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Perché dice che sono una tiranna?

Perché dice che sono una tiranna?

Caro Massimo,
Sono imputata di essere una persona orribile, ma la sentenza non mi convince e mi appello al tuo parere. Io 31 anni, medico. Anche lui medico, 32. Io punto molto alla carriera, lui predica che la realizzazione personale può esserci solo nella villetta con giardino in cui giocano i bambini mentre gli adulti fanno il barbecue. Adesso che potremmo costruirci una vita insieme altrove, lui si rifiuta di lasciare la città in cui vive solo, per salvaguardare una vita di pseudo-certezze lavorative, aperitivi in centro e allegro peterpanismo.

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Ma la cosa peggiore è il suo costante atteggiamento di colpevolizzazione nei miei confronti: «Sono quattro anni che subisco la tua tirannia perché sei una persona arrogante». Io sono sempre stata sincera, a costo di suonare sgradevole. Lui è il primo a non essere pronto per un impegno familiare, lui così egocentrico e dipendente dall’approvazione degli amici («non chiedermi di scegliere tra te e loro perché non saprei»). Finisce la specialità, lui trova lavoro subito, io no. Il rapporto si deteriora, finché lui mi lascia il giorno prima della mia festa di fine specialità; disperata, lo prego di ripensarci, cosa che lui fa. Un paio di mesi dopo, siamo di nuovo ai ferri corti, almeno da parte mia: io gli chiedo più attenzioni, lui mi risponde che il momento è stressante. Mi sento amareggiata, sola e incompresa. Mi chiedo come sia possibile che dalla felicità si possa arrivare a non comprendersi e un po’ disprezzarsi. Dove stia la mia colpa, se ne ho, quante ne ho. Mi dico che è terribile sprecare tanto amore e tanto impegno. Ma mi sento intrappolata in una situazione che mi sta rovinando le giornate e le notti, passate a rimuginare e qualche volta a piangere. Io che nella vita ho sempre e solo pianto per le sconfitte della Nazionale e gli acciacchi della mia micia. Vuoi aiutare un’Immatura Emotiva a curare il suo cuore o eventualmente a spezzarlo, se questo può aiutare a farci entrare un po’ di luce?
Lucy86

Devi essere un bel tipino, tu. Hai scritto una lettera lunga come il Mississippi, pur sapendo che questa pagina riesce a contenere a stento un ruscelletto di montagna, obbligandomi al taglio sommario di interi capoversi contraddistinti da un pronome ricorrente: io. Nonostante questo, mi stai simpatica perché sei una che combatte, che si mette in gioco, che affronta la vita come una cosa seria da prendere sempre di petto e non di sguincio. Fai e disfai, critichi e ti autocritichi, pretendi molto da te e altrettanto da chi ti sta vicino, ma alla fine saresti disposta ad accontentarti del minimo sindacale, se quel minimo comprendesse la passione.

Una peperina simile è andata a innamorarsi di un uomo a energia bassa, egoista e sornione, felice di farsi investire dalla tempesta emozionale di una donna più brillante e ambiziosa di lui. Tu vivi di progetti da costruire e obiettivi da raggiungere, sul lavoro e nella vita. Lui non è animato dallo stesso fuoco. Desidera cose semplici, ma soprattutto comode, che non comportino sconvolgimenti pratici e men che meno emotivi. Procede più per accumulazioni che per scelte.

L’unica che ha assunto di recente è stata di lasciarti, ma di fronte alla tua opposizione non se l’è sentita di persistere nemmeno in quella. Accettando di restare dentro una storia che rimane in piedi solo perché non sa da che parte cadere. E tu ora ti senti in trappola. Idealizzi il vostro passato insieme per paragonarlo con nostalgia a un presente che ne rappresenta invece la logica involuzione. Nella vostra coppia, tu sei la metà che ha sempre dato di più.

La domanda che devi porre a te stessa è se pensi di poterti innamorare solo di uomini infantili che ti consentono, pur tra mille mugugni, di esprimere la tua natura generosa e dominante. Chiudendo una storia ormai logora, temi di perdere te stessa. Perciò stai soffrendo. Il dolore è la misura della nostra resistenza all’apertura del cuore. Osserva i tuoi disagi interiori, senza avvolgerli in troppe elucubrazioni, ma prendendone consapevolezza. Appena lo farai, la tua mente finalmente collasserà, i pensieri smetteranno di affollarti la testa e il tuo istinto (che è infallibile) ti dirà dove andare. Lontano da lui, suppongo.

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