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Parlamento bloccato? E gli onorevoli si godono il maxi ponte fino al ...

Parlamento bloccato? E gli onorevoli si godono il maxi ponte fino al …

È il caso di dirlo: la bella vita. Mentre lo stallo politico prosegue senza sosta, un po’ per effetto della legge elettorale un po’ per l’incapacità dei leader fino a ieri avversari di trovare un accordo, i parlamentari eletti lo scorso 4 marzo si godono un (immeritato e lungo) “ponte”. Come riporta La Nazione, l’Aula della Camera e quella del Senato hanno chiuso i battenti lo scorso 18 aprile e non li riapriranno prima del 7 maggio. Una lunga vacanza dovuta alle festività del 25 aprile, del 1 maggio, e al fatto che le Commissioni ordinarie di Montecitorio e Palazzo Madama non sono ancora composte, non essendo formalizzata alcuna maggioranza. Né i recenti screzi tra le forze politiche lasciano presagire che la soluzione possa arrivare a breve. Scrive La Nazione:

Il Parlamento della 18esima legislatura non si ammazza di lavoro, anzi. Secondo l’ufficio studi del Senato dal 4 marzo a Palazzo madama si è lavorato per 12 ore e 56 minuti. Un impegno che ammonta a circa un giorno e mezzo di lavoro di una persona “normale. A Montecitorio dal giorno delle elezioni ci sono state solo 7 sedute.

Non è finita. Come scrive il Fatto Quotidiano, infatti, i senatori si sono visti recapitare sul proprio conto corrente il primo stipendio da parlamentare. Una bella somma, soprattutto per chi è alla prima legislatura:

Parliamo di più di 13 mila euro, paga superiore a quella normale perché va conteggiata anche una settimana di marzo. Così suddivise: 5.767 euro di indennità (maggiorata, altrimenti è 5.000), 3.500 di diaria, 2090 come rimborso per le spese di mandato e 1650 come rimborso forfettario delle spese di mandato. Insomma una bella cifra, specialmente per chi, con le precedenti attività, non si avvicinava lontanamente a numeri simili. A fine mese arriverà lo stipendio anche ai deputati, così suddiviso: circa 6.000 euro di indennità (anche questa maggiorata), 3.500 euro di diaria, 3.690 euro per il rimborso dei collaboratori, più altre conteggi trimestrali e annuali per i trasferimenti dall’aeroporto e le spese telefoniche. Totale: circa 14 mila euro. Denari che rendono difficile pensare a un ritorno al voto.

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