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Test d'ingresso: addio al numero chiuso per la facoltà di medicina

Test d’ingresso: addio al numero chiuso per la facoltà di medicina

Novità in arrivo per i giovani italiani: il ministro della Salute Giulia Grillo dice stop al test d’ingresso per la facoltà di medicina. Salvini è d’accordo e la appoggia. Si potrà definitivamente dire addio al numero chiuso?

Addio al numero chiuso: la nuova proposta

Una recente inchiesta del Mattino ha evidenziato un dato non trascurabile. C’è una forte carenza di medici nei pronto soccorso. Sarà stato forse questo il motivo che ha spinto il ministro della Salute ad intervenire nella questione? O forse il tanto temuto “numero chiuso” per i test della facoltà di medicina? Molto probabilmente un problema include l’altro e, finalmente, verranno adottate delle misure per far sì che i giovani italiani aspiranti medici rimangano a studiare e lavorare in patria.

Il ministro della Salute, Giulia Grillo, si è espressa al riguardo in un’intervista al Messaggero. Il ministro sostiene che sia importante risolvere il problema con una misura d’urgenza. Bisogna consentire ai medici precari, che già lavorano da anni nel 118 e nella rete dell’emergenza, ma privi di specializzazione, di accedere ai concorsi in questa specialità. Inoltre, è fondamentale dare diritto ad ogni italiano aspirante medico di poter avere ingresso alla facoltà di medicina. La Grillo spera, infatti, di mettere in atto una riforma per la formazione pre e post-laurea nel campo.

Test d’ingresso, cosa cambierà?

Bene la proposta del ministro Grillo, via il numero chiuso per gli studenti di medicina e più spazio per le specializzazioni”, dice Salvini.

Cosa ha realmente intenzione di fare il ministro? “Come è concepita oggi la norma non è meritocratica. Va rivista la modalità di selezione”, afferma in varie interviste la Grillo. L’Italia va, finalmente, incontro ai giovani e al loro futuro. Il ministro vorrebbe, infatti, ispirarsi al modello francese. In Francia non c’è il numero chiuso, il primo anno dà libero accesso a tutti. Successivamente, viene effettuata una selezione molto serrata per verificare chi è in grado di andare avanti.

Il confronto col resto d’Europa viene spontaneo. All’estero i percorsi di formazione, e di lavoro per i medici laureati, sono decisamente migliori e seguono un criterio meritocratico. Difatti, molto medici o aspiranti medici italiani sono costretti a inseguire il loro sogno al di fuori dell’Italia.

La Grillo ricorda che anche in Italia, anni addietro, vigeva un sistema molto simile a quello che ora viene offerto dal resto dei Paesi europei. Capire come sia potuto cambiare in peggio è un bel dilemma. La riforma includerà cambiamenti importanti anche per il post-laurea. Un cambiamento del genere, tanto atteso dai giovani italiani che si sono battuti fino a poche settimane fa, è necessario, ma richiederà anche un bel po’ di tempo.

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