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Sviluppo regionale in Romania: c'è chi fa miracoli...

Sviluppo regionale in Romania: c’è chi fa miracoli…

Magura, Brasov, Romania ( Anca Milushev/Shutterstock)

Da sei anni un ampio programma di sviluppo rurale ha assorbito dieci miliardi di euro dal bilancio nazionale. Ma i villaggi restano nel fango ed i loro abitanti in miseria. Un’inchiesta di Recorder.ro

(Pubblicato originariamente su Recorder il 7 marzo 2019, selezionato da LcB e OBCT)

Sâmbăta Nouă è un villaggio isolato della contea di Tulcea dove tutto sembra sul punto di crollare. Qui qualche centinaia di abitanti vivono ai limiti della sussistenza, come del resto milioni d’altri in molti villaggi della Romania. Nel mezzo degli edifici fatiscenti se ne erge uno dall’aspetto del tutto anomalo: una grande villa a due piani circondata da un’alta recinzione. È la casa del prete Mădălin Iscru che, da due anni, veglia sulla comunità. La sua autovettura – una Volvo XC90 del valore di circa 60.000 euro, è parcheggiata al fianco di quella della moglie, una Mercedes GLE350 del valore di poco inferiore, circa 45.000 euro.

Mădălin Iscru non è solo un servitore di Dio. Quando dismette la tunica diviene un uomo d’affari le cui relazioni arrivano sino ai vertici dello stato. La sua ricchezza non è solo legata a Sâmbăta Nouă ma a tutti i villaggi della Romania. Ha trovato una buona ricetta – o in altri termini una vacca da mungere – nel principale programma nazionale di modernizzazione dei villaggi rumeni.

Dieci miliardi di euro per far uscire i villaggi dal fango: questo era l’obiettivo che si proponeva il Programma nazionale di sviluppo locale (PNDL) quando venne istituito per decreto nel 2013 dal governo social-democratico di Victor Ponta. Risorse finanziarie tolte ai progetti legati alle grandi infrastrutture, come ad esempio dalla rete ferroviaria che sta cadendo in rovina. Il suo inventore: Liviu Dragnea, attualmente a capo del Partito social-democratico (PSD) che, dopo aver trascorso anni all’ombra di Ponta, è dal 2016 al timone. “Il PNDL è il più rilevante programma di sviluppo dopo la rivoluzione, e il più coraggioso, è un programma che mi è molto caro”, dichiarava a quei tempi durante un incontro del Psd. “L’ho creato io assieme a Sevil Shhaideh”. Quest’ultima è l’ex ministra per lo Sviluppo regionale. È questo il ministero incaricato di distribuire i 10 miliardi di euro ai comuni dell’intera Romania. Risorse destinate a pagare le aziende impegnate nella modernizzazione delle infrastrutture dei villaggi. Ma, in realtà, serve come paravento per un grande furto.

Durante l’estate del 2018 Mădălin Iscru venne nominato consigliere presso il ministero dello Sviluppo regionale sotto la supervisione diretta del ministro Paul Stănescu, barone dei Socialdemocratici dell’Olt e vice-primo ministro (incarico nel frattempo che gli è stato revocato da parte di Liviu Dragnea a seguito di un rimescolamento delle carte in seno al Psd). Qualche settimana dopo il prete divenne proprietario dell’azienda Hercinic SRL, un ex negozio di quartiere che ha sede in un appartamento: nessun dipendente, nessun fatturato, nessuna esperienza nel ramo delle costruzioni. Ciononostante il ministero per lo Sviluppo regionale ha immediatamente iniziato ad allocare fondi all’azienda di Mădălin Iscru attraverso l’intermediazione dei sindaci dei villaggi. Ha ricevuto fondi per la ristrutturazione di scuole, ambulatori medici, centri culturali. In quattro mesi ha ottenuto 130 contratti pubblici. Un record: Hercinic SRL occupa il primo posto all’interno del Sistema elettronico di acquisizioni pubbliche (SEAP), davanti a giganti dell’economia reale come OMV Petrom, Telekom, Selgros, Dedeman…

