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Notte degli Oscar. Trionfa "La forma dell'acqua". Italia premiata a metà

Notte degli Oscar. Trionfa "La forma dell’acqua". Italia premiata a metà

Alla 90esima edizione degli Oscar, ha trionfato il super favorito la “Forma dell’acqua” di Guillermo del Toro, vincendo come miglior film. Vantava ben 13 nomination ed aveva già vinto il Leone d’Oro all’ultima Mostra del cinema di Venezia e il Golden Globe per la regia. Il regista messicano ideatore di creativi universi immaginativi ha voluto realizzare una leggenda senza tempo miscelando il tema dell’amore a quello crudo della guerra fredda.

Il suo ambizioso progetto ha portato Elisa (Sally Hawkins), la sua protagonista muta, a vagare attraverso scenografie epiche: dal laboratorio tenuto segreto dal governo americano dove lavora, all’umile e accogliente oasi rappresentata dal modesto appartamento che la protegge di notte poggiato sulla sala di un vecchio cinema del Maryland (Baltimora), che desterà l’attenzione della creatura anfibia (Doug Jones) che animerà il film e il cuore della sensibile donna.

Chi si aspettava una serata all’insegna della lotta alle molestie, sicuramente sarà rimasto deluso. Solo un rapido accenno all’affaire Weinstein da parte del presentatore della serata, Jimmy Kimmel, a inizio cerimonia. Unico momento di riflessione, un video presentato da Salma Hayek e Ashley Judd con Annabella Sciorra (loro stesse fra le denunciatarie di Weinstein), in cui si parlava di inclusione e superamento delle barriere di genere ma anche di colore della pelle.

In quello che si sperava fosse un Oscar che tornasse a parlare italiano, lo Stivale è felice a metà. “Chiamami col tuo nome” di Luca Guadagnino non ce l’ha fatta nella lotta per i due premi principali ai quali era candidato.

Come miglior attore protagonista Timothèe Chalamet ha ceduto il passo a chi, da principio, era dato come favorito: Gary Oldman per “L’ora più buia”. Per Guadagnino, qualora avesse trionfato, sarebbe stato un risultato storico proprio lì dove “La vita è bella” di Roberto Benigni aveva fallito, venendo celebrato come miglior film straniero, così come ‘La grande bellezzà di Paolo Sorrentino nel 2014.

Guadagnino, comunque, una statuetta è riuscito a portarla a casa, quella che nei pronostici era data come la più probabile.È ‘ quella per la miglior sceneggiatura non originale, grazie all’adattamento di James Ivory tratto dall’omonimo romanzo di André Aciman. Una curiosità: Ivory, con i suoi 89 anni, è il più anziano ad avere mai ricevuto l’Oscar.

I premi maggiori

Quello che è saltato agli occhi di questa edizione degli Oscar è che, a differenza di tante altre, non c’è stato un vincitore assoluto. Di certo il più soddisfatto può essere Guillermo Del Toro che con la statuetta per il miglior film e quella per la regia ha portato a casa due dei premi più importanti. A questi, si sono aggiunti anche due minori: quello per la miglior colonna sonora originale a Alexander Desplat e quello per la scenografia.

Poche sorprese dal punto di vista degli attori. Il miglior protagonista è stato Gary Oldman per il suo Winston Churchill di “L’ora più buia”. Attrice protagonista e attore non protagonista sono andati a Frances McDormand e Sam Rockwell per “Tre manifesti a Ebbing, Missouri”, mentre la migliore non protagonista è stata Allison Janney per la performance in “Io, Tonya”.

Si supponeva già dall’inizio e così è stato. Due dei kolossal di questa stagione cinematografica si sono dovuti accontentare dei premi minori. A “Blade Runner 2049”, sequel del capolavoro di Ridley Scott, sono andati la miglior fotografia e gli effetti speciali, mentre a “Dunkirk” di Christopher Nolan sonoro, montaggio e montaggio sonoro.

Il miglior film d’animazione è stato “Coco”, della Disney’, che ha ricevuto anche la statuetta per la canzone originale con “Remember me!. Fra gli stranieri ha trionfato il cileno “A fantastic woman”.

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