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Meghan a Sidney veste di nero dalla testa ai piedi, dimostrando di ...

Meghan a Sidney veste di nero dalla testa ai piedi, dimostrando di …

Per il quinto giorno di Royal Tour in Australia, Meghan Markle e il Principe Harry si sono recati in Hyde Park, a Sidney, dove hanno presieduto, lei impeccabile, lui in alta uniforme, alla apertura ufficiale dell’estensione dell’Anzac Memorial (il memoriale dedicato ai soldati delle forze armate australiane e neozelandesi caduti in guerra). Da qui a comprendere il total look in nero della Duchessa, con la comparsa del primo cappellino del Tour, il passo è breve. Il suo però non è solo un atto dovuto alla circostanza.

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È un atto di perdono, una dichiarazione di pace. Non tutti sanno un paio di cose, sull’abito nero indossato da Meghan: innanzitutto, la designer è Emilia Wickstead e il fatto che sia neozelandese passa in secondo piano. Fu lei, infatti, ad accusare Meghan di aver indossato, nel giorno delle nozze reali, un abito di Givenchy (valore: circa 300 mila dollari) che, a detta della stilista, era una copia esatta del suo Helena Dress (valore: 12 mila dollari).

La Wickstead ci andò giù pesante, criticando tutto il look della neo Duchessa, che non replicò mai alle accuse, lasciando che il sito diet-Prada parlasse per lei, annunciando al mondo che al Chicago Museum è conservata una creazione Givenchy del 1967 cui il direttore creativo della Maison parigina Clare Waight Keller si è ispirata per realizzare il wedding dress della discordia. Con la scelta di quest’abito, Meghan pone elegantemente fine a una fashion-faida. Seconda tappa, il nero resta la tinta predominante, ma si cambia look. Meghan torna al casual per sbarcare a Cockatoo Island per il primo evento legato agli Invictus Games, la Jaguar Land Rover Driving Challenge: jeans black e giacca candida accompagnano la camicia d’ordinanza dei Giochi.

Si è respirata aria di vacanza, invece, durante il quarto giorno di Royal Tour, che aveva in programma la visita dei Duchi di Sussex a Bondi Beach, uno dei luoghi più famosi d’Australia, meta molto amata dagli appassionati di surf. Qui Meghan Markle e il principe Harry hanno incontrato i membri di OneWave (comunità no-profit che affronta i disagi mentali attraverso attività divertenti e coinvolgenti) e partecipato a una sessione di Fluro-Friday, in cui diverse persone si incontrano per condividere esperienze e problemi, praticando yoga e surf.

Non è stata l’occasione per vedere la duchessa inguainata in una muta e accessoriata per saltare le onde, ovviamente, ma per la mattinata balneare Meghan ha scelto comunque un look vacanziero: un abito-prendisole lungo fino ai piedi nelle sfumature del cacao e un paio di espadrillas con zeppa di corda, quelle che noi tutte abbiamo indossato almeno una volta al mare, ma che su di lei hanno presto abbandonato la scena.

Prima sono state tolte (mettendo in mostra una pedicure con smalto rosso intenso) e poi sostituite dalle décolletées d’ordinanza più adatte all’ennesima tappa, che ha visto Meghan in un nuovo abito, sempre senza maniche, sempre midi, dall’allure anni ‘50.

Con questa mise, nel pomeriggio, la coppia si è recata alla Macarthur Girls’ High School per discutere con i giovani di giustizia sociale e di empowerment giovanile e per assistere a uno spettacolo di danza contemporanea. Poi, accompagnato dal Primo Ministro, l’onorevole Scott Morrison MP e dai concorrenti degli Invictus Games, Harry è salito sul Sydney Harbour Bridge per alzare ufficialmente la bandiera dei Giochi.

Continua con un look costruito attorno ad abiti particolari il tourdrobe di Meghan, che già a Melbourne, nel terzo giorno del Royal Tour in Australia, aveva archiviati i jeans a favore di due cambi d’abito accessoriati in modo davvero speciale. Abiti come siamo soliti vederla, tubini sotto il ginocchio, senza maniche, con dettagli sofisticati. La mossa che ci sta piacendo di più, in questi primi giorni? Il cambio di scarpe: anche oggi, giù dai tacchi delle Manolo’s pump, su un paio di ballerine morbide, comode, ecologiche, ottenute da bottiglie di plastica riciclata.