Drenaggio organizzato di fondi pubblici

Per capire come Hercinic SRL ha potuto racimolare 130 contratti in 4 mesi ci siamo recati nel comune di Gârliciu, nella contea di Costanza. Il sindaco, Constantin Cinpoiașu, desiderava far costruire un campo sportivo per i bambini del villaggio. Ed è l’azienda di Mădălin Iscru ad aver ottenuto il contratto. Di fatto Hercinic SRL si è vista attribuire in pochi minuti più contratti dalla municipalità di Gârliciu per un totale di 300.000 euro. Perché il sindaco Constantin Cinpoiașu ha scelto proprio quest’azienda? “Come l’abbiamo scelta?…”, ripete il sindaco imbarazzato dalla domanda. “Eh, dal SEAP. È così che l’azienda è stata selezionata”. Cosa aveva quest’azienda in più delle altre? “La serietà!”. E mentre Recorder.ro mostrava al sindaco che Hercinic SRL non aveva alcun dipendente né fatturato l’imbarazzo cresceva. “L’azienda non ha dipendenti…?”. Non lo sapeva? “Chiediamo alla segretaria”.

In Romania contratti pubblici possono essere assegnati ad un’azienda privata in due modi: con appalto o assegnazione diretta. Per quanto riguarda l’assegnazione diretta il totale del contratto deve essere inferiore ai 100.000 euro. Il vantaggio è che l’ente pubblico può scegliere in modo più agile l’azienda con cui intende lavorare. Il comune di Gârliciu intendeva costruire dei marciapiedi nel villaggio. Ma la somma del progetto superava i 100.000 euro e, affinché ottenesse il contratto la Hercinic SRL, venne diviso in due contratti distinti, ciascuno inferiore al limite dei 100.000 euro. Recorder.ro ha chiesto al sindaco Constantin Cinpoiașu quale fosse la differenza tra i due contratti. “Sono due contratti per il miglioramento del traffico a piedi”, ha risposto. Ma quale la logica della divisione? Il sindaco non sapeva che rispondere ed ha messo in calcio d’angolo.

Dividere i progetti in più contratti inferiori ai 100.000 euro è una pratica che avviene in tutto il paese. Il programma PNDL è stato concepito in modo che questa modalità operativa si sia potuta diffondere in modo incontrollabile.

Una rete di vassallaggi

Il sindaco di Ciochina, nella contea di Ialomița, ha ricevuto 400.000 euro dal ministero dello Sviluppo regionale per ristrutturare tre asili d’infanzia del comune. È Mădălin Iscru, ancora lui, ad avere ottenuto il contratto tramite un’altra società che controlla e che, come la Hercinic SRL, è “abbonata” al PNDL. I lavori sono terminati tre mesi fa. Il risultato è spaventoso.

Questi rubinetti sono nuovi? “Si”, risponde una dipendente. Sono già rovinati dopo solo tre mesi. “Sono di cattivo materiale”. Il sindaco Vasile Câmpulungeanu spiega cosa è stato ristrutturato: “Sono state tinte le pareti, questo muro è stato rifatto…”. Ma la stanza è in uno stato pietoso come se di ristrutturazione non ve ne fosse mai stata. Un interruttore non funziona, l’intonaco si stacca, nel muro vi sono crepe, il mobilio, di pessima qualità, ha già bisogno di riparazioni. “La ditta non aveva molto tempo…”, spiega il sindaco con un sorriso imbarazzato. “Mi hanno detto che quando arriverà primavera e quando il tempo lo permetterà ritorneranno a riparare tutto”.

