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Presentata la Stagione teatrale 2019 del Comune di Lecce

Presentata la Stagione teatrale 2019 del Comune di Lecce

traduzione in sardo e consulenza linguistica Giovanni Carroni, regia, scene, luci, costumi Alessandro Serra in collaborazione con compagnia Teatropersona con il sostegno di Fondazione Pinuccio Sciola | Cedac Circuito Regionale Sardegna
Macbettu valica i confini della Scozia medievale per riprodurre un orizzonte ancestrale: la Sardegna come terreno di archetipi, luogo di pulsioni dionisiache. La riscrittura del testo operata dal regista, trasferita poi in limba sarda da Giovanni Carroni, guarda a una interpretazione sonora: gli attori sulla scena – uomini, come da tradizione elisabettiana – decantano una lingua che è pura sonorità, si allontanano dal giogo dei significati per magnificare il senso. Il risultato è uno spettacolo colmo di una meraviglia cupa, in grado di utilizzare elementi della tradizione, senza tuttavia fermarsi a una contemplazione statica, ma utilizzando i segni in modo schiettamente contemporaneo, quindi ambiguo, tragico, affascinante.

23 gennaio 2019  – TEATRO PAISIELLO
ArmamaxaTeatro/PagineBiancheTeatro
Gaetano Colella
ICARO CADUTO
testo Gaetano Colella
in collaborazione con Catalyst
regia ENRICO MESSINA
La storia è nota: Icaro precipita in mare dopo essere fuggito con suo padre Dedalo dal labirinto, a Creta. Le ali artificiali si sfaldano non appena il giovane si avvicina al sole. Il padre disperato, dopo averlo cercato a lungo, si rifugia in Sicilia. Icaro Caduto racconta tutto quello che segue la funesta caduta di Icaro: il ragazzino, dopo lo schianto in mare, non muore. Un pescatore lo raccoglie e lo porta a casa da sua moglie. Che fine ha fatto sua madre che ogni giorno alle porte del labirinto pregava Minosse che gli restituisse il figlio? E dov’è adesso suo padre, il geniale Dedalo che da sempre ha preferito dedicarsi alle sue invenzioni invece che a suo figlio? Icaro Caduto racconta una storia senza tempo: il complesso, delicato e meraviglioso rapporto che lega un figlio a un padre.

31 gennaio 2019 – TEATRO PAISIELLO
Factory Compagnia Transadriatica
LA BISBETICA DOMATA
di William Shakespeare
traduzione e adattamento di Francesco Niccolini
con Dario Cadei, Ippolito Chiarello, Angela De Gaetano, Franco Ferrante, Antonio Guadalupi, Filippo Paolasini, Luca Pastore, Fabio Tinella
musiche di Paolo Coletta
scene e realizzazione pittorica di Roberta Dori Puddu
regia Tonio De Nitto
Caterina l’inadeguata, la non allineata è la pazza per questo villaggio. Dietro di lei, spigolosa ma pura e vera, un mondo di mercimoni, di padri calcolatori, di figlie in vendita, di capricci lontani dall’amore, di burattinai e burattini non destinati a vivere l’amore, ma a contrattualizzarlo. La nostra Caterina non sta a questo gioco e come in una fiaba aspetta, pur non mostrando di volerlo, un liberatore, un nuovo inizio che suo malgrado potrà costarle molto più di quanto immagini. Ed ecco che la commedia si fa favola nera, grottesca, più contemporanea forse, nel cinico addomesticamento che non è molto diverso dallo spietato soccombere.

3 febbraio 2019 – TEATRO PAISIELLO
Erasmus Theatre
INVISIBILI
di e con Mohamed Ba
L’opera Invisibili è un viaggio nelle memorie di ieri l’altro, di ieri e di oggi. Passare dalla schiavitù alla shoah per arrivare ai migranti di oggi cercando di prevedere il nostro domani. Questo spettacolo teatrale ripercorre il cammino di due cittadini africani che s’incontrano su una spiaggia e cercano a tutti i costi di sopravvivere agli incubi della povertà sognando una vita migliore dall’altra parte della barriera. Che ne sarebbe della nostra vita se, per misterioso caso, non fossimo nati qui ma nel “Terzo Mondo”? Ciò che per noi è scontato (studiare, mangiare, avere casa e cure, lavorare, persino invecchiare…) là non lo sarebbe affatto. Così, negli occhi di due africani, il bisogno raddoppia il sogno. In questo spettacolo, Mohamed Ba è contemporaneamente il custode della tradizione africana e il rinnovatore che canta le contraddizioni storiche, sociali e politiche, i sogni, le speranze, i dolori delle comunità africane di fronte al dramma dei viaggi di migrazione e le speranze di chi lascia tutto senza dimenticare nulla.