Scelta perfetta per le tappe del day 3, che hanno visto la coppia reale, vestita in blu navy coordinato, volare a Melbourne, dove lungo il tragitto che li porta alla Government House, residenza ufficiale del Governatore di Victoria, Linda Dessau, si sono concessi al consueto bagno di folla, e dove Meghan ha ricevuto in dono una collana che non ha esitato a indossare (leggi in fondo al testo, nella cronaca fashion del DAY 3!).

I due hanno poi incontrato diversi gruppi di giovani leader di Victoria e assistito a diverse attività sportive con gli ambasciatori di This Girl Can, campagna che ha lo scopo di aiutare donne e ragazze a superare la paura del giudizio che impedisce nella riuscita dei loro obiettivi. In seguito, Meghan e Harry hanno visitato un’impresa sociale che offre programmi di leadership, mentoring e training ai giovani Aborigeni. Lunch al Fitzroy’s Charcoal Lane restaurant e rapido cambio d’abito per il pomeriggio: tubino nero, trench beige e le ballerine ecofriendly che abbiamo avuto modo di conoscere e di amare.

La coppia ha visitato la scuola primaria Albert Park per incontrare i piccoli studenti impegnati in programmi di sostenibilità ambientale e poi, su un iconico tram di Melbourne, i duchi di Sussex hanno raggiunto la spiaggia e si sono trattenuti con i volontari della Beach Patrol, che vigilano sulla pulizia delle spiagge di Port Phillip Bay e fanno di tutto affinché nessun rifiuto raggiunga il mare.

Meghan è dunque tornata al suo grande amore, gli abiti midi, accantonando per il momento i pantaloni del secondo giorno di Royal Tour, indispensabili dati gli impegni in scaletta.  Il programma del day 2, infatti, ha dato un perché allo stile causal di Meghan Markle, scelto non solo per  renderle facile la vita durante le molteplici attività di oggi, ma anche per lanciare un messaggio. Vediamo cos’è successo. Destinazione: Dubbo, città del New South Wales, nell’entroterra, a cinque ore di volo da Sidney.

Qui Meghan e Harry hanno visitato il Royal Flying Doctor Service, servizio di aeroambulanza no-profit nato per soccorrere gli abitanti delle regioni più remote dell’Australia, e hanno battezzato un nuovo aeromobile. Sempre circondati da folle festanti e tanti bambini,  si sono diretti alla fattoria locale Mountain View appartenente ai Woodleys, famiglia di contadini le cui ultime generazioni stanno cercando nuovi modi per affrontare siccità e cambiamenti climatici.

Prima sorpresa: Meghan ha portato in dono del pane di banane fatto in casa (con le sue mani!) e del tè Fortnum Mason (miscela Royal, ovviamente) per fare merenda insieme alla famiglia e si è anche prodigata in alcuni lavori  contadini. Via la giacca, su le maniche della camicia, un po’ impolverati gli ankle boots di suede nero ma poco importa: felice e partecipe, non si è certo tirata indietro. Via, poi, verso Victoria Park, per prendere parte a un bbq comunitario e assistere a uno spettacolo di danze aborigene. La pioggia non ha risparmiato il discorso di Harry, protetto da Meghan che reggeva l’ombrello per lui.

C’è amore nell’aria. E, anche, tanti messaggi subliminali celati in ogni capo indossato dalla duchessa (leggete i dettagli in fondo al testo, al capitolo DAY 2). Niente è scelto per caso e lo abbiamo capito fin dal primo passo di Meghan Markle su suolo australiano, che ha dato sfoggio di gran classe grazie a scelte stilose perfette, tanto da far andare perfino in crash il sito della designer australiana artefice del tubino indossato per i suoi primi impegni sul suolo del Commonwealth. Partiamo dall’inizio.

