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La frenetica vita di Steve Aoki, uno dei DJ più ricchi al mondo che in ...

La frenetica vita di Steve Aoki, uno dei DJ più ricchi al mondo che in …

Steve Aoki è uno dei musicisti che viaggia di più al mondo.

Nel 2012 è entrato nel Guinness dei Primati come musicista che ha viaggiato di più in un anno, esibendosi 168 volte in 41 nazioni. Mentre l’anno scorso ha tenuto più di 200 concerti, secondo quanto riportato da Forbes.

A 39 anni, è anche il quinto DJ più pagato al mondo, con la cifra monstre di 29,5 milioni di dollari nel 2016.

Ma nonostante la vita da jet-set, ricca di party, celebrità e bottiglie di rosé frizzante, Steve è comunque ossessionato dalla salute e dal fitness, tanto da aver creato un “Aoki Boot Camp” per sé e per la sua crew per reggere la vita ‘on the road’.

Figlio del fondatore della catena di ristoranti Benihana, Hiroaki “Rocky” Aoki, è anche un abile uomo d’affari; possiede una casa discografica e recentemente ha lanciato una linea di moda.

Ma Aoki ha anche un lato meno professionale. I suoi tantissimi fan — 6,6 milioni su Twitter, 8,3 su Facebook e 5,5 su Instagram — lo vedono spesso spruzzare champagne e lanciare torte — anche molto grandi, tanto che qualcuno si è fatto anche male.

Business Insider lo ha incontrato in occasione della pubblicazione del suo primo album hip-hop — una svolta musicale rispetto ai suoi soliti mix EDM (electronic dance music).

Ecco Steve Aoki, il quinto DJ più pagato al mondo
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È anche uno tra i musicisti che viaggia di più — è entrato addirittura nel Guinness World Record nel 2012.

 

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Lo ha vinto in quanto musicista che ha viaggiato di più in un anno, tenendo 168 show in 41 nazioni nel 2012. Ha anche stabilito il record per il “più lungo applauso del pubblico” e per “il maggior numero di glo-stick illuminati simultaneamente” durante uno spettacolo a Los Angeles nel 2013 — entrambi poi superati.

È nato a Miami ed è cresciuto a Newport Beach, in California. Ha fondato la propria casa discografica — Dim Mak — intorno ai 20 anni. Laureatosi alla University of California di Santa Barbara, Aoki si è trasferito a Los Angeles per trasformare la sua etichetta discografica in un’impresa vera e propria.
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Ha pensato, “Lascerò perdere la laurea per cercare di realizzare davvero questa cosa”. “Los Angeles è il luogo perfetto per avviare un’etichetta discografica, un hub musicale a livello mondiale”.

Il primo passo è stato la costruzione di un marchio. “Il modo migliore è quello di organizzare feste”. – ha detto.
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“Mi sono messo a organizzare feste con il mio gruppo che suonava e io che facevo il DJ”. – racconta Aoki – “Prenotavo i concerti e facevo suonare i miei gruppi. Più tardi abbiamo iniziato a fare concerti regolarmente nei locali “. Generalmente i party si tenevano in piccoli bar che ospitavano 50-100 persone. I musicisti della sua etichetta — MSTRKRFT, Bloc Party — venivano a fare il DJ set, mentre band come The Killers, The Shins e The Yayayas tenevano concerti. “Abbiamo creato una piccola scena musicale, e indovinate un po’ chi apriva i DJ set?”. “L’unica maniera per avere i miei set era organizzare questi eventi”.

Con il tempo ha imparato a migliorarsi come DJ e ha iniziato a lavorare sul vinile. Ha iniziato remixando grandi musicisti per poi passare a pubblicare la propria musica.

“Da buon appassionato di musica, avevo già una collezione di vinili piuttosto ampia”. – continua il DJ – “Ho iniziato facendo alcuni remix delle band della mia etichetta. È stato un passo naturale verso la produzione elettronica. In due anni ho remixato probabilmente 30-40 gruppi prima di iniziare a realizzare la mia musica originale”.

Ha realizzato quattro album ed è famoso per le sue importanti collaborazioni.

Tutto è iniziato a Los Angeles, ma adesso Aoki è sempre in viaggio. Quando lo abbiamo intervistato, si trovava ad Alicante, in Spagna.
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Il suo lavoro lo ha portato anche nelle campagne della Romania…
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In Bahrain, a bere tè con gente del luogo…
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In Qatar, in compagnia dei cammelli…
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In Grecia, a tuffarsi da uno yacht…
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“Amo il mare”, dice. “Se potessi passare metà della mia vita in mare e l’altra metà sulla terraferma, lo farei”.
“Ogni tanto cerchiamo su Snapchat qualcuno che possa portarci in giro con la sua barca. Ci è capitato”.

