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Sekiro senza multiplayer? Benissimo così, per ora

Sekiro senza multiplayer? Benissimo così, per ora

Come confermato più volte da From Software, l’attesissimo Sekiro: Shadows Die Twice non avrà una parte multigiocatore. Ebbene sì, dopo Demon’s Souls, i tre Dark Souls e Bloodborne, il prossimo gioco diretto dal geniale Hidetaka Miyazaki sarà il primo, dopo tanti anni, a essere interamente incentrato sul single player. La mia reazione? Semplice: va benissimo così. Il multiplayer mi piace molto, specie quello cooperativo, ma devo dire che nei Souls e in Bloodborne ha sempre funzionato male, per molti aspetti. Chi segue con attenzione IGN Italia e conosce un po’ i miei gusti sicuramente ha una minima idea di quanto mi piaccia il genere soulslike e quanto, in particolare, i giochi di Miyazaki. Ma chi è proprio attento attento attento si sarà anche accorto che è da un po’ che critico, a volte anche aspramente, il multiplayer dei titoli From.

Prendiamo la recensione di Bloodborne, per esempio, che è tutt’ora il mio gioco preferito di questa generazione e uno dei miei preferiti di sempre. Recensione di puro amore, quindi, ma da cui è possibile estrapolare anche questo stralcio, relativo proprio al multigiocatore:

Cara From Software, per favore, basta con questo multiplayer così complesso. Facci giocare, dai. Studia un altro sistema per rendere i tuoi giochi difficili anche in cooperativa, ma per favore, basta con questa complessità. Sì, abbiamo capito, è affascinante l’idea che tu sia sempre solo nel mondo, e che gli aiuti siano qualcosa di raro e complesso da ottenere, ma dai, davvero, facci giocare in coop in modo sereno. Un consiglio? La parte criptica del multiplayer va strabenissimo per il PvP e per l’eventuale coop con sconosciuti. Ma per gli amici, sul serio, invito regolare dalla lista PSN e ciao. Perché ok il design criptico, nel single player ci sta al bacio, ma il multi con gli amici è fatto anche di serate organizzate, fidati, è meglio semplificarlo. Fai in modo che in due o tre giocatori i boss e i mostri siano più tosti, fai come vuoi, ma facci giocare insieme in modo più immediato.

E nella rece di Dark Souls 3, dell’anno dopo?

Un altro potenziale difetto può essere il fatto che il multiplayer continua a essere governato da regole un po’ limitate e limitanti. Come già detto in più occasioni, la cosa è indubbiamente affascinante, perché si integra meravigliosamente nell’aura di mistero, solitudine e tormento che permea tutto il gioco, ma sempre per amore dell’accessibilità il multiplayer dei Souls potrebbe anche essere rivisto in toto, prima o poi.

Insomma, il mio pensiero era chiaro già negli anni scorsi: il multi di From Software non va per niente bene. L’idea di base delle evocazioni è sinceramente spettacolare e in Demon’s Souls, nel 2009, contribuiva (insieme a tutte le spettacolari componenti del multiplayer asincrono) al fascino di un gioco assurdo e meraviglioso. Poi, però, a un certo punto, se una cosa funziona male, beh, funziona male. E per me un sistema in cui non è possibile invitare gli amici in massimo due o tre clic è un sistema che funziona male. Alcuni mesi fa, quando Bloodborne è stato regalato con PlayStation Plus, io e un gruppetto di amici ne abbiamo approfittato per tornare a giocarci. In particolare, io volevo trascinare un po’ tutti nei Calici, che a me sono sempre piaciuti da morire, ma che gli altri avevano invece un po’ sottovalutato. Ebbene, proprio in quella parte del gioco, dove la cura per l’atmosfera e il level design si sposta leggermente per lasciare spazio e focus al dungeon crawling, al farming e al divertimento un po’ più spicciolo, il multiplayer cooperativo ci starebbe proprio al bacio.