12 febbraio 2019 – TEATRO PAISIELLO
Compagnia Teatro Binario 7
COME SONO DIVENTATO STUPIDO
dal romanzo di Martin Page
con Corrado Accordino, Chiara Tomei, Daniele Vagnozzi, Alessia Vicardi
drammaturgia e regia: Corrado Accordino
Antoine ha una grave malattia: l’intelligenza. È una persona particolarmente dotata, più della media, e ha capito che la sua curiosità intellettuale è una condanna. Tenta varie strade per risolvere la sua difficoltà fino a quando prenderà la decisione definitiva, diventare stupido. Lo farà attraverso gruppi di educazione al suicidio, abuso di farmaci, ipotesi di lobotomia, lunghe serate trascorse a giocare a Monopoli.

19 febbraio 2019 – TEATRO PAISIELLO
Stivalaccio Teatro
Marco Zoppello, Michele Mori
DON CHISCIOTTE, TRAGICOMMEDIA DELL’ARTE
soggetto originale Marco Zoppello
elaborazione dello scenario Carlo Boso e Marco Zoppello
dialoghi Carlo Boso e Marco Zoppello
costumi e fondale Antonia Munaretti
maschere Roberto Maria Macchi
struttura scenografica MIRCO ZOPPELLO
regia MARCO ZOPPELLO, MICHELE MORI
Giulio Pasquati, Padovano, in arte Pantalone e Girolamo Salimbeni, Fiorentino, in arte Piombino, sono due attori della celebre compagnia dei Comici Gelosi, attiva e applaudita in tutta Europa tra il 16° e 17° secolo. Sono vivi per miracolo. Salgono sul palco per raccontare di come sono sfuggiti dalla forca grazie a Don Chisciotte, a Sancho Panza ma soprattutto grazie al pubblico. A partire dall’ultimo desiderio dei condannati a morte prendono il via le avventure di una delle coppie comiche più famose della storia della letteratura, filtrate dall’estro dei due saltimbanco che arrancano nel tentativo di procrastinare l’esecuzione, tra mulini a vento ed eserciti di pecore.

25 febbraio 2019 – TEATRO APOLLO
Presidenza del Consiglio dei Ministri – Giorno della Memoria 2019
Promosso da UCEI – Unione delle Comunità Ebraiche Italiane
LIBERO È IL MIO CANTO
Solista: Cristina Zavalloni, Voce narrante: Paola Pitagora, Pianoforte: Francesco Lotoro, Violino: Fabrizio Signorile, Clarinetto Andrea Campanella, Fisarmonica: Vince Abbracciante, Chitarra: Leo Gallucci, Violoncello: Wu Hsueh-Ju, Coro delle voci bianche – Coro femminile
Le donne internate nei lager tedeschi, nei gulag russi, nei campi giapponesi e africani durante la seconda guerra mondiale, donne ebree, tedesche, polacche, ungheresi, italiane, olandesi, ma anche britanniche e australiane, sovietiche e rom, composero molta musica, a volte con il consenso dei loro aguzzini, a volte di nascosto. Sono testimonianze struggenti della creatività femminile, e della capacità di non arrendersi al male cercando disperata consolazione nella bellezza e nell’arte. Grazie al lavoro di Francesco Lotoro, che da trent’anni si dedica alla raccolta e trascrizione delle musiche composte dagli internati durante la seconda guerra mondiale, queste musiche sono tornate alla luce.

2 marzo 2019 – TEATRO APOLLO
Emilia Romagna Teatro Fondazione
Compagnia Pippo Delbono
LA GIOIA
con Dolly Albertin, Gianluca Ballarè, Bobò, Margherita Clemente, Pippo Delbono, Ilaria Distante, Simone Goggiano, Mario Intruglio, Nelson Lariccia, Gianni Parenti, Pepe Robledo, Zakria Safi, Grazia Spinella, composizione floreale Thierry Boutemy, musiche di Pippo Delbono, Antoine Bataille, Nicola Toscano e autori vari, luci Orlando Bolognesi uno spettacolo di Pippo Delbono, coproduzione Théâtre de Liège, Le Manège Maubeuge – Scène Nationale
Ogni spettacolo può essere un viaggio, un attraversamento di situazioni, stati d’animo, intuizioni diverse, che ti colgono di sorpresa. La recita di ogni sera non è più recita, ma è un rito, è un apparire e un gesto unico che lega chi agisce a chi guarda, in un comune respiro. Fare uno spettacolo sulla gioia vuol dire cercare quella circostanza unica, vuol dire attraversare i sentimenti più estremi, angoscia, felicità, dolore, entusiasmo, per provare a scovare, infine, in un istante, l’esplodere di questa gioia. Invece di fissarsi in delle immagini, dei suoni, dei movimenti sul palcoscenico, Pippo Delbono e gli attori della sua compagnia cercano di compiere ogni giorno un passo in più verso questa esaltazione assoluta, questa bruciante intuizione.

