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Muore schiacciato da un blocco di marmo. "Aveva un contratto di 6 …

Carrara, 11 luglio 2018 – Un operaio di 37 anni, Luca Savio,  è morto stamani in un deposito di marmi –  Fc Autogru –  a Marina di Carrara. Secondo le prime informazioni l’uomo sarebbe stato colpito da un blocco di marmo che era già stato scaricato e posizionato.  Sul posto i sanitari del 118, i carabinieri e i tecnici dell’Asl. E’ l’ennesimo episodio di morte sul lavoro nelle cave di marmo. 

I soccorritori hanno cercato di rianimarlo per oltre mezz’ora, ma non c’è stato nulla da fare. L’uomo lascia la moglie e una bambina piccola. Sul posto, oltre al personale medico, sono intervenuti i carabinieri e i vigili del fuoco. Sull’incidente mortale è stata aperta una indagine affidata ai tecnici della medicina medicina del lavoro dell’Asl

Carabinieri e tecnici dell’Asl stanno conducendo le indagini per ricostruire la dinamica della tragedia. L’area dove si è verificato l’incidente mortale è stata sequestrata. Sembra che l’uomo si trovasse vicino a un blocco già posizionato sul terreno. Per cause da chiarire il pezzo  di marmo si è mosso e ha colpito l’operaio al torace. Inutili sono stati i soccorsi. Per quasi mezz’ora i soccorritori hanno cercato di rianimarlo ma inutilmente. Molte cave, in segno di lutto, hanno subito sospeso il lavoro. 

LA CGIL: “AVEVA UN CONTRATTO DI SOLI SEI GIORNI”

L’operaio  aveva un contratto firmato il 6 luglio, ma aveva iniziato a lavorare il 9 luglio, e “della durata di soli 6 giorni. Un giovane lavoratore ha perso la vita per un contratto di lavoro di soli 6 giorni”. È quanto sostiene la segreteria della Cgil di Massa Carrara  ricordando che solo due mesi fa c’era stato nella zona un altro infortunio mortale. “Dalle prime notizie sembra che il giovane stesse lavorando intorno ad un blocco di marmo in un deposito vicino al porto che improvvisamente lo ha colpito mentre lo stava movimentando. Appresa la notizia, nelle cave è scattata la solidarietà di tutti i cavatori che hanno immediatamente abbandonato il lavoro – si legge in una nota della Cgil – e così hanno fatto tanti lavoratori del piano del settore lapideo. La tragedia di oggi è indice di fallimento di tutta la nostra comunità£. 

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