lunedì , novembre 19 2018
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Recensione: Estate, l'insostenibile realtà della canicola di ...

Recensione: Estate, l’insostenibile realtà della canicola di …

Estate: tempo di corpi sudati, muscoli in bella vista, amori fugaci e dell’immancabile mutazione che ognuno di noi subisce nel periodo delle agognate ferie e dei viaggi in terre lontane. Proprio dalle assolate spiagge di una canicola pugliese parte il nuovo lavoro di Alessandro Tota, autore che tra le sponde del mercato francese e italiano (principalmente sotto etichetta Coconino Press, con cui ha realizzato l’ultimo e premiatissimo Il ladro di libri in collaborazione con Pierre Van Hove e il grottesco Charles, un’assurda avventura che collega la sua Bari con la figura di Charles Baudelaire) ha trovato la sua fortuna.

Claudio è il classico “ragazzo da evitare”, quello da tenere il più possibile a distanza e da non presentare mai e poi mai ai propri genitori: capace di qualsiasi scorrettezza (il volume si apre con un suo “scherzo” con il quale sembra aver fatto perdere la vista, non sappiamo se permanentemente o meno, al suo amico Nicola), circondato da coloro che la società benpensante ha allontanato ed emarginato e lontano dallo stereotipo del tipo da spiaggia. Decisamente poco dedito alla cura di sé stesso, poco socievole e “ADDIRITTURA” dedito all’utilizzo di droghe.

DUE UNIVERSI IN COLLISIONE

Cosa succede se catapultiamo un personaggio di questo stampo in un contesto di esplosione muscolare e ormonale, lontani dai rave e dalla cultura punk (tanti cari al nostro protagonista), in un ambiente in cui dietro a una spessa patina di ipocrisia e sottile critica sociale da parte dall’autore si muove una classica storia d’amore, di quelle che bruciano come un fiammifero sotto gli ombrelloni e tra le onde del mare? Il protagonista fa infatti la conoscenza di Mirtilla e del suo strampalato gruppo di amici e in un attimo i due sembrano coinvolti in un rapporto d’amore fugace e stonato, quasi come a voler incastrare a forza due pezzi non combacianti di un puzzle.

Il ragazzo, sempre più stranito e rintronato dal contesto, fa anche la conoscenza di Dario che dietro a una maschera da cavallo nasconde più e più maschere pirandelliane, con le quali si nasconde e si adatta alle diverse situazioni che sembrano pararsi di fronte a lui, pronto a farsi amare grazie al suo sorriso smagliante e alla sua impeccabile morale. In un clima di calma apparente però basta una piccola miccia, una parola di troppo dal finestrino di una macchina o una vecchia fiamma rubata, per far traboccare il vaso e mandare in mille pezzi questo clima da commedia americana in un climax di terrore e sangue.

LA STORIA CANICOLARE DI ALESSANDRO TOTA

Il volume, che si presenta nelle più classiche vesti dei decennali successi di Igort sotto etichetta Coconino Press (ripresa e rivista dalla novella Oblomov Edizioni) fa della sua veste grafica una parte integrante della storia. Dietro a una bicromia in bianco e rosso infatti si nasconde una vera e propria rappresentazione nell’atmosfera canicolare dell’opera, che rimanda alla sensazione estiva e acida della storia e ne esalta l’immersione. Il disegno, che mescola sapientemente un tratto febbricitante a un acquerello capace di arricchire contesti e ambientazioni, finisce per risultare unico nella miriade di ispirazioni che si possono cogliere, quelle più sommesse e nascoste e quelle più palesi e volute.

Un disegno sporco e a tratti sbilenco accompagna i temi e lo stile narrativo, con una attento lavoro di ricerca nella caratterizzazione dei diversi personaggi – alcuni dei quali ritornano dalle pagine di Charles – andando a creare una favola ruota intorno alla messa in ridicolo della società cosiddetta “benpensante”, che emargina ed esclude il diverso, lo strambo e l’unico nel tentativo di uniformare tutti al di sotto di una cappa opprimente di caldo e umidità.

ALESSANDRO TOTA E IL RACCONTO DELLA PICCOLA PROVINCIA

Fratelli, Charles e l’ultimo arrivato Estate, come rivelato dallo stesso Tota, vanno a chiudere una trilogia (che si arricchisce di racconti e altri piccoli dettagli) che risulta come un compendio che si concentra sulle piccole realtà e sulle vicende delle persone che le abitano. Partito dalla sua Bari per arrivare a contatto con il mercato francese e la sua realtà, così lontano ed allo stesso tempo così vicino ad una certa realtà di quello italiano (quello più autoriale e capace di tinteggiare dei ritratti fugaci dell’infanzia e del loro sviluppo) l’autore ha deciso di raccogliere in queste pagine la sua visione sulla realtà attuale con un occhio diverso e distaccato.

Il risultato che ne esce è un racconto divertente e che per il suo fautore, da come si può percepire, è stato un divertimento nel suo concepimento. Una romantica e romanzata mescolanza di ricordi e di ispirazioni, pescati tra le vie e le spiaggie della sua terra natìa, dalla quale infondo non ci si riesce mai a staccare neanche a migliaia di chilometri di distanza.

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