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Staminali per "rigenerare" il fegato

Staminali per "rigenerare" il fegato

VIENNA – Infusioni di staminali per ‘rigenerare‘ un fegato malato di pazienti con una patologia in fase avanzata. E’ la sperimentazione italiana che è stata appena presentata all’Easl, il congresso di epatologia in corso a Vienna. Verrà avviata nei prossimi mesi su 20 pazienti all’Università Sapienza di Roma. Lo scopo è rigenerare l’organo nelle persone con cirrosi, per evitare che siano costrette al trapianto.

“Il nostro approccio – racconta Domenico Alvaro, direttore del Dipartimento di Medicina traslazionale e di precisione della Sapienza e  presidente della Società italiana di gastroenterologia ed endoscopia digestiva (Sige) – impiega cellule staminali residenti nel fegato. Abbiamo già trattato in una prima fase 3 pazienti cirrotici in stadio avanzato”, dimostrando la sicurezza di questo approccio. “Mentre qui a Vienna presentiamo dati sperimentali che mostrano come queste cellule, in vitro, abbiano capacità riparatrici”.

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L’obiettivo è quello di intervenire e innescare un processo rigenerativo nel fegato dei pazienti e di scongiurare la necessità di un trapianto.Una strada simile è quella che sta percorrendo il team di Stuart Forbes del MRC Centre for Regenerative Medicine dell’University of Edinburgh. La sua équipe sta studiando l’effetto di infusioni nel fegato di macrofagi dal sangue dello stesso paziente da trattare. E a Vienna i ricercatori hanno presentato i primi dati sperimentali, che mostrano come queste cellule siano in grado di ridurre le ‘cicatrici’ del fegato malato.

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“E’ la vera medicina rigenerativa – conclude Alvaro – Che, tra l’altro, cerca di superare il problema della scarsa disponibilità di organi da trapiantare. In Italia si stimano 300-400 mila cirrotici, ma il sommerso è sconosciuto. E collegato a patologie come diabete, obesità e sindrome metabolica. Basti pensare che ancora oggi nel nostro Paese 20-30.000 persone muoiono ogni anno per cirrosi”. Dalla medicina rigenerativa potrebbe arrivare dunque una soluzione in grado di ‘riparare’ questi organi e salvare vite umane.

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