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«Passeremo in paesi splendidi mai coinvolti nel percorso»

«Passeremo in paesi splendidi mai coinvolti nel percorso»

In piazza Vittoria le auto sfilano una dopo l’altra. Si dispongono altezzose sotto l’Arengario per farsi ammirare.

Molte vengono da lontano. «Questo equipaggio arriva da Miami» e ancora «eccoli i nostri amici dall’Olanda» strilla lo speaker che dà il benvenuto ai concorrenti, intenti nelle operazioni di punzonatura.

E così ogni vettura diventa una sorta di cartolina dal mondo, con la sua storia, il suo fascino e il sogno di luoghi da visitare. La Mille Miglia e la globalizzazione dei motori.

La Mille Miglia e la voglia di viaggiare, di andare alla scoperta di posti che parlano di storia e cultura, incorniciati in paesaggi inimmaginabili. Ma, come spesso accade, i luoghi che meritano di essere visitati, sono molto più vicini a noi di quanto si possa pensare.

Ed è questo lo spirito della Freccia Rossa che, al di là dell’aspetto agonistico più o meno sentito, risulta un’esplorazione di territori e panorami ineguagliabili.
«Da questo punto di vista sono molto nazionalista – confida Giuseppe Cherubini, responsabile del percorso della Mille Miglia – perché viviamo in un Paese che offre mille spunti di interesse sotto il profilo turistico (intendendo con “turistico” l’insieme di attrazioni storiche, culturali, architettoniche e paesaggistiche, ndr).

Per comporre il tracciato sono andato in avanscoperta a Comacchio, dove la corsa non è mai passata, così come a Cortona e ad Amelia e ho capito che erano le scelte giuste». Città fuori dai circuiti turistici tradizionali che però risultano particolarmente apprezzate da chi ci arriva.

Piccoli tesori spesso trascurati. «La sollecitazione è quella di riscoprire le piccole città, di riscoprire questa Italia, anche grazie alla Mille Miglia», dice accorato Cherubini, mentre la piazza si riempie sempre più di mondo e gli equipaggi cominciano a focalizzare quei 1.

812 chilometri di percorso tra borghi medievali, colline, laghi e anche qualche scorcio di mare, oltre che un passo appenninico.
«Ad Arezzo e Orvieto non passavamo da circa 14 anni.

E anche Lucca era rimasta fuori dal giro per un po’. Quest’anno una delle prove cronometrate sarà intorno alle mura della città, dove negli anni ‘50 si correva una gara di velocità.

Torneremo sulla Cisa, attraversando Pietrasanta e Sarzana, dopo l’unico passaggio del 1949. E debutteremo in centro a Milano con la tappa in piazza Duomo.

Ad Arese ci sarà l’omaggio all’Alfa Romeo». C’è tanta bella Italia in questa Mille Miglia che animerà mezzo Stivale con il suo museo viaggiante, con il fascino delle auto d’un tempo, vetrina del progresso tecnologico dell’intero Paese.

Tanta bella Italia da presentare agli equipaggi, non solo agli stranieri, ma anche a chi, magari la corsa la seguirà da lontano, magari prendendo spunto per la prossima vacanza. Tutto condito con lo spirito della competizione (e della precisione) che per alcuni, in corsa per la vittoria, da oggi pomeriggio si gioca sul filo dei centesimi di secondo.

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