Il rubinetto gocciola, l’interruttore è bloccato, i mobili rotti… e questo non significa che sono stati pagati poco. Recorder.ro ha ottenuto i prezzi applicati dall’azienda del prete Mădălin Iscru per la ristrutturazione degli asili d’infanzia: il prezzo per la manodopera, 9 volte superiore al prezzo di mercato; per 100 metri quadri di piastrelle Mădălin Iscru ha chiesto 4 volte il prezzo di mercato; per 1 m² di parquet, 8 volte il prezzo di mercato… quando gli viene fatto notare che per 100.000 euro si sarebbe potuto costruire un nuovo asilo Vasile Câmpulungeanu dimostra nuovo imbarazzo. E finisce per parlare a mezze parole.

Come ha selezionato quest’azienda? “Con… una telefonata. ‘Qualcuno vi aiuterà per quel vostro progetto di ristrutturazione degli asili nel vostro comune‘”. Una telefonata ricevuta da dove? “Eh… dal centro”. Dal partito?. “Centrale”, risponde il sindaco con un sorriso. Del partito al potere? “Si”. Temeva di perdere i fondi ministeriali se non avesse sottoscritto il contratto con l’azienda che le era stata segnalata? “Si, ci avrebbero accusati di non essere in grado di attirare i fondi a disposizione”. Alla fine il sindaco ammette di essersi pentito di aver accettato il contratto con l’azienda di Mădălin Iscru, ma che non aveva altra scelta: gli è stato detto che se non firmava con il prete non avrebbe ricevuto alcun fondo dal ministero. Una minaccia alla quale dice di essersi piegato per il bene dei bambini.

L’influenza di Mădălin Iscru deriva direttamente dal governo rumeno. Nell’autunno del 2018, quando ha sottoscritto il contratto per la “ristrutturazione” degli asili di infanzia a Ciochina, il prete era già consigliere presso il ministero per lo Sviluppo regionale, che concede i fondi. E mentre attingeva ai soldi del ministero, il prete ha nascosto nella sua dichiarazione dei redditi di essere amministratore della sua azienda. Un sindaco che ha accompagnato Mădălin Iscru al ministero e che si è ritrovato nella stessa situazione di Vasile Câmpulungeanu nell’essere obbligato a siglare i contratti con la Hercinic SRL ha dichiarato a Recorder.ro, sotto condizione di anonimato: “Mădălin Iscru ruba denaro utilizzando le firme dei sindaci”, e assicura di averlo detto anche in faccia al prete. Va notato che non è detto che Mădălin Iscru sia necessariamente il destinatario finale di questa presunzione di sottrazione di fondi pubblici.

Recorder.ro ha tentato di scoprire se colui il quale all’epoca ricopriva la carica di ministro dello Sviluppo regionale, Paul Stănescu, fosse a conoscenza di ciò che faceva il suo “consulente” e quali fossero i motivi reali del suo impiego presso il ministero. Interrogato in merito davanti al Palazzo del Popolo, sede del parlamento rumeno, Paul Stănescu ha risposto: “Assumo chiunque ritengo di avere la necessità di assumere”, prima di entrare nella sua vettura di servizio.

Altân Tepe è un villaggio dove vivono 200 persone dimenticate ai confini della contea di Tulcea. Qui l’ampiezza dei problemi è tale che le falle nel sistema di cui siamo stati testimoni sembrano avere meno importanza che altrove. “Ah mio caro, qui vedete il Medioevo, gli edifici stanno cadendo in rovina e tutti se ne fregano”, denuncia un’abitante. “Guardi questa crepa, se tocco, cade tutto… se vi è un terremoto cade tutto giù. Questi edifici vanno ristrutturati”. Molti appartamenti sono abbandonati. La gente se ne è andata. Alcuni servono solo come deposito per la legna. “Non abbiamo più un riscaldamento centrale. Quando la miniera funzionava ancora ce l’avevamo. Allora ci siamo arrangiati con delle stufette”. Comignoli di fortuna escono dalle finestre… la povertà grida vendetta ma le priorità dell’amministrazione locale sembrano non avere nulla a che fare con i bisogni degli abitanti.