In programma per il primo giorno del tour, il 16 ottobre, una mattinata scandita dalla cerimonia di benvenuto in Admiralty House, residenza del governatore generale dell’Australia Sir Peter Cosgrove e della moglie Lady Cosgrove di cui Harry e Meghan sono ospiti. Qui hanno anche ricevuto una delegazione di rappresentati dei 18 paesi partecipanti agli Invictus Games 2018. Meghan ha optato per tinte chiare e luminose, tubino candido, classico trench e pump di suede in tinta, poi sostituite da pratiche ballerine (ottenute da plastica riciclata!) per il trasferimento in barca al Taronga Zoo, altra tappa della giornata.

Qui Meghan Markle ha ufficialmente inaugurato l’apertura del nuovo Taronga Institute of Science and Learning, fatto amicizia con un koala e incontrato piccoli scolari che hanno presentato alla coppia alcuni doni per il royal baby in arrivo in primavera. Poi bagno di folla alla Sidney Opera House, pancino appena visibile attraverso il tubino fitted, sorriso smagliante e un’energia poco comune.

In verità, non sappiamo come faccia: dopo 22 ore di tratta da Londra a Sidney (su un volo di linea Quantas e non un aereo reale) con la sua prima gravidanza in corso, Meghan Markle è sbarcata in Australia con una bonne mine da fare invidia. In un momento in cui il 99% delle comuni mortali inizia a soffrire di nausee che ti arrivano a tradimento e di stanchezza cronica, la duchessa è partita per il suo primo Royal Tour oltreoceano insieme al Principe Harry, suo consorte.

Royal baby, i bookmaker dicono «Victoria» (ma senza titoli nobiliari)

Non è un viaggio fuori porta che la allontana da casa per qualche giorno, anzi, verrebbe da dire che più che un tour, questo assomiglia tanto a un tour de force. Destinazione: i Paesi del Commonwealth, regno della Regina Elisabetta, con un planning che definire serrato non rende l’idea. Da quando la Regina ha smesso di fare viaggi impegnativi a causa dell’età, sono i nipoti Harry e William, mogli comprese, a portare avanti il suo programma, che in Australia si concentrerà sulla leadership dei giovani e sui progetti intrapresi dalle nuove generazioni per affrontare le sfide sociali, economiche e ambientali della regione.

Il ritorno fashion di Kate Middleton in Erdem

I duchi di Sussex, con royal baby in grembo, toccheranno, in un tour di 16 giorni, Australia, isole Fiji, regno di Tonga e Nuova Zelanda, per un totale di 112 tappe e 76 eventi. Ciò significa che Meghan dovrà affrontare quattro eventi al giorno con almeno tre cambi di look tra eventi formali, sportivi, cene di gala. E magari, se nulla cambia in scaletta (per via del virus Zika, pericoloso per le donne in dolce attesa) anche bagni in lagune paradisiache.

Noi ce la faremo a reggere il ritmo, e sicuramente anche lei, che oltretutto può contare sul sostegno della sua stylist e amica Jessica Mulroney, che, con il marito, è arrivata in Australia a seguito della coppia reale (anche se pare che i due non facciano ufficialmente parte dello staff ma siano in viaggio a proprie spese in qualità di unofficial capacity). A lei l’onore e l’onere di aiutare la duchessa a non sbagliare un outfit e a far dimenticare i 12mila euro del look Givenchy scelto da Meghan Markle per presenziare le nozze di Eugenia di York, finito di nuovo sotto processo per il suo costo.

I look degli invitati al matrimonio di Eugenie di York

Siamo pronti a partire per scoprire tutto sul guardaroba reale: seguiremo il viaggio reale giorno per giorno, outfit dopo outfit, aggiornando la nostra gallery e raccontandovi il modo in cui Meghan riuscirà a rappresentare al meglio la corona inglese e la Regina con look appropriati, in perfetto equilibrio tra i gusti di una duchessa stilosissima e un po’ ribelle e il suo ruolo ufficiale. Staremo a vedere. A tutti, buon Royal Tour!

DAY 0: L’ARRIVO A SIDNEY
Meghan è sbarcata dal volo di linea Quantas con un cappotto double face bicolore nero e borgogna, presumibilmente una creazione di Harris Wharf London, dolcevita scuro, pantaloni a sigaretta slim fit e décolletées Sarah Flint. Chi la vorrebbe vestita con tinte più accese dovrà aspettare.

