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Più matricole al corso di medicina? Per l'Insubria sarà un problema

Più matricole al corso di medicina? Per l’Insubria sarà un problema

Laurea abilitante, immatricolazioni, contratti di specializzazione. Sono stati molti gli argomenti toccati il weekend scorso dai 60 presidenti dei corsi di laurea in Medicina e chirurgia ospiti dell’Università dell’Insubria e del collega varesino, professor Marco Ferrario.

Il futuro della medicina e della sanità è un tema molto caldo. La mancanza di specialisti ma anche di medici di famiglia preoccupa a più livelli: «Stiamo ancora aspettando le indicazioni del Ministero – spiega il professor Ferrario – ma l’orientamento sembra prevedere un aumento del 20% di posti in Italia per le matricole del corso di laurea.

Un incremento significativo che, però, per l’Università dell’Insubria vorrà dire aggravare ulteriormente una situazione già delicata sul fronte delle strutture e dei docenti. Attualmente siamo molto al di sotto dell’organico necessario.

L’arrivo di sette professori serve a sostituire chi se n’è andato ma non è sufficiente. Anche come laboratori, questa università ha bisogno di investimenti per la realizzazione di strutture aggiuntive».

Meno grave è la parte clinica: « Con l’accordo stretto con l’Asst Lariana abbiamo potenziato la formazione in corsia. Ci stiamo confrontando anche l’Asst Valle Olona per cui ritengo che questo non sarà un problema.

Ribadisco, invece, l’urgenza di potenziare l’organico dei professori: il nostro corso ha un rapporto tra numero di studenti e docente tra i più alti in Italia».

Il timore è quello che venga penalizzata, alla fine, la qualità della formazione che oggi, invece, ottiene riscontri più che positivi: « Dal “progressive test” condotto lo scorso anno ( è un test di 200 domande somministrato a tutti gli studenti del corso di laurea suddiviso per anno di frequenza in modo da verificare l’avanzamento qualitativo del sistema accademico) l’Insubria ne è uscita con un risultato davvero soddisfacente».

Il “progressive test” è stato somministrato in vista dell’innovazione della laurea abilitante e del nuovo esame di stato: « Come Conferenza abbiamo trattato le questioni della riforma introdotta e che vedrà cambiare l’ultima parte dei sei anni di corso universitario. L’attuale tirocinio che si svolge dopo aver conseguito la laurea, verrà ricompreso nell’ultimo semestre.

Noi ci stiamo muovendo, anche d’intesa con l’Ordine dei Medici, per prepararci alla novità che entrerà in vigore dal luglio 2020. L’esame di Stato sarà quindi innovato secondo criteri che stiamo predisponendo».

Anche sul fronte dei contratti per gli specializzandi sono in arrivo delle novità: « Ci aspettiamo che aumentino i contratti, anche per dare continuità all’aumento delle immatricolazioni e riportare a un livello adeguato il numero di specialisti futuri. Rimane aperto il ruolo che questi medici in formazione dovranno ricoprire in corsia, dato che il loro contratto è diverso da quello degli strutturati.

Aspettiamo comunque di conoscere le decisioni che verranno prese nella sede della Conferenza Stato Regioni».

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