11 marzo 2019 – TEATRO PAISIELLO
#reteteatro41, Fondazione Matera-Basilicata 2019
HUMANA VERGOGNA
coreografie Silvia Gribaudi, con Antonella Iallorenzi, Simona Spirovska e performer internazionali, contributi artistici di laboratorio Massimiliano Civica, Sharon Fridman, Chiara Frigo, Radosław, Rychcik e Jakub Porcari, direzione artistica Antonella Iallorenzi, coordinatore di progetto Franco Ungaro
La vergogna del corpo, la vergogna degli altri, la vergogna della famiglia, la vergona del fallimento, la vergogna del sesso, la vergogna del diverso, la vergogna del quante possono essere le vergogne intime dell’uomo e quante le possibili visioni poetiche? Dove avviene la trasformazione dalla vergogna alla bellezza? Humana Vergogna è strutturata con live performance e video da cinque performers durante la fase di produzione nella Casa Circondariale di Matera (gennaio-marzo 2019). Una riflessione sulla parola “vergogna” che comincia da un’analisi intima per essere poi condivisa attraverso le parole e i corpi in un atto di antagonismo e simbiosi allo stesso tempo.

12-16 marzo 2019 – CONVENTO DEGLI AGOSTINIANI/fuori abbonamento
Clyde Chabot
SICILIA
testo e interpretazione: Clyde Chabot
“Intraprendere il movimento inverso, ricostruire, riunire, provare a”. Questa è la dichiarazione di intenti di Sicilia della drammaturga, attrice e regista francese Clyde Chabot. Con questo lavoro tenta infatti di ricostruire la storia della sua famiglia seguendo le orme degli antenati, emigrati alla fine del XIX secolo dalla Sicilia verso la Tunisia, prima di trasferirsi in Francia. Ospite attorno ad un grande tavolo, il pubblico condivide con l’autrice e interprete la sua storia, che riflette quella dell’immigrazione italiana e tutte le domande insite in essa.

16 marzo 2019 – TEATRO PAISIELLO
Compagnia Veronica Cruciani, Teatro Donizetti di Bergamo, CrAnPi
Anna Della Rosa
ACCABADORA
dal romanzo di Michela Murgia edito da Giulio Einaudi Editore
drammaturgia Carlotta Corradi
scene e costumi Barbara Bessi
luci Gianni Staropoli
suono Hubert Westkemper
regia VERONICA CRUCIANI
Michela Murgia racconta una storia ambientata in un paesino immaginario della Sardegna, dove Maria, all’età di sei anni, viene data a fill’e anima a Bonaria Urrai, una sarta che vive sola e che all’occasione fa l’accabadora. La parola, di tradizione sarda, prende la radice dallo spagnolo acabar che significa finire, uccidere; Bonaria Urrai aiuta le persone in fin di vita a morire. Maria cresce nell’ammirazione di questa nuova madre, più colta e più attenta della precedente, fino al giorno in cui scopre la sua vera natura. È allora che fugge nel continente per cambiare vita e dimenticare il passato, ma pochi anni dopo torna sul letto di morte della Tzia. È a questo punto della storia che comincia il testo teatrale. Maria è ormai una donna, o vorrebbe esserlo. Ma la permanenza sul letto di morte della Tzia mette in dubbio tutte le sue certezze.

27 marzo 2019 – TEATRO PAISIELLO
Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Teatro Biondo di Palermo
Davide Enia
L’ABISSO
musiche composte ed eseguite da Giulio Barocchieri
spettacolo tratto da Appunti per un naufragio (Sellerio editore)
di e con Davide Enia
in collaborazione con Festival Internazionale di Narrazione di Arzo
Il primo sbarco l’ho visto a Lampedusa assieme a mio padre. Approdarono al molo in tantissimi, ragazzi e bambine, per lo più. Io era senza parole. Era la Storia quella che ci era accaduta davanti. La Storia che si studia nei libri e che riempie le pellicole dei film e dei documentari. Ne L’abisso si usano i linguaggi propri del teatro (il gesto, il canto, il cunto) per affrontare il mosaico di questo tempo presente. Quanto sta accadendo a Lampedusa non è soltanto il punto di incontro tra geografie e culture differenti. È per davvero un ponte tra periodi storici diversi, il mondo come l’abbiamo conosciuto fino a oggi e quello che potrà essere domani. Sta già cambiando tutto. E sta cambiando da più di un quarto di secolo. Davide Enia

3 aprile 2019 – TEATRO APOLLO
Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto

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