giovedì , febbraio 21 2019
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La chiamata dell'ascoltatore

La chiamata dell’ascoltatore

Ecco a voi, cari lettori, un ritaglio, soggettivo e viziato da opinioni personali, della realtà.

Sembra che il Papa si sia alzato molto ispirato e, andando a prendere un volo per Il Salvador (o qualunque altro paese povero che non sia l’Argentina, ancora non tanto povera da meritare una sua visita da quando è stato insediato) dichiarò qualcosa come “il sesso è qualcosa di divino, non bisogna negarlo ma educare”. Sul aborto: Dio tutto perdona.

Sarà senza tempo e tre in uno, ma mi pare di capire che l’onnipotente stia invecchiando. I figli se ne stanno andando, anche i nipoti, e gli arriva la sindrome del nido vuoto. E che nido. T’immagini l’angoscia tra quei marmi ammutoliti. E così ha riflettuto, si è ammorbidito. Andate, compratevi una coca cola, portate a dormire la findanzata, il fidanzato, prendete il vino, quello che volete, ma non ve ne andate via tutti. 

E così il tormentone delle radio la mattina fu “educazione sessuale nelle scuole: sì o no?”

Il livello delle discussioni radiofoniche del mattino, anche nelle radio più serie storicamente, no raggiunge nessun livello: scava. Il dibattito è un braccio di ferro tra “io penso che” e “ai miei tempi”.

Dato lo sforzo che ho dovuto compiere per non chiudere gli occhi mentre guidavo (divieto che non hanno acora messo nero su bianco, ma arriverà) lascai la bocca aperta e sbavai sulle mie gambe (anche questo ancora permesso, finche qualcuno non intuisca che può essere piacevole, e verrà vietato e sanzionato). Non sazi, introducono la chiamata dell’ascoltatore. L’ascoltatore ti fa una mostra rappresentativa del clima intellettivo popolare. Ingiustamente, perché per ogni tonto che chiama forse ce ne sono altri quindici che ragionano più articolatamente e non sentono la radio. Questo chiama, con la sua camicia ben stirata seduto sulla panca alta davanti alla cassa della sua pasticceria, per dire che lui ha da tantiiiisimi anni, la pasticceria, e allora (dove sia la correlazione, non lo sappiamo) voleva dire che questa cosa dell’educazione sessuale nelle scuole è una stupidaggine, una cosa inutile e innecesaria e inutile (testuale, magari erano i nervi). Lui, invece, propone che insegnino nutrizione. QUELLO dovrebbero insegnare. Perché i bambini di oggi non sanno cosa mangiano, lui lo vede tutto il tempo questo, nella sua pasticceria.

Immagino i bambini che entrano e mentre mangiano un pasticcino con sopra la fragola la guardano straniti, diffidenti, chiedendo con gli occhi strabuzzati: cos’è questo? Altri, i più fragili e timorosi, urlano terrorizzati: mamma! mamma! che cos’è questa roba che mi si appiccica sulle dita! Figlio, calma amore mio – dice la mamma – è solo lo sciroppo di zucchero che ricopre il dolcetto, non aver paura.

Ma il giornalista ci informa che questo non è possibile, perche il problema sta a moooonte. Sono i genitori di oggi,  signori miei, che non sanno cosa  mangiano (ai suoi tempi questo non succedeva) e non sanno niente di nutrizione, e certo, pigri e ignoranti comprano tutto già pronto, già fatto, facile facile, scatoletta e via. Cosa ti aspetti, allora, che sappiano i marmocchi. 

La giornalista, tentando di mediare, dice al pasticciere, che aveva davanti due signore che aspettavano il resto, che la sua proposta non escludeva la proposta del sommo pontefice, che si potevano veicolare tutte e due ricavando un duplice beneficio. Il pasticciere fecce cadere per terra tutte le monete. Il giornalista traduce: dice la mia collega che una cosa non toglie l’altra. Ah! Se non parlate chiaro… Comunque sì, la toglie – prosegue – chi se ne importa? I  ragazzi sanno già tutto con l’internet, basta scrivere gattine o qualcosa così e viene fuori tutto quello che c’è da sapere. 

E lì venne allo scoperto la nuda e cruda solitudine del pasticciere cieco.

Il tonno non nasce in scatola, i polli non nascono disossati, il grano non si raccoglie caldo con forma di pizza, e il sesso non è la pornografia. Lo sa pure il Papa.

Da Milano, questo è tutto per oggi. 

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