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Medicina, patto con il “Moscati” di Avellino - Cronaca - La Città di ...

Medicina, patto con il “Moscati” di Avellino – Cronaca – La Città di …

AVELLINO – Se una volta la ricerca scientifica poteva essere affidata all’intuizione e all’impegno di singoli ricercatori, oggi sempre di più soprattutto nel campo biomedico, è il risultato di un’attività coordinata e integrata tra diversi gruppi di lavoro, con più soggetti e strutture coinvolte, in grado di mettere insieme idee, competenze e mezzi per confrontarsi alla pari nella competizione nazionale e internazionale. E se a questo si aggiunge poi l’obiettivo di chi dirige un grande ospedale di renderlo ancora di più un riferimento per i cittadini che chiedono assistenza clinica, si capisce cosa ha spinto l’Università di Salerno e l’Ospedale di Avellino “San Giuseppe Moscati” a stipulare l’accordo quadro che è stato siglato da parte rispettivamente del professor Mario Capunzo , in qualità di direttore del Dipartimento di Medicina dell’Ateneo salernitano, e del dottor Angelo Percopo , in qualità di direttore generale dell’Aorn “Moscati” di Avellino, per finalità formative, scientifiche e di ricerca.

Grazie a questo accordo, in cui abbiamo sempre creduto e che vede la direzione scientifica del professo Mario Vitale, i docenti del Dipartimento di Medicina, Chirurgia e Odontoiatria “Scuola Medica Salernitana” dell’Università di Salerno potranno svolgere attività assistenziali che si andranno a integrare a quelle già presenti nell’ospedale “San Giuseppe Moscati”. Una tappa fondamentale di un percorso di collaborazione e sistematizzazione nel settore della ricerca medica e dell’assistenza che, in tempo di crisi economica rappresenta un esempio virtuoso di sinergia e risparmio delle risorse.

Gli effetti positivi sono molteplici. L’utenza della provincia di Avellino vedrà ampliata l’offerta sanitaria con attività non presenti attualmente e altamente qualificate, gli operatori sanitari coinvolti potranno aggiornarsi e sviluppare nuove competenze, i docenti dell’Università di Salerno potranno incrementare le casistiche e le opportunità per realizzare le loro ricerche.

A trarre vantaggio dall’accordo anche i giovani laureati in Medicina e gli specializzandi della nostra Università. La prima realtà lavorativa che lo studente in medicina incontra durante il suo corso è l’ospedale con il quale l’Università è convenzionata.

Dopo la laurea è previsto un periodo di tirocinio e poi per molti la specializzazione, attività che prevedono esperienze multiple in strutture ospedaliere diverse così da poter cogliere la complessità delle discipline studiate e le peculiarità territoriali dell’assistenza ospedaliera. Avere la possibilità di confrontarsi con questa complessità fin da subito, attraverso esperienze in diverse realtà ospedaliere è certamente un vantaggio.

L’accordo stipulato tra il Dipartimento di Medicina dell’Università di Salerno e l’Ospedale “San Giuseppe Moscati” va esattamente in questa direzione, rappresentando quell’interfaccia tra Università e realtà lavorativa che è già da tempo la regola negli Atenei del nord Italia e del resto d’Europa, una occasione per garantire un percorso di alta formazione post-laurea e professionalizzante per i nostri giovani medici.

Quella della presenza della Facoltà di Medicina ad Avellino è una lunga storia e tra l’altro si era anche ipotizzato il trasferimento dal “Ruggi” di Salerno al “Moscati” di Avellino e ora con la sigla di questo accordo la Facoltà di Medicina sarà presente di fatto anche sul territorio avellinese.

Con un disegno prospettico ancora più ambizioso, che colleghi in un unico grande consorzio il Dipartimento di Medicina dell’Università di Salerno e l’Azienda Ospedaliera Universitaria con gli Ospedali delle province di Avellino, Benevento, e l’Ospedale “San Carlo” di Potenza. Un progetto che consentirebbe di unificare e complementare su obiettivi unitari di salute, la programmazione delle aziende sanitarie locali e dell’azienda ospedaliera universitaria che, pur partendo da mission differenti, devono agire in maniera integrata ed unitaria nella definizione dei migliori percorsi assistenziali.

Un grande bacino d’utenza a cavallo tra due regioni, un più vasto campo d’azione per i medici del nostro territorio con evidenti vantaggi assistenziali per i pazienti, che potranno trovare nell’ampliamento della rete assistenziale una risposta perfettamente coordinata e di elevata qualità che sia appropriata per le, loro esigenze di cura, con lo scopo di contrastare e ridurre il fenomeno della emigrazione verso gli Ospedali del nord.

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