E si può fare, eh, non è che non si possa. Però, mamma mia, che due palle, davvero. Suona la campana, ok, la suono anche io, sì, siamo nello stesso dungeon, no, aspetta, è lo stesso ma non è lo stesso, in che senso, eh, spetta, ti passo questo codice, crea il dungeon con questo codice, ok, ma hai messo la password? Quale password? Nelle impostazioni, vedi, devi mettere una password, metti Cravatta59, con la C maiuscola. Ok, va? Non lo so. Ah, sì, sto entrando nel tuo mondo. Ooooh, finalmente, bene. Ok, giochiamo. Mamma mia, che figata fare insieme questi dungeon. Spazzoliamoci tutto il primo piano di questo Pthumeru Hyll putrido e fetido. Puliamo tutte le porte laterali. Mamma mia, che goduria. Vai col boss. Figata spaziale. Ah, già, tu ora sparisci, perché abbiamo fatto il boss. Un po’ una palla, sta cosa, ma ora che abbiamo settato tutto, semplicemente risuoniamo la campana. Vai. Aspetta, non posso. Come non puoi? E io qui nella mia partita devo ancora farlo, il boss. Stai dicendo che dobbiamo rifarci tutto il primo piano del dungeon anche da te? Eh, mi sa di sì. Ecchedduepalle, però!

Insomma, esperienza quantomeno rivedibile, per usare un eufemismo. Ed ecco che la notizia del multiplayer assente in Sekiro te l’accolgo praticamente con gioia. E per forza, no? Ora, non è che io voglia rinunciare per sempre all’idea di avere una bella coop in giochi affascinanti come quelli che il caro Miyazaki sa creare, ci mancherebbe. Però di sicuro ci vuole qualcosa di degno, qualcosa in linea con la qualità del single player. E al momento eravamo molto lontani da questo risultato, per cui una bella pausa, con Sekiro, ci sta tutta (gioco di parole involontario, me ne sto accorgendo adesso, col fatto che contestualmente alla mancanza di una modalità online, in Sekiro è stata introdotta anche la possibilità di mettere in pausa, da sempre assente nei Souls di From Software).

Che poi mi immagino anche le chiacchiere interne tra Activision, publisher per l’occasione, e From Software. Del tipo: “Aspetta, ma questo è il multiplayer che avete a disposizione? Cioè, così? Che funziona così proprio? Mmm… Ascolta un fesso: per adesso facciamo che il gioco è solo single player. Poi, qualora dovesse avere successo, come ci auguriamo tutti, per il seguito il multiplayer ve lo facciamo fare noi da uno dei nostri team. Non per menarcela, ma qualcosa ne capiamo, tranqui. Voi concentratevi su quella roba giapponese che sapete fare benissimo, la difficoltà, quella specie di droga acchiappanerd, che ne so cos’è, quello che fate voi, insomma. Il multi vediamo poi”.

E non sarebbe neanche male, come cosa, no? La collaborazione tra Activision e From Software, due aziende per molti versi un po’ agli antipodi, potrebbe fare bene a entrambe in molti sensi. Ma forse soprattutto a From, che ha sicuramente molti margini di miglioramento in diverse direzioni: curva di apprendimento/difficoltà, interfaccia utente e, non ultimo, il multiplayer. Probabilmente, davvero, qualora l’esperimento di Sekiro dovesse andare bene, e la collaborazione tra Activision e From continuare, potremmo ritrovarci una software house maturata sotto aspetti che finora sono stati un po’ dei punti deboli. E non dispiacerebbe proprio a nessuno. Senza snaturare lo spirito classico del gruppo di Miyazaki, chiaramente, ci mancherebbe.

Che ne pensate? Parliamone un po’.

Gianluca Ualone Loggia è convinto che il suo lavoro, provare i giochi per poi chiacchierarne, sottragga troppo tempo a una delle sue principali passioni: provare i giochi per poi chiacchierarne. Seguitelo su Facebook, Instagram e Twitter.

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