A Disneyland Parigi…
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A Singapore…
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A una gita in Ungheria…
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E, ovviamente, a Roma.
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Passa la maggior parte del tempo nelle città in cui fa le sue residency (serie di concerti): Ibiza e Las Vegas, ad esempio, due posti che ama. “Mi piace vivere a Las Vegas”, ha detto. “E quando sono in Europa faccio un certo numero di spettacoli a Ibiza”.
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“Quando vivevo a Ibiza facevo 21 concerti al Pacha, per cui ci passavo un sacco di tempo”, ha detto. “A Las Vegas, invece, c’è la mia famiglia. Ecco perché mi piacer stare lì. Mi esibisco in quattro locali diversi, sono sempre sul palco”.

Usa un jet privato per ogni spostamento, a volte tre Stati in un solo giorno. “Sono abbastanza fortunato ad avere un jet che mi aspetta all’aeroporto”.
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Quando s’imbarca, si concede il tempo di una meditazione e poi riposa. Dice che usa qualsiasi mezzo di trasporto per schiacciare un pisolino. “Per me il viaggio è un’occasione importante per ricaricare le batterie e per resettarmi”.
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Dice che di solito gli bastano appena 15 minuti di sonno, a volte addirittura cinque.

“Ci sono stati periodi in cui ero davvero stanco e dovevo salire sul palco alle 2 del mattino. Allora mi addormentavo alle 1:50 e mi svegliavo all’1:55” dice. “Quando sono così esausto posso addormentarmi e iniziare a sognare in pochi secondi. Ci vuole un po’ di tempo per riuscire a farlo, ma il mio cervello è in overdrive e quando mi metto in questo stato si spegne all’istante”.

“Mi sveglio esattamente nel momento in cui devo salire sul palco”.

Sembra abbastanza orgoglioso di riuscire a tirare avanti con una quantità di sonno così ridotta. Un anno fa si è fatto fare questo tatuaggio, che è anche il titolo di un documentario prodotto da Netflix sulla sua vita.
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Nonostante ciò, è abbastanza attento a condurre una vita sana, al punto che ha avviato un’iniziativa chiamata “Aoki Boot Camp”, affinché il suo team si responsabilizzi e “si mantenga in allenamento, raggiunga gli obiettivi quotidiani e mangi sano”. Chi non mantiene i propri obiettivi entro la mezzanotte viene multato con 125 dollari, e i soldi vanno in beneficenza. Nella foto, fa esercizi con il suo amico Dan Bilzerian.
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“Qualcuno guadagnerà dalla pigrizia degli altri. Questa è la parte migliore”, aggiunge. “Ci teniamo al passo in fatto di allenamento, cerchiamo di mangiare cibo davvero magro e sano, di mantenerci in forma e attivi”.

Normalmente, la colazione — in qualsiasi momento si svegli —prevede proteine sotto forma di uova o di salmone — “il mio ‘solito’” — ma anche spremuta e caffè. Dice che se fosse un “olistico come gli piacerebbe essere”, sarebbe vegano. È stato anche vegetariano per quindici anni.
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“Ogni eccesso di carboidrati vale un maggiore quantità di ripetizioni di esercizio fisico”. Dice. “Non è una cosa facile, è un campo addestramento”.
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“Siamo viziati ovunque andiamo, tutto quello che ci serve è a portata di mano”, ammette. “Rischiamo di impigrirci e di restarcene in una stanza d’albergo tutto il giorno. Non fa proprio per me!”.

La “base” sono 125 ripetute di ogni esercizio fisico. Lui di solito le fa appena prima di salire sul palco.
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“Poco prima dello spettacolo, faccio un po’ di esercizi nel camerino per pompare il sangue”, dice. “Nei camerini chiediamo sempre un materassino da yoga e qualche altro strumento da ginnastica per poter fare degli esercizi più efficaci”.

E aggiunge: “Quello che mi piace davvero è suonare ai festival. Ci sono le travi reticolari e i tubi sul palco, li uso per fare trazioni appena prima di suonare. Li adoro, davvero. Nei club non ci sono. Lì, i pavimenti sono sporchi, devo portare il materassino”.