Ci viene un dubbio… Che i raccoglitori tenuti in mano davanti al pancino volessero emulare la funzione della Kelly di Hermès stretta da Grace Kelly? Chissà… In previsione per oggi solo la visita ad Admiralty House, residenza ufficiale del governatore generale dell’Australia Sir Peter Cosgrove e di Lady Cosgrove, di cui la coppia reale è ospite.

DAI 1: ADMIRALTY HOUSE, TARONGA ZOO E BAGNO DI FOLLA
Per il suo primo giorno ufficiale a Sidney, Meghan Markle rende omaggio alla moda made in Australia e sceglie di farsi fasciare dal Blessed Dress, un candido tubino senza maniche, fit perfetto, spacco posteriore, firmato Karen Gee, designer di Pemulwuy, New South Wales, 30 km da Sidney, il cui website è andato subito in crash per via dell’eccezionale e inatteso numero di visite. Insieme, le décolletées senza tempo di Stuart Weitzman in suede taupe, poi sostituite da ballerine nere di Rothy’s, comodissime e super sostenibili perché ricavate da bottiglie di plastica riciclata, per recarsi al Taronga Zoo. E un trench lungo per ripararsi dal vento. Focus su orecchini a farfalla e bracciale, gioielli appartenuti a Lady D. E sulle mani, sempre elegantemente intrecciate davanti al pancino.

Dopo un impegnativo primo giorno di eventi diurni, Meghan e Harry hanno partecipato a un ricevimento pomeridiano ospitato ad Admiralty House dal Governatore Generale, insieme a esponenti australiani di diversi settori (economia, industria, arte, cultura, sport, intrattenimento..). Secondo cambio d’abito per Meghan Markle, che ha indossato un vestito verde oliva dello stilista newyorchese Brandon Maxwell (designer amato da Lady Gaga, lo stesso dell’abito giallo sole indossato dalla duchessa lo scorso luglio, ve lo ricordate? Riguardatelo qui!), con gonna plissé e corpetto abbottonato, mosso da fitte piegoline sui fianchi e da una piccola mantella sulla schiena. Capelli raccolti e tacchi fanno il resto. Primo giorno di outfits promosso a pieni voti.

DAY 2: A DUBBO, IN FATTORIA
Per questa seconda giornata di impegni all’aria aperta, Meghan Markle ha scelto di indossare un paio di jeans fitted, ma non per mettere in mostra la sua linea ancora perfetta. Si tratta infatti di un modello di Outland Denim, che non solo è un marchio australiano ma che produce denim etico: l’azienda infatti è fortemente impegnata a offrire occupazione e formazione alle donne salvate dalla tratta di esseri umani e di sfruttamento in Cambogia. Una bella pubblicità per un marchio a noi del tutto sconosciuto, che d’ora in poi (come migliaia di altre persone faranno) terremo sott’occhio.

E la giacca? Indossarla è più che altro un atto d’affetto, visto che si tratta della Boss Jacket creata dall’amica Serena Williams (costa 145 dollari, prezzo decisamente accessibile, ma non cercatela: è andata subito a ruba). La camicia candida, lunga oltre i fianchi è di Maison Kitsuné (il cui simbolo è una volpe, che -leggenda vuole- ha il potere di mutare aspetto e di adattarsi perfettamente al luogo in cui si trova), mentre i boots sono i Sadie di J.Crew, con un portabilissimo tacco 6,5 cm. Gioielli sempre in primo piano, come le collane di Pascale Monvoisin e di Natalie Marie.

DAY 3: A MELBOURNE E SULLA SPIAGGIA
Per l’arrivo a Melbourne e la passeggiata tradizionale verso Government House, Meghan ha indossato l’abito Folded Sail blu navy del designer australiano Dion Lee, asimmetrico, con pannello che ricade con movimento elegante sulle gambe e mono revers. Se ne volete uno uguale, cliccate qui ma sappiate che dovrete pazientare fino a gennaio 2019 (sempre che il sito web si riprenda dal crash) perché, come sempre accade, il modello è andato sold out. Ma sappiate anche che Meghan Markle ha richiesto una modifica al drappeggio della gonna, per cui il modello identico al suo è praticamente introvabile.

