martedì , novembre 13 2018
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Si può cambiare per amore?

Si può cambiare per amore?

Caro Massimo,
Dopo anni di solitudine sentimentale finalmente ho incontrato un uomo che è riuscito a coinvolgermi profondamente: è dolce, affettuoso, vuole stare sempre con me, è generoso e gentile. Ma – c’è sempre un ma purtroppo, nella mia vita – c’è un lato di lui che proprio non accetto: spesso, quando usciamo la sera, sempre in compagnia dei suoi amici, beve troppo e fa uso di cocaina. Io non sopporto questa sua mancanza di controllo, lo vedo debole, malato; poi non mi lascia mai andare a dormire e, stando sveglia fino all’alba, il mio lavoro ne risente.

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Lui non ha problemi, vive di rendita e la mattina dorme, non capisce che io non posso vivere come lui. Quando mi arrabbio e minaccio di lasciarlo, lui tace, mi abbraccia e piange, facendomi sentire come se fossi l’unica persona al mondo che conta per lui.
Secondo te un uomo di 50 anni può cambiare per amore? Giorgia

Solo se a deciderlo è lui. Non ho mai visto nessun cinquantenne, ma neanche nessun trentenne, cambiare dopo avere incontrato l’amore. Ne ho visti tanti cambiare: e dopo, in conseguenza del cambiamento, incontrare l’amore. L’esigenza che mette in moto il mutamento interiore è sempre individuale e scollegata dalla molla della conquista o dalla paura della perdita. Perché non si tratta di un desiderio, ma di un bisogno. Di una pulsione repressa per troppo tempo che all’improvviso diventa irresistibile. Un uomo come il tuo, che ha vissuto di rendita per tutta la vita, forse ha un problema enorme con l’autostima. Non avendo mai dovuto lottare per affermarsi in nulla, ha finito per cercare stimoli là dove gli sembrava più facile trovarli. In nome dell’amore che sicuramente prova per te potrebbe rinunciare alla trasgressione notturna che gli svuota la mente dai pensieri che non vuole pensare? Potrebbe svegliarsi alle sette del mattino con la curiosità di un pioniere esistenziale, e andare a correre al parco bevendo centrifughe allo zenzero? Temo di no.
Mi dirai: ma come, proprio tu che consideri l’amore una rivoluzione, neghi che sia possibile cambiare per amore? Hai ragione, Giorgia, però l’amore ha una doppia impugnatura. Può essere usato come una spada per spezzare i nodi del proprio carattere e liberare nuove potenzialità espressive. Ma può essere usato anche come un bastone per appoggiarsi all’esistente, così da non essere costretti a cambiare. Si direbbe che il tuo fidanzato non ti abbia accolto nella sua vita per trasformarla, ma per integrarla. Forse agli inizi si sarà persino illuso che l’innamoramento potesse ribaltare le sue priorità. Ma si deve essere presto accorto che la storia con te riusciva a conciliarsi benissimo con la sua vita abituale, solo ingentilendola un po’. Tu gli offri il sostegno e il calore di cui ha bisogno, ma non gli togli un altro bisogno evidentemente ancora più essenziale: quello di continuare a essere ciò che si è convinto di essere. Paradossalmente potresti riuscirci soltanto lasciandolo. La vostra rottura sarebbe un trauma anche per lui, ma non è detto che basterebbe a indurlo a uscire dalla zona di conforto in cui è abbarbicato fin da ragazzo. Avendo sempre lottato poco, potrebbe trovare più comodo arrendersi ancora una volta. Si tratta di uno schema che conosce bene. Gli verrebbe spontaneo sparire dalla tua vita e dimenticarti ogni notte dentro una pasticca o un bicchiere di whisky.
Non credere che io non ti capisca, cara Giorgia. Chi ama è pervaso da un fuoco che lo fa sentire onnipotente e quindi non sopporta di ritrovarsi, rispetto all’amato, in una condizione di impotenza. Ma neppure l’amore più grande del mondo può costringere a mettersi in discussione chi non ha alcuna intenzione di farlo. Devi sperare che qualche altro evento – non saprei dirti quale, ma di sicuro sganciato dal vostro rapporto – riesca a toccarlo nel suo punto debole, infrangendo la vetrina di cristallo che lo protegge dalle insidie del cambiamento e facendo partire il classico meccanismo di crisi e rinascita che presiede a tutte le rivoluzioni esistenziali. Nell’attesa, temo che l’unico modo di amarlo consista nell’accettarlo così com’è. O nel lasciarlo andare, se ad accettarlo proprio non riesci.

(Illustrazione Leonard Beard)

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