Altân Tepe fa parte del comune di Stejaru. L’anno scorso il sindaco Nicolae Gioga ha firmato un contratto di 100.000 euro per installare “un’illuminazione pubblica intelligente”. Il contraente: Mădălin Iscru e la sua azienda. I fondi sono stati trasferiti al comune tramite il PNDL ma nessuno al ministero ha controllato di quanti lampioni avesse bisogno Altân Tepe. Il villaggio è costituito da poche vie… Abbiamo verificato: sono state installate 46 “lampadine intelligenti” per 100.000 euro, cioè 2173 euro a lampadina il cui prezzo unitario è, sul mercato, di circa 50 euro. U prezzo gonfiato quindi 40 volte.

“Sarebbe stato meglio fare dei tetti agli edifici piuttosto che questi lampioni”, afferma un abitante dopo essere venuto a conoscenza dell’ammontare speso per il progetto di illuminazione pubblica. “Perché hanno installato queste lampadine? Perché si vedano i fantasmi vagare? La verità è che lassù in alto accade di tutto e che siamo troppo piccoli per questa battaglia”.

Il sindaco è assente, il vice malato

Recoder.ro ha sollecitato il municipio di Stejaru per capire come sono stati spesi i fondi del Programma di sviluppo locali per il progetto di illuminazione pubblica ma non ha ottenuto alcune risposta. Dopo due settimane Recorder.ro è tornato sul posto ma sindaco e vice-sindaco erano assenti. “Dovrebbe arrivare presto, ci ho parlato stamattina, mi ha detto che sarebbe arrivato”, assicura un’impiegata comunale. Poi più tardi: “dice che non può venire, è a Tulcea per degli incontri”. E il vice-sindaco? Lei lo chiama e gli dice che ci sono dei giornalisti che desiderano fargli alcune domande. “È malato”, riporta lei.

Recorder.ro ha scritto a 20 comuni delle contee di Tulcea, Constanța, Brăila, Buzău, Vrancea e Mureș richiedendo documentazione pubblica per giustificare ciò che il “consulente” Mădălin Iscru ha fatto con i soldi ricevuti dal ministero dello Sviluppo regionale. Nessuna risposta.

Ritorniamo alla chiesa di Sâmbăta Nouă dove il prete ha tenuto messa. “Possa Dio avere pietà, che Gesù sia con tutti voi. Dio fa sorgere il sole su coloro i quali fanno il bene e quelli che fanno il male; fa cadere la pioggia sui giusti e sugli ingiusti, aiuta tutti senza distinzioni”, intona davanti ai fedeli.

All’uscita della messa proviamo a porgli delle domande. “Vi ho invitati alla mia tavola, non avete accettato, mi spiace, non rispondo alle vostre domande”, risponde lui. “A seconda di come vi comporterete vi risponderò forse un’altra volta, va bene?”, sottolinea con un tono paternalista al quale sembra essere abituato.

– “Vogliamo solo sapere come si fa a costituire un’azienda fantasma e poi ottenere 130 contratti pubblici in pochi mesi”

– “È un’opinione vostra noi non abbiamo…”, si difende il prete

– “È un miracolo incredibile”

– “Dio fa dei miracoli. È per questo che noi siamo suoi servitori, perché ci ama e fa dei miracoli

Dio sembra effettivamente aver fatto dei miracoli con il denaro dei contribuenti. Un abitante di Sâmbăta Nouă ce lo spiega: “Il Psd compera 70 lei di gessi che ne costano 1. È così il Psd. È così la Romania”, spiega. Il miracolo è tale che Viorica Dăncilă, primo ministro e portavoce di Liviu Dragnea, ha annunciato un «PNDL 2», quindi altri 10 miliardi di euro per lo sviluppo regionale. 10 miliardi di euro per le tasche di qualcuno e per spingere ancor più i villaggi rumeni nel fango.

 

Post-scriptum: dopo l’inchiesta di Recorder.ro la Direzione nazionale anti-corruzione DNA ha aperto un’inchiesta sul “Dio dei contratti

 

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