Il suo team di solito esegue un giro di flessioni sulla pista d’atterraggio appena arrivati in una nuova città, e poi ancora, “proprio qui, sul pavimento”, prima dei concerti. “Entro la mezzanotte dovete aver finito i vostri esercizi”.
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Di solito, dopo uno spettacolo torna subito al suo jet. Però, dice, “gli viene la paura di perdersi qualcosa”. Così quando può, gli piace esplorare le città in cui si trova.
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“Durante il tour estivo abbiamo tre giorni liberi, nei quali mi prendo una pausa”, dice. “Se sono in una città, voglio vederla e assorbirne la cultura il più possibile. Porto un team con me e documentiamo tutto — video, fotografie. Riempiamo i social media”.

Nonostante la sua convinzione di uno stile di vita sano, Aoki sa come divertirsi. Beve un sacco di rosé Belaire, un marchio che lo sponsorizza.
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Lo spruzza anche sul pubblico.
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Ma la cosa per cui è più famoso durante i concerti è il lancio di torte. Spesso, lancia delle torte giganti sui fan — ferendone ogni tanto qualcuno, cosa che gli ha procurato non poche critiche.

In un articolo scritto per il Daily Beast, Aoki dice: “In fondo, tutti questi espedienti sono strumenti di espressione. Quando una persona normale vede qualcuno che si becca una torta in faccia, probabilmente penserà ‘Ma che cosa tremenda’ o, ‘Che cosa grezza e gratuita. Come si fa a tirare una torta in faccia a un fan che ti ammira? Che crudeltà’”.

“Faccio sempre del mio meglio per non colpire chi non vuole la torta. Di solito scelgo chi colpire dall’energia e da come mi dimostra che vuole essere colpito. La torta è una celebrazione. Deve essere provata di persona. Quando vedi la felicità dei fan che ti hanno chiesto la torta in faccia, è come segnare un touchdown. Tutto il locale esplode e si unisce a questa felicità”.

“Quando è il momento, colpisco le persone che lo vogliono”.

Tra viaggi e lanci di torte, trova anche il tempo di socializzare con i ricchi e famosi. Dai One Direction…
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… a Cara Delevingne…
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… e addirittura Bill e Hillary Clinton (alle ultime elezioni USA ha votato per lei).
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In questo momento ha in programma 31 concerti in 28 giorni per il KOLONY World Tour — il titolo del suo nuovo disco hip-hop e del nuovo marchio. “KOLONY rappresenta senz’altro una nuova direzione”, dice. “Ho creato un marchio completamente nuovo”.
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“È da quando ho iniziato a realizzare musica originale che collaboro con artisti hip hop”, aggiunge riferendosi a Will.I.Am, Snoop Dogg, Drake, Eminem e Lil Wayne.

“La realizzazione di KOLONY è stata diversa. Non era tanto questione di realizzare un disco di dance elettronica (EDM) che funzionasse nel nostro ambiente, ma piuttosto di entrare in studio e realizzare i migliori brani possibili, non necessariamente EDM. Un approccio in linea con il modo di produrre l’hip hop: ne è nato un album e sto ancora producendo sotto il marchio KOLONY in vista di future pubblicazioni”.

Qui la produzione KOLONY.

Ha anche detto a Business Insider che ha un’”attrazione incredibile per la scienza e la tecnologia del futuro”.


Forse non sorprende che Aoki sia diventato un uomo d’affari. Suo padre, morto nel 2008, era Hiroaki “Rocky” Aoki, il fondatore della catena di ristoranti Benihana.
Hiroaki “Rocky” Aoki

“Aveva un fiuto per gli affari e una capacità di promuoversi incredibili in qualsiasi cosa facesse, il tutto per fare in modo che la pubblicità ricadesse sul suo marchio: dalla pratica di sport estremi, alla frequentazione di celebrità, dalle apparizioni televisive a qualsiasi altra cosa facesse al di fuori della gestione dei suoi ristoranti, lo collegava sempre a Benihana”.

“Ha costruito il marchio in maniera autentica e naturale. Allora, diventare ricchissimo partendo dal nulla era un’impresa davvero incredibile per un cittadino di origine giapponese. È impossibile essere al suo livello”.

Sembra che abbia ereditato la sua energia: eccolo mentre cucina per i suoi ospiti, Bilzerian incluso, in un Benihana.
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Ma trova anche il tempo per cucinare con la mamma.
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In fondo, dice, la parte del lavoro che preferisce sta nel mettersi in collegamento con persone di tutto il pianeta. “È questo legame che nasce alla fine di ogni giornata che mi spinge a fare ciò che faccio”. Come ha dichiarato in questo post di Instagram, sembra che “i sogni d’infanzia si siano avverati”.

Childhood dreams do come true #burtonxaoki #droppingtomorrow

Un post condiviso da Steve Aoki (@steveaoki) in data: 5 Apr 2017 alle ore 17:21 PDT

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