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Storia, italiano e geografia

Storia, italiano e geografia

LR24 (AUGUSTO CIARDI) – Premessa d’obbligo: non sarà facile. Il Porto non è il Manchester City, bella scoperta. Ma ha un blasone europeo che la Roma si sogna e nelle coppe, per una realtà che sfugge alla logica, il blasone conta, rafforza il valore delle squadre. Partecipare ogni anno alla Champions League riempie la maglia di esperienza che torna utile anche agli ultimi arrivati, anche ai calciatori che quella maglia la indossano per la prima volta. Ti senti responsabilizzato, entri in una dimensione che per quanto nuova ti appare familiare. La Roma sta lavorando per questo. La critica deve sempre essere costruttiva. Se la Roma in Italia presenta dei ritardi di programmazione evidenti, che in Coppa Italia diventano debiti formativi pesantissimi, in Europa sta crescendo, è innegabile. E questo è un merito che si deve riconoscere al club. Se in campionato ti avvicini alla trasferta di Verona con paure causate dal cammino contraddittorio e da illogiche rimonte subite, in Champions League nel giro di tre anni sei passato dalla speranza di non essere mortificato dalle goleade altrui, alla consapevolezza che anche in caso di sconfitta e di eventuale eliminazione, la squadra non avrà perso l’onore. Merito del club, merito dell’allenatore, merito dei calciatori.

Il compito difficile ma altrettanto doveroso ora è recuperare terreno in Italia. Perché la Roma sembra quello studente che si esalta quando viene interrogato sulla Grande Guerra, snocciola date, racconta eventi, ma va in difficoltà se gli chiedono i nomi di almeno tre dei sette Re di Roma. Che sa tutto sul clima, gli usi e i costumi della Spagna, dell’Ucraina e della Repubblica Ceca, ma fa scena muta se gli chiedi quali sono i capoluoghi di provincia della Lombardia. Perché alle elementari si annoiava o veniva poco stimolato dalla maestra. Fa rabbia vedere la Roma accontentarsi del minimo sindacale. Serve il quarto posto? Accelero quando rischio di perderlo. In Champions League vanno le prime due? Appena ho la certezza di essere secondo sbrago, finendo a diciassette punti dalla prima giocando in ciabatte le ultime tre partite (stagione 2013-14). La Coppa Italia? Interessa poco ai media, ai club, a parte dei tifosi? Se mi eliminano pazienza. La Roma versione europea degli ultimi diciotto mesi, contenderebbe il secondo posto al Napoli, e come minimo sarebbe in semifinale di Coppa Italia. Perché la rosa è composta da ottimi giocatori. Questo fa rabbia. Al netto di errori sul mercato, era una bestemmia calcistica affermare che al tecnico avessero smantellato la squadra, e che chiunque fosse più forte. Con il Porto può succedere di tutto. Sulla carta è un doppio match equilibrato. Non c’è una squadra nettamente favorita sull’altra. L’imponderabile può partorire risultati sorprendenti. Ma sai che la Roma sarà presente a se stessa, arriverà preparata all’interrogazione. Urge però un corso di recupero in italiano.

In the box – @augustociardi

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