorsi meno noti del nostro turismo. Nel settore ferroviario ha già pubblicato per lo stesso editore “Treni di montagna- Le più belle ferrovie delle Alpi”. 

 

Dalle pagine del nuovo libro si scopre che, nonostante i numerosi tagli apportati, la regione più dotata di percorsi ferroviari particolarmente attraenti è il Piemonte,con linee che si sviluppano nelle confinanti Liguria e Lombardia e nella vicina Francia. Una delle più spettacolari linee di montagna del mondo è ad esempio la Cuneo-Nizza, con un ramo per Ventimiglia.Percorrendo la Valle del Roya si incontrano paesaggi di rara bellezza. Nella tratta Cuneo-Ventimiglia si affrontano 83 gallerie e una trentina di ponti e arditi viadotti. È a Breil-sur-Roya che la linea si divide in due, quella italiana che scende verso Ventimiglia e la francese che raggiunge Nizza. L’orario attualmente in vigore prevede 5 collegamenti al giorno fra Cuneo e Nizza e viceversa. Le percorrenze variano da 5 ore e 58 minuti a 3 ore e un quarto con un solo cambio di treno e una tariffa di 16,36 euro. 

 

E’ attiva come regolare servizio di linea anche la Ivrea-Aosta, che fine allo scorso anno prevedeva il proseguimento fino a Prè-Saint-Didier, attualmente sospeso. I treni corrono lungo la Dora Baltea nello strepitoso scenario della Valle d’Aosta.Fra le ferrovie secondarie ancora operative sono ricordate la Torino-Ceres, che oggi fa parte del servizio metropolitano del capoluogo piemontese e la Torino-Savona, una delle più antiche del paese, essendo stata inaugurata nel 1874. E ancora la Asti-Genova, fra le più ricche di bei paesaggi, considerando l’attraversamento del Monferrato e dell’Ovadese. E infine la Novara-Pino, che raggiunge il confine svizzero costeggiando il Lago Maggiore. 

 

Scendendo verso il Centro Italia il libro di Diego Vaschetto racconta la Porretana (Bologna-Pistoia), la Garfagnana (Aulla-Lucca) e la Terni-Rieti-L’Aquila-Sulmona. Per poi illustrare itinerari ormai riservati solo ai treni storici, come la Novara-Varallo Sesia, la linea della toscana Val d’Orcia e la Sulmona- Roccaraso-Isernia, la famosa Transiberiana Italiana come la definiscono le promozioni turistiche.Sono infine ricordati percorsi ormai senza più binari,soprattutto ciclabili come la Sestri Levante-Levanto nella magia delle Cinque Terre e la Spoleto-Norcia che era definita la Gottardo dell’Umbria. 

 

Ora c’è da sperare in una definitiva inversione di tendenza nell’opera di eliminazione delle linee secondarie, che ha visto sparire in Italia nell’ultimo mezzo secolo tantissimi percorsi ferroviari secondari utili al turismo. 


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