Sopra, il suo solito trench beige Style 1 di Martin Grant, enfant prodige della moda australiana, nato a Melbourne e artefice della sua prima collezione di pret-à-porter all’età di 16 anni. Blu navy anche le BB in suede di Manolo Blahnik, abbinate alla mini bag Sylvie di Gucci. Ma il pezzo più emozionante di tutti è la collana donatale dal piccolo Gavin, che la fashion icon non ha esitato a indossare: una creazione fatta di pasta dipinta color oro, realizzata a mano dal suo piccolo fan vestito da pilota.

Niente stiletto per visitare la scuola elementare, fare un giro in tram e aiutare a ripulire Port Melbourne Beach. Dopo pranzo, Meghan è uscita dal ristorante con un Miguelina Dress nero, decorato da una lunga fila di bottoncini dorati sulla spalla e lungo il fianco, del brand canadese Club Monaco. Solito trench e, ai piedi (facendoci sospirare di sollievo per lo scampato pericolo delle Manolo’s, che vedevamo già insabbiate, sporche e con stiletto irrimediabilmente rovinato) le ballerine di Rothy’s già sfoggiate a Sidney, ricavate da bottiglie di plastica riciclata. E per le quali, a dire il vero, siamo tutti impazziti al primo sguardo (PS Niente paura, sono lavabili in lavatrice!).

DAY 4: A SIDNEY, IN PRENDISOLE
Oggi, giornata trascorsa sulla spiaggia. L’abito scelto da Meghan Markle pertanto, è a righe, ma non delle scontate strisce marinare. Il vestito che la copre fino in fondo ai piedi è a righe verticali in diverse sfumature di marrone e avorio, ha scollo carré e spalline, ma soprattutto una gonna extra lunga mossa da tante pieghe piatte. È il Maxi Dress firmato Martin Grant, lo stesso designer australiano del suo adorato trench beige. Come è stato accessoriato?

Come avrebbe fatto chiunque tra noi, ovvero con un paio di espadrillas di canvas con zeppa di corda! Le sue sono le famose Carina di Castañer, celebre marchio spagnolo che produceva semplici calzature di tela per i pescatori baschi e che, nel lontano 1972, lanciò insieme a un certo Yves Saint Laurent le prime espadrillas con la zeppa, entrando nella leggenda. Unico tocco di colore: la «Lei» hawaiana di fiori rosa, simbolo di benvenuto, che le è stato messo attorno al collo dai surfisti della comunità OneWave.

Via le espadrillas per sedersi sulla sabbia, ma anche per lasciare il posto, nel pomeriggio, alle classiche pump (le solite Legend di Stuart Weitzman!) che hanno accessoriato l’Athena Dress di Roksanda in crêpe di seta bicolore, con gonna a godet e corpetto senza maniche: con le ciocche di capelli raccolte e spettinate ad arte, Meghan Markle sembrava una studentessa all’uscita dell’High School, molto anni ’50, molto chic.

DAY 5: ALL’ANZAC MEMORIAL, DI NERO VESTITA
L’abito nero scelto da Meghan Markle per l’occasione è il Camila Dress in cêpe di lana della designer neozelandese Emilia Wickstead, la stessa che aveva criticato la Duchessa nel giorno del suo matrimonio reale. L’outfit sarebbe quindi un gesto diplomatico di Meghan, che non ha mai risposto al mittente. Collo alto, maniche corte, lunga fila di bottoni bianchi decorativi, gonna a ruota, il vestito è stato accessoriato con il primo cappello del Tour, una creazione di Philip Treacy, modista inglese, il più famoso hat designer del mondo, conosciuto da tutti come il «Cappellaio Matto» per via delle sue meraviglie, immancabili su celeb, popstar e teste coronate.

Givenchy questa volta firma non l’abito, ma la clutch di satin con chiusura gioiello, mentre le sling back shoes di suede sono le Millie di Tabitha Simmons. Meghan Markle opta per il bianco e nero anche per la tappa successiva della giornata, lo sbarco a Cockatoo Island per il primo evento degli Invictus Games: in bianco il blazer Acacia di Altuzarra, in nero gli skinny jeans Looker di Mother Denim e la camicia ufficiale dei Giochi. In nero le pump con fiocco laterale di Tabitha Simmons, che restano le stesse indossate al mattino.

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