Home / Medicina Oggi / Medici, pazienti e braccialetti elettronici
Medici, pazienti e braccialetti elettronici

Medici, pazienti e braccialetti elettronici

Un’analisi di cinque app mediche realizzate per l’iPhone, per esempio, dimostra come solo un ottavo dei partecipanti, o forse meno, continui a usarle dopo dieci settimane. Da un’altra ricerca realizzata a Singapore è emerso che circa 200 persone che usavano un braccialetto elettronico per il fitness non abbiano registrato, a distanza di un anno, risultati medici migliori rispetto a un gruppo di controllo simile.

E quando il Cedars-Sinai medical center di Los Angeles ha invitato circa 66mila pazienti registrati sul suo portale a condividere i dati dei loro braccialetti, meno dell’1 per cento l’ha fatto. È quanto emerge da un saggio pubblicato l’anno scorso sulla rivista Plos One.

Le buone abitudini
Kevin Volpp, dell’università della Pennsylvania, non si sorprende più di tanto. “Alcuni studi hanno dimostrato che, con il passare del tempo, le persone smettono di usare i dispositivi che ricevono”, afferma. “Questa è una delle sfide principali se l’obiettivo è migliorare la salute attraverso i dispositivi digitali. Nonostante gli enormi progressi nel campo della tecnologia, c’è ancora molto da fare in quello relativo allo studio dei modi in cui si formano le abitudini”.

Alcuni medici sperano che il divario possa essere colmato insegnando ai pazienti come usare queste nuove tecnologie, mentre altri ritengono che non sia sufficiente. “Non è abbastanza per determinare un cambiamento nei comportamenti”, afferma David Asch, direttore esecutivo del Center for health care innovation della Perelman school of medicine, all’università della Pennsylvania. La maggior parte delle persone a dieta dopo tutto sa quello che non dovrebbe mangiare.

Un esempio è dato da un servizio di “terapeutica digitale” dell’Omada health di San Francisco destinato a persone che rischiano di sviluppare patologie cardiovascolari o il diabete. In uno studio condotto su 1.121 anziani sovrappeso oppure obesi, i partecipanti hanno perso in media il 6,8 per cento di peso corporeo nell’arco di 26 settimane e l’89 per cento di loro ha completato 9 su 16 lezioni fondamentali. Si tratta di risultati ottimi in questo ambito.

“È un programma tecnologico e al tempo stesso dotato di grande umanità”, ha affermato Sean Duffy, direttore di Omada. “Spediamo per posta un kit di benvenuto che contiene una bilancia digitale con una sim card che contiene il nome del paziente. Quando si sale sulla bilancia si sente un bip, e a quel punto i dati sono nel sistema”. Il sistema forma inoltre gruppi di sostegno tra pazienti su base geografica e demografica, e a questi gruppi vengono assegnati degli operatori sanitari. Controllando i dati dei pazienti, gli operatori sanitari possono essere avvisati se qualcuno comincia a fare passi indietro.

Leggi Anche

Sirene episodio 5 – Cosa succede nella quinta puntata [VIDEO]

Sirene episodio 5 – Cosa succede nella quinta puntata [VIDEO]

VIDEO CORRELATO Sirene episodio 4 come finisce Alla fine del quarto episodio di Sirene Michele …